Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Liev Schreiber insieme alla moglie Naomi Watts interpreta e produce The Bleeder, film che racconta la storia del pugile Chuck Wepner che ha ispirato Sylvester Stallone per il personaggio di Rocky Balboa.
Docufiction, falso documentario o realtà ricreata? Ancora una storia di crimine e riscatto nella periferia romana per Alessandro Borghi.
Un documentario ostico, ambizioso, e forse un po' troppo chiuso su se stesso quello di Martina Parenti e Massimo D'Anolfi, che però hanno un messaggio poetico ed emozionante da consegnare a chi abbia la pazienza di arrivare alla fine di questo viaggio al loro fianco.
A trent'anni dall'uscita in sala del secondo capitolo, ricordiamo una delle saghe fantascientifiche più celebri della storia del cinema attraverso qualche curiosità sulla genesi e la realizzazione dei diversi episodi.
Il restauro di Un lupo mannaro americano a Londra ha fornito l'occasione per parlare di cinema, horror, comicità e remake col leggendario cineasta.
Il controverso attore-regista torna dietro la macchina da presa per raccontare un episodio inedito ed affascinante della Seconda Guerra Mondiale dal punto di vista americano.
Il regista australiano arriva al Festival di Venezia con un kolossal bellico ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale: il resoconto della conferenza stampa con Mel Gibson, il protagonista Andrew Garfield e gli altri interpreti di Hacksaw Ridge, presentato fuori concorso al Lido.
Applausi e risate a Venezia per questo film argentino che parla di arte in modo non convenzionale e ci emoziona grazie alla straordinaria interpretazione del protagonista Oscar Martinez.
Lo studio che ci ha regalato i Minion ci fa incontrare un branco, letteralmente, di nuovi fantastici personaggi che conquisteranno i cuori del pubblico più giovane.
Il regista ci racconta il suo amore per John Steinbeck, che lo ha spinto ad adattare il poco noto La battaglia. Con lui a Venezia anche Ashley Greene, una degli interpreti.
In occasione del ritorno sugli schermi della spia creata da Robert Ludlum, ecco la nostra classifica delle scene migliori del franchise, dal 2002 a oggi.
Il secondo lungometraggio di Alessandro Aronadio, presentato alla Mostra di Venezia, è un'ambiziosa quanto irrisolta commedia dal sapore surreale.
Lo stile scarno e ruvido che caratterizza la maggior parte delle regie di James Franco, in questa sua nuova opera è stemperato da un montaggio che si prende i tempi necessari per seguire lo sviluppo dell'azione.
La Mostra del Cinema di Venezia ha ospitato il regista italiano e il protagonista Jude Law. Autore e interprete di una serie televisiva potente ed elegante, che si insinua dietro le quinte del Vaticano per svelare l'uomo sotto le vesti di un pontefice.
Il grande regista francese torna in concorso al Festival di Venezia con Frantz, trasposizione di una pièce teatrale ambientata nella Germania del primo dopoguerra: un raffinatissimo melodramma sull'elaborazione del lutto e del senso di colpa, che nei giovani Pierre Niney e Paula Beer trova una coppia di splendidi interpreti.
Il regista cileno Christopher Murray porta in concorso al Festival di Venezia 2016 la sua opera seconda: una parabola cristologica sui temi della sofferenza, della fede e della ricerca di un contatto con il trascendente, che recupera alcune suggestioni del cinema di Ingmar Bergman.
Il 3 settembre di 25 anni fa si spegneva uno dei più importanti registi della "età d'oro" di Hollywood, Frank Capra, appassionato cantore dei buoni sentimenti e dello spirito nobile dell'America fra il New Deal e la Seconda Guerra Mondiale. Ripercorriamone la carriera attraverso un'analisi di cinque tra i suoi maggiori classici.
Dopo il magnifico, elegante e malinconico A Single Man del 2009, Tom Ford torna in concorso alla Mostra del Cinema per lasciare di nuovo il segno con un thriller-noir straordinariamente denso e disturbante.
Scopriamo insieme cosa combina sul set e nella vita la pestifera star de Il trono di spade, nei cinema dal 1 settembre col romance Io prima di te.
Gara di bravura tra le star di Animali notturni che approdano alla Mostra di Venezia per raccontarci la loro esperienza sul set diretti dall'eclettico Tom Ford.
Ecco le dichiarazioni del regista, tornato a parlare di adolescenti, di crescita e sogni a cavallo tra Italia e America.
Il respiro internazionale che permea il film di Gabriele Muccino ne influenza la scrittura e la costruzione dei personaggi.
Tratto dalla pièce teatrale di Peter Handke, il film di Wim Wenders mette in scena un dramma dell'incomunicabilità in cui si fatica a identificare un conflitto, e soprattutto un qualsivoglia senso.
Amore, famiglia, menzogna e morte su un faro. Il melò di Derek Cianfrance in concorso alla Mostra presentato dal regista e dai suoi protagonisti.
Pur risultando meno profondo di quanto vorrebbe, La famiglia Fang conferma la volontà di Jason Bateman di proseguire il cammino intrapreso con Bad Words raccontando qualcosa di diverso, spingendo il pubblico a riflettere sulla propria natura e sugli inevitabili difetti che ci rendono troppo umani.
Filosofico e profondo, il nuovo film di Denis Villeneuve fa della fantascienza un terreno fertile per analizzare l'essere umano, il suo modo di pensare, essere e amare.
La vera ossessione di Derek Cianfrance sembra essere la volontà di scandagliare la crisi di coppia in tutte le varianti possibili.
Emma Stone e Damien Chazelle hanno presentato La La Land alla Mostra del Cinema di Venezia, pellicola con il duplice ruolo di apertura del festival e concorrente ala corsa per il Leone D'oro: il musical del regista americano ha incantato la stampa, che ha accolto la coppia con un caloroso applauso.
Atteso al varco dopo il travolgente e pluripremiato Whiplash, Damien Chazelle apre la settantatreesima Mostra del cinema con un "meta-musical" potente e nostalgico e, ancora una volta, sorprende e emoziona.
In occasione dell'uscita italiana del bellissimo film premiato a Cannes, abbiamo intervistato Cristian Mungiu, incontestabilmente il più grande regista rumeno contemporaneo.
Anarchico, creativo, folle. Il più spietato e celebre dei villain ha avuto quattro incarnazioni sul grande schermo. Dopo Romero, Nicholson, Ledger e Leto, proviamo ad immaginare altri interpreti adatti al suo inquietante sorriso.
Presentato alla Quinzaine des Realizateurs della 69a edizione del Festival di Cannes, L'effetto acquatico è una commedia romantica vivace, scanzonata e piuttosto spassosa.
Ricordiamo alcune gemme della filmografia del grande attore comico, scomparso all'età di 83 anni.
Il film di David Ayer può contare su una selezione di brani, originale ma non incisiva, e sulle affascinanti composizioni di Steven Price.
Siamo stati all'Ischia Global Fest dove abbiamo potuto intervistare Claudio Bisio, Pino Insegno, Lee Ryan, Massimo Giuliani e il direttore del doppiaggio Marco Guadagno per farci raccontare qualcosa del lavoro di adattamento del film e della saga.
Come vuole onorata consuetudine, vi proponiamo la nostra personalissima selezione dei quindici film da non perdere tra quelli che saranno presentati nelle rassegne principali dell'imminente festival lagunare.
Stephanie, architetta disoccupata, ha quarant'anni, un matrimonio fallito alle spalle e un figlio da mantenere. Non le resta che tornare a vivere a casa della madre, diventando catalizzatrice di una serie di conflitti familiari latenti. A interpretarla è l'attrice francese Alexandra Lamy, che ci racconta il suo contributo al film di Eric Lavaine.
Passiamo in rassegna le presenze finora confermate per l'edizione numero 73 della Mostra di Venezia. E segnaliamo anche chi invece ha dato forfait.
Eric Lavaine affida alla leggerezza della commedia francese il racconto della cosiddetta "generazione boomerang", quarantenni costretti a tornare a vivere con i genitori dopo un licenziamento o un fallimento sentimentale. Peccato che non riesca a osare fino in fondo.
A due mesi di distanza dalla distribuzione nei cinema statunitensi, arriva anche nelle nostre sale Paradise Beach - Dentro l'incubo, discreto thriller dal ritmo incalzante ambientato tra le acque messicane dell'Oceano Pacifico.
Avvincente ritratto fra diversi poteri in gioco, Il diritto di uccidere propone una perfetta miscela di dramma e commedia nera sulla guerra di oggi.
Il regista di Suicide Squad parla della sua creatura, tra frasi folli dette agli attori e l'utilizzo insolito del Joker, vero e proprio memento mori, inarrestabile e sempre pronto a ricordare i crimini compiuti dai folli protagonisti, che, secondo il regista, nascondono tutti un grande cuore.
Quest'annata cinematografica ha rivelato nuovi eccessi di una tendenza che avevamo iniziato a denunciare anni fa: il prodigioso e capillare battage pubblicitario degli studios, con teaser, trailer, clip e anticipazioni assortite, inizia ad avere conseguenze tangibili sulla fruizione dei film più attesi dal grande pubblico. Vediamo perché.
Adewale Akinnuoye-Agbaje interpreta Killer Croc in Suicide Squad, il membro della squadra dall'aspetto più minaccioso: l'attore ci ha detto che il suo personaggio, nonostante sia un meta-umano cannibale, si fa portavoce di un importante messaggio di auto-accettazione.
È in sala New York Academy, storia d'amore tra un violinista e una ballerina di danza classica: ne abbiamo parlato con il regista Michael Damian e sua moglie Janeen, i veri protagonisti a cui si ispira il film.
Una chiacchierata informale e interessantissima con il regista del quinto capitolo della saga, che ci ha parlato di Scrat, del metodo di lavoro e del settore in generale.
Alla luce del successo commerciale del film di David Ayer, proviamo ad ipotizzare in quali circostanze ritroveremo i protagonisti, nel contesto del DC Extended Universe.
25 anni fa debuttava nelle sale Barton Fink, la dissacrante commedia premiata con la Palma d'Oro al Festival di Cannes in cui i fratelli Coen mettevano alla berlina l'industria cinematografica: per l'occasione vi proponiamo una rassegna di sette film che hanno raccontato le contraddizioni di Hollywood attraverso un umorismo nerissimo.
L'attrazione tra i personaggi interpretati da Jai Courtney e Karen Fukuhara è palpabile. Ce lo hanno confermato proprio gli attori, protagonisti di un bacio che è stato tagliato dal montaggio finale.
Il tentativo di rendere il personaggio di Harley Quinn più forte, volitivo e indipendente rispetto ai fumetti diventa un compromesso politically correct che indebolisce le premesse del film e anestetizza la follia anarcoide e nichilista del cattivo per antonomasia della DC Comics.