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Il mite Lars Von Trier sfodera il suo lato horror sulla Croisette. A fronteggiare gli attacchi della critica contro di lui vi sono gli interpreti di Antichrist, Willem Dafoe e Charlotte Gainsbourg.
Ken Loach ed Eric Cantona scendono in campo sulla Croisette all'attacco della Palma d'oro col loro divertente Looking for Eric.
Meticolosa e sontuosa ricostruzione storica, Agora non è soltanto la storia di Ipazia di Alessandria, intellettuale perseguitata dai cristiani per il suo rifiuto di piegare la propria integrità alle loro mire politiche; è anche un'interessante esplorazione del legame tra religione e progresso, tra tolleranza, solidarietà umana e avanzamento scientifico.
Il nuovo film di Von Trier mantiene le terrificanti promesse spaventando, irritando e sconvolgendo Cannes.
La riuscita incursione di Ken Loach nella commedia utilizza con equilibrio lo star power di Eric Cantona in una storia debordante di divertimento e umanità.
Tra i film presentati durante la quinta giornata della kermesse, Vengeance, Kinatay, Agora e Le père des mes enfants, con Chiara Caselli.
In un film che per certi versi è più vicino al recente 'Sparrow' rispetto ai gangster movie precedenti, Johnny To si dimostra come sempre un maestro della messa in scena, ma perde di sostanza avvicinandosi a quello che potrebbe essere un anticonvenzionale revenge movie all'americana.
Sbarca a Cannes il cast della diverte commedia Taking Woodstock dedicata all'epico evento che sancì la fine dell'innocenza e dello spirito di libertà degli anni '60. A fianco del regista Ang Lee si presentano Emile Hirsch, Demetri Martin e la bravissima Imelda Staunton.
Il film non stanca neanche allo scoccare delle due ore e mezza di durata, grazie alla padronanza tecnica di Audiard, alla ricchezza di idee della curatissima sceneggiatura, e al talento del giovane Tahar Rahim, che incarna un personaggio complesso che intenerisce, affascina e inquieta nell'arco delle sue vicende.
Ancora un sorprendente film proveniente dalla Romania incanta il pubblico di Cannes. Porumboiu con il suo secondo lungometraggio dimostra grande maturità e piglio autoriale.
La straordinarietà del film di Lee Daniels risiede in una meravigliosa protagonista sospesa tra tragedia e sogni di una freschezza e di un'ingenuità dolcissime, in una grande creatività visiva e in una insopprimibile, debordante carica di ironia.
Accompagnato dai suoi interpreti, Song Kang-ho e Kim Ok-vin, il regista Park Chan-wood approda sulla Croisette per presentare drammatico vampire movie Thirst.
Tratto dal romanzo autobiografico di Elliot Tiber, il film di Ang Lee è un resoconto magistralmente narrato e molto divertente del making of dell'happening musicale più iconico che memoria ricordi, che rievoca alla perfezione lo spirito gioioso e liberativo dell'evento.
Calorosa e commossa accoglienza per il biopic Bright Star diretto da Jane Campion e dedicato alla vita sentimentale del poeta inglese John Keats. Ad accompagnare la Campion a Cannes gli interpreti Ben Whishaw e Abbie Cornish.
La storia d'amore tra John Keats e la sua Fanny è, nelle mani della Campion, soprattutto la storia di quest'ultima e del suo amore senza speranza per un poeta squattrinato e ammalato che ha ottenuto la fama che meritava solo dopo la sua morte precoce.
Lo 'scandaloso melodramma vampiresco' di Park Chan-Wook non parte benissimo, anzi sembra accusare la mancanza di una direzione ben precisa, ma cambia decisamente passo nel momento in cui entra in scena la protagonista femminile interpretata in modo perfetto dalla giovane Kim Ok-Bin.
Con la conferma della vitalità del suo talento e della sua sensibilità rappresentata da questo secondo lungometraggio, la poliedrica cineasta del Kent riesce a non farsi fagocitare dagli illustri precedenti e a proporre una personale idea di cinema che fa confidare in una carriera autorevole e interessante.
Zack Efron e Matthew Perry sono i protagonisti di una fantasiosa e divertente commedia sulle magiche inversioni del tempo e sulle ironiche rotte del destino
A proporre un prodotto diverso dal solito, che risente comunque delle influenze delle menti più cool che furoreggiano all'estero, ci provano Massimiliano D'Epiro e Danilo Proietti che fondono e strapazzano realtà e finzione per fare il punto su una società ormai governata dalla cocaina.
Il regista Pete Docter, il suo co-sceneggiatore Bob Peterson e i due produttori, Jonas Rivera e il leggendario fondatore della Pixar, John Lasseter hanno presentato a Cannes il loro ultimo gioiello.
Il risultato è quello di una storia incalzante e ritmata, scandita - nonostante l'ambientazione nostrana - da momenti di puro intrattenimento all'americana e da intrecci fantasiosi ed affascinanti che permettono allo spettatore medio di addentrarsi all'interno dei misteri della Chiesa e dei suoi inviolabili confini.
La Pixar inaugura la 62esima edizione del Festival di Cannes con il suo decimo, riuscitissimo film d'animazione, l'avventurosa storia di un vecchietto che vola verso il Sudamerica e il sogno di una vita, e del suo piccolo compagno di viaggio.
Dopo le difficoltà distributive, arriva finalmente nelle nostre sale il film indipendente diretto da Massimiliano D'Epiro e Danilo Proietti. La cocaina e l'importanza di combatterla anche attraverso il cinema sono stati gli argomenti principali della conferenza stampa di presentazione dell'opera.
Il racconto di formazione si intreccia quindi alla bella storia di rinascita del protagonista, in un film pulito adatto alla famiglia che nei suoi personaggi, nelle loro fragilità e nei punti di forza saprà certamente riconoscersi.
Concepito e realizzato in tempi strettissimi, per tenere il passo con la velocità di internet e dei suoi 'fenomeni', Feisbum è un divertentissimo frullato di stereotipi italici, di dialetti locali e universali, di esagerazioni e di fobie dell'italietta che cerca, a stento, di modernizzarsi.
E' nella regia che San Valentino di Sangue in 3D offre il meglio di sé, regalando agli appassionati quel pizzico di insana follia e di grottesco umorismo che da anni latitava in un genere che vive purtroppo quasi esclusivamente di rendita.
La casa sulle nuvole riesce in parte a comunicare quel senso di scoperta e di meraviglia, dovuto a un talento che ama giocare proprio sui contrasti, per cui l'immagine della mongolfiera che si solleva da una duna figura nel film tra le invenzioni visivamente più suggestive.
Il celebre interprete di numerosi western ritrova l'animale che lo ha reso un'icona, nella miniserie L'uomo che cavalcava nel buio, in onda domenica 10 e lunedì 11 maggio su RaiUno. Abbiamo incontrato l'attore per parlare di questo racconto di formazione che testimonia una rinascita e affronta il problema del doping.
Sulla carta, l'operazione di Abrams si presentava come molto rischiosa, ma un'intelligente sceneggiatura, che mescola abilmente presente e futuro, è riuscita a ridare nuova linfa a un mito.
La regista di 'Nathalie', Anne Fontaine, e l'attrice di Amelie presentano a Roma il primo grande film sulla storia della stilista Coco Chanel.
Successivamente all'anteprima romana de La casa sulle nuvole, si è svolto un incontro con attori e regista contraddistinto dal grande attaccamento degli stessi al progetto.
Principessa, opera prima del giovane regista Giorgio Arcelli, ricorda da vicino la struttura di una favola. Ma Matilda è una donna moderna e determinata a vivere tutti gli aspetti positivi della sua giovinezza, e che dovrà trovare soltanto in se stessa la forza per cambiare.
Pop facile e zuccheroso che conferma Miley Cyrus come la teen ager più amata dai giovani dei nostri giorni.
Il regista piacentino introduce la sua favola moderna, che vede protagonista una giovane attrice che si arrabatta tra lavori part time e storie d'amore malsicure.
La regia di Eros Puglielli si muove nevrotica negli ambienti, tra i protagonisti, supportata da un montaggio serrato deputato a dare all'azione un ritmo sostenuto piuttosto che a dotarla di suspense.
L'undicesima edizione del festival friulano si è chiusa con un bilancio più che positivo, confermando ancora una volta il Far East come una manifestazione necessaria per la diffusione del cinema orientale (e non solo).
Simon Pegg affronta il suo primo impegno da leading man in un film hollywoodiano, e sulla carta ci sono tutti i numeri per una performance brillante: il film è tratto infatti dal racconto biografico How to Lose Friends and Alienate People di Toby Young, autoironica narrazione delle vicende del giornalista britannico finito chissà come alla redazione newyorkese di Vanity Fair.
Takashi Miike riesce nell'impresa non facile di adattare la serie di culto degli anni Settanta, scegliendo la strada dell'adattamento fedele e trasferendo su grande schermo la medesima atmosfera anarchica e surreale.
L'attrice di Latina è la protagonista della fiction 'hitchcockiana' diretta da Eros Puglielli, in onda mercoledì su Canale 5. Nella conferenza stampa di presentazione, la Arcuri ha rivelato che tra i suoi prossimi progetti ci sarà anche un ritorno al cinema nella nuova commedia di Giorgio Panariello.
Paul Rudd è anche sceneggiatore per una riuscita commedia che lo vede in un ruolo un po' insolito, spalleggiato da Seann William Scott e dagli irresistibili Christopher Mintz-Plasse e Bobb'e J. Thompson.
Il film di Takashi Miike, applauditissimo, chiude l'undicesima edizione della manifestazione friulana, che ha però assegnato il premio del pubblico al giapponese Departures.
Presentato a Roma dal cast al completo, in assoluta anteprima mondiale, l'attesissimo kolossal di Ron Howard tratto dall'omonimo romanzo di Dan Brown che vede di nuovo Tom Hanks, nei panni dello studioso di simboli sacri Robert Langdon, alle prese con i misteri della fede cristiana. Noi di Movieplayer c'eravamo...
Giorgio Capitani ricostruisce nel film tv Rai la parabola del celebre imprenditore, in un prodotto che sotto il profilo tecnico non sfugge alle logiche televisive, ma che riesce comunque ad offrire un'interessante immagine di una figura chiave del dopoguerra italiano.
Una vorticosa giostra visiva, che parte da Sergio Leone per arrivare nei territori iperrealistici e surreali del fumetto e del videogame.
Un'opera che omaggia un modello "alto" come quello del cinema di David Lynch, restando tuttavia molto personale e mantenendo una notevole eleganza formale.
Giornata tra le più attese del Festival, con il film cinese di Cao Baoping The Equation of Love and Death e soprattutto il western di Kim Ji-Woon, The Good The Bad The Weird.
Departures colpisce per la sua capacità di parlare una lingua universale, nonostante la particolarità del soggetto trattato e la sua natura locale: evitando sapientemente un tono facilmente ricattatorio.
Il 30 aprile del 1989 moriva il grande regista di Per un pugno di dollari e Il buono, il brutto e il cattivo. Vent'anni dopo non possiamo che celebrare i suoi lavori che hanno cambiato per sempre la settima arte.
Il film di Molina non si allontana da quello che il pubblico-tipo di un prodotto del genere si aspetterebbe da esso: corpi nudi in primo piano, esplorati senza mai cadere nella pornografia hard, che si accoppiano voracemente, in un continuo affanno senza freni inibitori.
Un amore di strega è un prodotto sagace, divertente, mai banale, di buona fattura a livello visivo, non di certo realizzata con pochi soldi ma curata sin nei minimi particolari.