Tutte le recensioni dei film al cinema, in televisione e in streaming visti dalla redazione di Movieplayer. La nostra critica con voto per trovare velocemente nuovi film da vedere di ogni genere e per ogni preferenza.
Questa visione al femminile accompagna l'afflato ecologista che permea la pellicola imprimendo un orientamento ideologico (volontario o involontario che sia) molto moderno.
Le riprese in alta definizione sottolineano la rilettura moderna, ma fedele nello spirito alla tragedia originale, diretta dalla regista Lyndsey Turner e i piani ravvicinati evidenziano l'interpretazione sfaccettata e ricca di sfumature di Benedict Cumberbatch.
Nene Grignaffini e Francesco Conversano con Ritorno a Spoon River raccontano l'America di provincia attraverso i celebri epitaffi di Edgar Lee Masters a cent'anni dalla pubblicazione della sua celebre antologia del 1915.
Presentato nella sezione Festa Mobile del Torino Film Festival, il quinto lungometraggio di Sean Baker è un'opera intima e vibrante, girata interamente con uno smartphone.
Una maggiore personalità e un montaggio agile avrebbero reso più efficace il tentativo di denuncia che traspare tra le righe.
Julien Temple, Guest Director del TFF33 con tanto di sezione inaugurata per l'occasione, Questioni di vita e di morte, è il regista di un film ode alla vita grazie alla storia unica ed incredibile di Wilko Johnson, lo storico chitarrista dei Dr. Feelgood.
Presentato nella sezione Festa Mobile del Torino Film Festival, Lamb, è l'adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di Bonnie Nadzam diretto da Ross Partridge, anche interprete della pellicola.
Appassionato e citazionista, Just Jim è un'opera prima meritevole e coraggiosa. Non solo Craig Roberts si conferma uno dei volti più interessanti della sua generazione, ma si rivela anche un autore capace di mettere a frutto il proprio vissuto trasfigurandolo in chiave antinaturalista.
Speriamo che il pubblico italiano possa premiare, per quanto possibile, questo gioiellino forse incompiuto come l'opera fittizia al suo fulcro, ma affascinante nella concezione, pregevole nella fattura, capace di dialogare con il grande cinema fantastico e di parlare con semplicità e umiltà allo spettatore di argomenti complessi e inquietanti.
Alla base del divertente film di Jaco van Dormael c'è la voglia di guardare sotto una nuova luce storie, miti e tradizioni elaborate dalla società patriarcale; c'è la voglia di partire da queste originali premesse per raccontare una fiaba che parli di noi e del nostro tempo, dei nostri desideri e dei nostri limiti. Spostando il fulcro del nuovo vangelo dalla divinità incarnata all'umanità imperfetta.
L'australiano Sean Byrne debutta nel cinema statunitense con un film horror che ne conferma le grandi capacità nel creare atmosfere macabre e perverse. Presentato nella sezione After Hours del Torino Film Festival.
Il regista de Il sesto senso torna a convincere - e a inquietare - con un film che segna una netta cesura rispetto ai suoi precedenti progetti: un horror in cui le convenzioni del found footage sono messe al servizio di un racconto semplice ma angosciante che vede protagonisti una coppia di fratelli e i loro nonni.
Il nuovo cortometraggio Pixar, abbinato all'uscita in sala de Il viaggio di Arlo, mette in scena in modo originale le difficoltà di conciliare le proprie radici con il mondo in cui viviamo.
Un Masterchef in versione all-star: ispirato a Gordon Ramsey e agli altri chef che impazzano in televisione, il personaggio di Cooper cerca il riscatto e la redenzione tra i fornelli (oltre alla terza stella Michelin). Insieme a lui in cucina una brigata di star internazionali.
Presentato in concorso al Torino Film Festival, Lo Scambio, diretto da Salvo Cuccia, al debutto con il primo lungometraggio di finzione, racconta una storia a metà tra verità e finzione ispirandosi a fatti realmente accaduti.
A breve distanza dall'uscita di Inside Out, la Pixar fa il bis per il 2015 con un film profondamente diverso ma non meno efficace, raccontando l'amicizia speciale tra un dinosauro e un cucciolo di umano.
London Road, presentato nella sezione Festa Mobile del Torino Film Festival, adattamento cinematografico dell'omonimo spettacolo teatrale, è una crime story ispirata a fatti realmente accaduti realizzata sotto forma di musical da Rufus Norris.
Presentato nella sezione After Hours del Torino Film Festival Hellions, horror che rivisita con ironia l'iconografia della festa di Halloween, con bambini demoniaci senza volto e una folle sperimentazione cromatica.
Antonia, film d'esordio di Ferdinando Cito Filomarino prodotto da Luca Guadagnino, racconta la vita di Antonia Pozzi, poetessa morta suicida a 26 anni e considerata una delle voci più importanti della poesia italiana.
La teoria cospirazionista del presunto falso allunaggio realizzato da Stanley Kubrick si trasforma di una commedia scorretta e lisergica in Moonwalkers, pellicola presentata nella sezione After Hours del Torino Film Festival.
Volutamente spontaneo, giocato ottimamente sull'improvvisazione e sui battibecchi tra madre e figlio, Mia madre fa l'attrice ci regala qualche piccola chicca a livello di fattura.
Presentato nella sezione After Hours del Torino Film Festival, il secondo documentario diretto da Rodney Ascher, dopo il riuscito Room 237, racconta della sindrome della paralisi del sonno in chiave horror.
Presentato nella sezione Festa Mobile del Torino Film Festival, The Lady In The Van è una commedia dai contorni malinconici basata sulla storia vera di Alan Bennett, autore del lavoro teatrale dal quale il film prende vita.
Il quinto capitolo della popolare saga sci-fi è arrivato in homevideo con un eccellente video in alta definizione, un audio originale spaziale, ma una traccia italiana un po' sottotono. Discreti ma interessanti gli extra.
La visione è sicuramente piacevole, ma un pizzico di cattiveria in più e una direzione degli attori più sicura avrebbero donato al film quell'incisività di cui invece difetta.
Period drama accuratissimo nella ricostruzione della Londra dei primi del '900, nei costumi, negli ambienti e nei mezzi di trasporto, il film acquista una concretezza improvvisa nei vetri rotti, nelle sassate, nelle esplosioni provocate dalle attiviste.
La felicità è un sistema complesso spiazza il pubblico mescolando linguaggi diversi: a momenti comici se ne contrappongono altri drammatici, a sequenze concrete si affiancano scene simboliche, vagamente surreali.
Presentato fuori concorso nella sezione After Hours del Torino Film Festival, The Final Girls è l'omaggio originale di Todd Strauss-Schulson ai classici del cinema horror e slasher.
Primo titolo della sezione After Hours ad aprire la 33ª edizione del Torino Film Festival, February, debutto alla regia dell'attore/figlio d'arte Oz Perkins è un horror d'atmosfera tutto declinato al femminile.
Non solo un grandissimo film che riesce a coniugare straordinarie interpretazioni ad una sceneggiatura eccellente ed una regia brillante, ma anche e soprattutto un'opera moderna che trascende il mezzo cinematografico e si fa davvero completa.
Presentata nella sezione Festa Mobile del Torino Film Festival, The Dressmaker è la black comedy diretta da Jocelyn Moorthouse e basata sull'omonimo romanzo di Rosalie Ham con al centro della storia una Kate Winslet vendicativa quanto impeccabilmente elegante.
Dopo quattro anni termina il percorso cinematografico di Katniss Everdeen, eroina moderna incarnata con carisma e potenza dalla giovane star Jennifer Lawrence.
Di film girati dentro quattro mura o che contrappongono destra e sinistra ne abbiamo visti parecchi, e Dobbiamo parlare non spicca per meriti particolari. Ma se nel giudizio proviamo ad assomigliare di più alla ruspante coppia Bentivoglio-Calzone, ridiamo anche di gusto.
Jessica Chastain non riuscirebbe a non essere brava neppur volendo. L'attrice dona alla sua Julie una vulnerabilità che ricorda quella di un'Ofelia più scostumata e sensuale.
La coppia Bruno-Cortellesi porta al cinema il testo teatrale Gli ultimi saranno ultimi, commedia che sfocia nel dramma con un cast perfetto e tanta voglia di ribellarsi a un presente deludente.
Il film di Billy Ray è un drama thriller emozionante che deve molto, forse troppo, al bellissimo originale di Juan José Campanella. Magnifici tutti gli interpreti: in particolare un intenso Chiwetel Ejiofor, una splendida Nicole Kidman e una mutevole Julia Roberts.
Al suo terzo film da regista, Angelina Jolie torna a collaborare con il marito Brad Pitt a dieci anni di distanza dal set galeotto di Mr. and Mrs. Smith, questa volta mettendo in scena una storia scritta di proprio pugno, che racconta del difficile rapporto di una coppia sposata da anni, ormai in crisi.
Arriva in sala per due giorni, il 10 e 11 Novembre, il film dello Studio Ghibli che racconta il dramma di due fratelli nella Kobe bombardata dagli Americani.
In occasione dell'anniversario, il bellissimo film di Sidney Lumet con Al Pacino è finalmente uscito in alta definizione anche in Italia. Un'occasione da non perdere per rivedere un capolavoro in un'edizione più che buona.
Il Premio Oscar Davis Guggenheim firma la regia di Malala, ritratto declinato alla forma documentario della giovanissima pakistana Premio Nobel per la Pace della quale mostra la vita quotidiana e le azioni straordinarie che l'hanno resa un simbolo della lotta per i diritti civili e all'istruzione.
Dalla carta allo schermo, i personaggi di Schulz acquistano spessore 3D ma non perdono la loro poetica immediatezza.
Presentato all'ultima Festa del Cinema di Roma, Alaska vanta un buon cast e un valido regista, ma naufraga nello scarsissimo approfondimento psicologico: così assistiamo alle assurde peripezie dei due protagonisti uniti, ancor prima che dalla solitudine, dalle scelte più stupide.
Orso d'argento a Berlino 2015 per la miglior regia, la pellicola prosegue la riflessione della regista Małgorzata Szumowska sul corpo introducendo il tema del lutto, che tratta con rispetto, ma nel quale inserisce elementi di ironia e rottura ai quali accosta una velata critica ai limiti sociopolitici dell'odierna Polonia.
Esce in homevideo il film del regista napoletano premio Oscar con un favoloso Michael Caine. Vediamo i punti di forza dell'edizione in alta definizione, che offre una straordinaria resa tecnica.
Dopo averne analizzato le origini e studiato l'icona con Skyfall, Sam Mendes pone fine alla sua visione di James Bond con un film più classico nelle dinamiche, ma insistente nella rappresentazione di un uomo più vulnerabile. Un capitolo finale spettacolare e intermittente, in cui la parabola moderna dell'agente britannico sembra chiudersi.
Uno degli eventi fuori concorso di Alice nella città a Roma 2015, il film di Joe Wright ci porta, con chiassoso spettacolo, nel tempo prima di Peter Pan.
Lo stile registico di Andrew Haigh ricorda a tratti il miglior Terence Davies, ma a fronte della vaghezza di quest'ultimo si contrappone una precisione nella messa in scena del paesaggio esteriore e interiore.
Presentato con successo alla Quinzaine des Réalisateurs dello scorso Festival di Cannes e selezionato dalla Francia per la corsa all'Oscar per il miglior film straniero, Mustang di Deniz Gamze Ergüven è un esordio cinematografico maturo e potente.
Il film costruito su Favij ed altri colleghi youtubers arriva in sala, ma non riesce a dimostrarsi una produzione cinematografica valida e compiuta, quanto un prodotto confezionato per uso e consumo del suo pubblico del web.
Abbinato all'uscita homevideo di Inside Out, la Pixar propone un corto spumeggiante che riprende temi e personaggio del suo ultimo successo.