Contagious: Il lato umano di Arnold Schwarzenegger

L'ex-governatore della California ci mostra un aspetto inedito delle sue capacità recitative in un film post-apocalittico dal sapore intimista.

La forza dell'inespressività

Per quanto gli si possa voler bene, è difficile negare che Arnold Schwarzenegger non sia il massimo in termini di abilità attoriale. Vuoi per una certa mancanza di versatilità facciale, vuoi per quell'accento austriaco marcatissimo che oltre a rendere quasi tutte le sue battute involontariamente spassose gli creò non pochi problemi ad inizio carriera (per Conan il barbaro dovette impegnarsi a lungo per risultare comprensibile alle orecchie degli spettatori americani), l'ex-culturista divenuto superstar e poi governatore della California non ha mai veramente esplorato ruoli particolarmente complessi o generi cinematografici al di fuori dell'azione e della commedia (a differenza del collega-rivale Sylvester Stallone, lui sì capace di dare prove di un certo spessore).

Arnold Schwarzenegger in una scena dell'horror Contagious
Arnold Schwarzenegger in una scena dell'horror Contagious

Non che se ne sia mai veramente sentito il bisogno: il carisma di Schwarzenegger, abbinato ad un discreto talento comico, gli hanno quasi sempre permesso di compensare eventuali difetti di scrittura e/o caratterizzazione, fatta qualche eccezione come il ridicolo Mr. Freeze in Batman & Robin (e pensare che la parte, riscritta apposta per Arnold, era inizialmente stata pensata per Patrick Stewart). Consapevole dei propri limiti, l'uomo che fu Terminator (e lo sarà di nuovo tra un paio di settimane) non ha mai sentito la necessità di mettersi alla prova. Fino ad ora.

Padre e figlia

Arnold Schwarzenegger con Abigail Breslin in una scena del film 'Contagious'
Arnold Schwarzenegger con Abigail Breslin in una scena del film 'Contagious'

Contagious (Maggie in originale) è un film anomalo. È l'opera prima di un regista, Henry Hobson, che finora si è fatto notare realizzando i titoli di testa di pellicole come Una notte da leoni 2 e Rango. Parla di zombie, ma si distanzia anni luce dalle tendenze recenti del genere, che sia al cinema (L'alba dei morti viventi,World War Z) o in televisione (The Walking Dead, Z Nation, iZombie), escludendo i cromatismi tendenti al grigio che indicano l'ambientazione post-apocalittica e la barba di Wade Vogel (Schwarzenegger), che fa un po' Rick Grimes. Per il resto, si potrebbe quasi parlare di un'operazione bergmaniana, poiché la maggior parte del film è incentrata sulle interazioni fra Wade e la figlia Maggie (Abigail BreslinAbigail Breslin), con la partecipazione occasionale della signora Vogel, Caroline (Joely Richardson).

Maggie è stata contagiata da un virus detto "necroambulatorio", che la trasformerà gradualmente in zombie. Wade decide di portarla a casa per permetterle di passare con la famiglia i suoi ultimi giorni, fino al momento in cui dovrà essere o messa in quarantena o uccisa. Mentre padre e figlia rafforzano il loro rapporto, tutti si preparano per la fine, anche se Wade prova ribrezzo all'idea di dover uccidere in maniera disumana la sua bambina.

Contagious: Abigail Breslin in ospedale dopo il 'contagio' in una scena del film
Contagious: Abigail Breslin in ospedale dopo il 'contagio' in una scena del film

Impassibile vulnerabilità

Contagious: Arnold Schwarzenegger con Abigail Breslin in una drammatica scena dell'horror
Contagious: Arnold Schwarzenegger con Abigail Breslin in una drammatica scena dell'horror

Alla tenera età di sessantasette anni Schwarzenegger si riscopre come attore, capace di tenere testa alla sempre brava Abigail Breslin, abbandonando i suoi soliti istrionismi a favore di una grande prova di understatement. Accantonate le frasi ad effetto e le smorfie da duro, non gli resta che la calma dignità di un padre affettuoso, stoicamente rassegnato ma non per questo pronto a perdere sua figlia. Barbuto e per certi versi "invecchiato", l'ex-barbaro dà il meglio di sé in un ruolo che, a distanza di quasi vent'anni, dimostra che forse avrebbe potuto interpretare Mr. Freeze come si deve. Peccato che se ne accorgeranno in pochi, soprattutto in America dove, complice un'uscita simultanea al cinema e on demand (forse perché la LionsGate ha intuito quanto il pubblico fedele di Arnold fosse poco interessato a vederlo in un prodotto simile), Contagious è sparito dalla circolazione dopo appena due settimane (e meno di 200.000 dollari al box office). Merito della natura anomala del film, praticamente un dramma intimista e grigio con qualche tocco di genere, dalla telefonata iniziale di Maggie al padre fino all'epilogo tragicamente poetico.

Contagious: Arnold Schwarzenegger con Joely Richardson in una scena del film
Contagious: Arnold Schwarzenegger con Joely Richardson in una scena del film

Un vero peccato, perché il duo Schwarzenegger-Breslin è davvero forte dal punto di vista recitativo, e merita tutta la visibilità possibile, così come il talento registico di Hobson, capace di giocare sull'atmosfera lugubre e sugli effetti speciali senza mai perdere di vista l'anima umana del racconto. Grazie a lui ed al suo tocco epicamente indie il divo austriaco, messo a nudo per la prima volta in termini di performance, riesce a ripetere di nuovo il miracolo che avvenne nel 1991, alla fine di Terminator 2 - il giorno del giudizio: farci piangere. In senso positivo, ovviamente.

Movieplayer.it

4.0/5