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Un viaggio nella memoria storica e personale per il ritorno al cinema del regista de "Le fate ignoranti"
Quando pensiamo al gotico, ci vengono in mente antichi castelli avvolti dalla nebbia... c'e' ancora posto per loro nelle nuove tendenze dell'horror?
L'ultimo e irriducibile 'militante' del cinema europeo, Ken Loach, torna a girare una storia di degrado e disagio sociale in una metropoli scozzese.
E' nevrotico, l'inizio di "Ricordati di me", quarto lungometraggio di Gabriele Muccino: nevrotico come i suoi personaggi in perenne balia degli eventi, che sembrano rincorrere disperatamente il tempo che passa portandosi via sogni, aspirazioni, desideri.
Se i primi trenta minuti di Ricordati di me, l'ultimo film di Muccino, sono realmente interessanti, purtroppo la storia in seguito si affloscia e manca di quell'ironia e di quel tanto di cattiveria che possano suscitare l'interesse dello spettatore.
Dallo straordinario musical di Broadway un'ottima riduzione cinematografica per il regista esordiente Rob Marshall.
L'attore Bill Paxton passa dietro la macchina da presa e segna il suo esordio alla regia con un thriller ricco di suspense e finte verità.
A proposito di Schmidt può sembrare una commedia, ma non lo è. Può sembrare la lotta di un uomo contro il mondo che lo schiaccia, ma non lo è.
La storia di uno dei pochi sopravvissuti del ghetto di Varsavia durante la seconda guerra mondiale raccontata da Roman Polanski.
Dopo Febbre a 90° e Alta Fedeltà, un altro romanzo del golden boy britannico Nick Hornby diventa film.
Difficile immaginare un regista più adatto di Steven Spielberg per portare sullo schermo una versione moderna della favola di Peter Pan.
Tutto cominciò con la sparizione della proprietaria di un negozio di ferramenta e probabilmente Ed Gein non sapeva che avrebbe ispirato i thriller più famosi della storia del cinema, nonchè la fantasia di Alfred Hitchcock e Robert Bloch.
Con Moulin Rouge, il regista Baz Luhrmann conferma il suo gusto per anacronismo e irriverenza reinventando il genere del musical.
Dopo averci trasportato negli inquietanti futuri tracciati da A.I. intelligenza artificiale e da Minority Report, Steven Spielberg ci fa tuffare stavolta nel passato prossimo, quello degli anni Sessanta.
Questo film, diretto nel 1995 da Corey Yuen, rispetta in pieno le regole dell'action hongkonghese condito con elementi di melodramma e commedia. Ad assicurare la presa sul pubblico, il soggetto e la produzione di Wong Jing, e la presenza di una star come Jet Li.
Al centro della vicenda un preziosissimo triangolo in grado di conferire un enorme potere a chi lo possiede, ma solo in occasione dell'allineamento di tutti i pianeti, avvenimento che capita ogni cinquemila anni.
Michelle Pfeiffer nell'insolito ruolo di "cattiva" nel film di Peter Kosminsky, White Oleander, tratto dall'omonimo libro della scrittrice americana Janet Fitch.
Il più grande difetto di questo Final fantasy è quello di aver infranto, per primo, il tabù degli attori digitali.
Spielberg ci porta nel mezzo di una battaglia e ci descrive il vero aspetto della guerra.
Da dove viene la bella archeologa? Pochissimi non saranno al corrente del suo passato videoludico, mentre moltissimi aspettano con impazienza ogni nuova uscita del gioco di cui è protagonista.
Se è possibile trovare un filo conduttore nei suoi lavori (non opere, come dice lui stesso, ma lavori) così diversi fra loro è proprio il sogno. O meglio, la sensazione, quando ci si siede nella sala buia, di non essere del tutto svegli.
Come ogni evento che si rispetti, E.T. è particolare anche per alcuni aspetti della sua realizzazione.
Spielberg realizza con E.T. il suo film più personale e più rappresentativo, guidandoci in una esperienza emotiva unica ed irripetibile.
Indagini sporche è un robusto poliziesco, vincitore del Festival in Noir 2002 e tratto da un soggetto dello scrittore James Ellroy, già autore di L.A.Confidential.
Dopo più di trent'anni di attività Spielberg si conferma, là dove ce ne fosse bisogno, uno dei registi più completi del cinema contemporaneo.
Ripetitivo thriller psicologico che di thrilling ha davvero ben poco e di psicologico solo la patologica e preoccupante mancanza di fantasia si molti sceneggiatori e registi di Hollywood.
Dall'Inferno ad Hollywood, passando per il Maine: John Carpenter dirige "Christine", una femme fatale di lamiere che uccide a tempo di rock'n roll.
Una commedia d'azione incentrata sulle gesta di un paio di agenti specializzati nell'eliminazione dei fantasmi. Divertente e poetico, spettacolare e amaro. Molto più di quello che sembra. Dal regista di "Juliet in love".
Il ricordo dell'infanzia è un pensiero dolce, struggente, malinconico a volte. E' possibile trasferire delle emozioni così delicate e pure in una pellicola e riprodurle su uno schermo di celluloide? Reiner ci dimostra di sì.
Una sequela imbarazzante di comicità mediocre, con David Duchovny e Julianne Moore.
Gangs of New York, l'ultima fatica di Martin Scorsese è visivamente ineccepibile.
L'America è nata nelle strade: lo slogan per il nuovo film di Martin Scorsese non sarebbe potuto essere più appropriato.
"Mi piace soprattutto prendere il pubblico alla sprovvista. Dargli la sensazione di trovarsi su un terreno famigliare e poi brutalmente, senza preavviso, violentarlo." Brian De Palma
Il grande talento visivo di Ridley Scott al servizio di una triste e recente storia di guerra. Azzerata la retorica, Scott spinge sul pedale dell'azione e del realismo.
Tutto, nel film, è fatto per ricreare uno spettacolo d'horror gotico vecchio stampo, rispolverando il cinema di genere di gusto europeo anni '50 e '60.
In questo terzo episodio Steven Spielberg si mette da parte e lascia la macchina da presa a uno dei suoi uomini fidati.
Matrix è il trionfo della contaminazione come idea di cinema.
Dagli autori dell'horror "The eye", ecco un bel noir tailandese esemplificativo della vitalità di una cinematografia emergente e molto interessante.
Arriva nelle sale italiane l'atteso secondo capitolo della trilogia di Jackson, Il signore degli anelli.
Tre anni dopo il sorprendente successo di 'Nameless', lo spagnolo Jaume Balaguerò torna a dirigere un horror, affidandosi alla produzione di Brian Yuzna.
Difficile trovare qualcosa di veramente originale in questo Fantasmi da marte: temi, ambientazioni, atmosfere non sono altro che una contaminazione di idee già viste in molti altri film.
Todd Haynes omaggia un genere, il melò, reso celebre negli anni '50 da Douglas Sirk, in film come il famoso Lo specchio della vita.
Un vero gioiello questo A torto o a ragione, a partire dal bellissimo titolo italiano (Taking Sides, quello inglese).
Un po' giallo, un po' commedia, un po' musical: tante facce diverse per un film col sapore dolce del passato.
Il 1993 è l'anno della consacrazione di Steven Spielberg a grande autore cinematografico. E' l'anno di Schindler's List, suo più grande capolavoro, opera impegnata e quanto mai realistica, emozionante e dolorosa.
Più di 60 milioni di dollari di spesa per ricreare quello che nessuno avrebbe mai pensato ed ottenere uno dei più clamorosi successi americani ai botteghini di tutto il mondo.
Dalla Germania un nuovo interessante thriller che si ispira ai più noti successi americani. Protagonisti tatuaggi e strani collezionisti.
Il Mondo dei mostri non è mai stato così divertente
A tanti anni dalla sua uscita originale, il film di Katsuhiro Otomo non cessa di affascinare: science fiction matura, suggestioni filosofiche e un livello tecnico che fa invidia a molte produzioni moderne, per quello che è un vero classico dell'animazione.
Nel realizzare un seguito ad un film di tale successo, si può immaginare la necessità di trovare una trama altrettanto originale e coinvolgente.