Venezia 80: le preferenze della redazione di Movieplayer

Ecco le preferenze e le delusioni della redazione di Movieplayer.it sui film presentati, tra concorso e fuori concorso, alla Mostra del Cinema di Venezia 2023.

Venezia 80: le preferenze della redazione di Movieplayer

L'edizione numero 80 della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia è stata particolarmente importante per quanto riguarda l'impegno politico. Ben due tra i film più apprezzati del concorso, The Green Border di Agnieszka Holland (recensione) e Io capitano di Matteo Garrone (recensione), parlano, in modo molto diverso ma ugualmente efficace, della questione dei migranti.

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Io Capitano: un momento del film

A volare alto su tutti i titoli però è stato fin da subito Povere creature! di Yorgos Lanthimos (recensione): ispirato all'omonimo romanzo di Alasdair Gray, il film è una sorta di risposta dark a Barbie di Greta Gerwig, con una Emma Stone strepitosa, indirizzata verso il secondo Oscar come Migliore attrice protagonista. Lanthimos parla del ruolo della donna nella società utilizzando l'archetipo del mostruoso, riuscendo a unire brillantemente cinema d'autore e divertimento.

Da ricordare anche due illustri film presentati fuori concorso: Coup de chance di Woody Allen e Hit Man di Richard Linklater, forti di due sceneggiature splendide. In attesa di conoscere i vincitori di Venezia 80, ecco le preferenze della redazione di Movieplayer.

Le preferenze di Valentina Ariete

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Hit Man: Glen Powell, Adria Arjona in un'immagine
  • 1) Povere creature!. Lanthimos vola altissimo su tutto il concorso: il film più bello di questa edizione, in grado di unire cinema d'autore e di intrattenimento. Cast in stato di grazia, con Emma Stone verso il secondo Oscar.

  • 2) Hit Man. Peccato che Richard Linklater non sia stato inserito in concorso: il suo film è una lezione su come si scrive per il cinema. Sceneggiatura magnifica, gran ritmo, divertente, con un ottimo protagonista, Glen Powell, che finalmente trova il ruolo giusto per dare luce al proprio talento.

  • 3) The Green Border. Agnieszka Holland realizza il film "più da concorso" di questa edizione della Mostra. Non per questo ci troviamo di fronte a un "compitino": magnificamente diretto e fotografato, è cinema politico che sa emozionare. Da vedere e far vedere.

  • 4) Io capitano. Matteo Garrone chiude la sua "trilogia della speranza": il suo Seydou è un Candido, come Totò e Pinocchio, che non si arrende alla bruttura dell'ambiente che lo circonda. Emozionante e magnificamente diretto. Il giovane protagonista Seydou Sarr, esordiente, è bravissimo.

  • 5) El Conde. Pablo Larraín fa un cinema forse troppo raffinato, spesso incompreso anche da critica e addetti ai lavori. Dopo Jackie, Ema e Spencer, tutti portati in concorso a Venezia, molto probabilmente anche El Conde rimarrà a mani vuote. È un peccato: Pinochet raccontato come un vampiro è un film dalla premessa geniale: denuncia politica, ma anche molto divertente, con un cast magnifico.

Il film italiano

Io capitano. Matteo Garrone è senza dubbio il nome su cui puntare quest'anno per il cinema italiano. Speriamo vinca un riconoscimento importante: il minimo è il Premio Marcello Mastroianni al protagonista Seydou Sarr.

La sorpresa del festival

Humanist Vampire Seeking Consenting Suicidal Person. Il film di Ariane Louis-Seize, premiata per la migliore regia nella sezione Giornate degli Autori, è l'ennesima variazione sul tema vampiri adolescenti, ma qui si concentra sul tema della salute mentale, facendolo con ironia e cura dei dettagli. Un talento da tenere d'occhio.

Il mostro della Mostra

The Palace. Un "cinepanettone di lusso": sicuramente un film sorprendente, visto che è diretto da Roman Polanski, ma talmente di cattivo gusto e fuori tempo massimo da fare il giro e diventare un film quasi horror.

La scena cult

Ben due, tutte in The Killer di David Fincher: il combattimento nell'appartamento buio e la scena in cui Tilda Swinton racconta una barzelletta.

La battuta del festival

Diverse di Hit Man di Richard Linklater, tra cui il tormentone: "All pie is good pie" e "Find someone fucked up in a way you like", che si dovrebbe stampare su una maglietta e usare come titolo di un manuale di auto-aiuto.

Miglior animale

Tutto il cast canino di Dogman di Luc Besson.

La scena scult

Il finale di The Palace. Il regista di Chinatown e Il Pianista non può terminare la carriera con quell'immagine.

Le preferenze di Antonio Cuomo

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Povere creature!: un primo piano di Emma Stone

Top 5

  • 1) Povere creature!. Il geniale e profondo viaggio di crescita e consapevolezza della protagonista conquista tutti, con una Emma Stone incredibile.

  • 2) The Green Border. Una storia dolorosa che Agnieszka Holland mette in scena con incredibile lucidità.

  • 3) Evil Does Not Exist. Ryusuke Hamaguchi si conferma con un film molto diverso dal precedente Drive My Car, ma ugualmente riuscito. Un film che resta dentro e cresce giorno dopo giorno.

  • 4) Io capitano. Un Matteo Garrone meno viscerale che in passato, ma delicato ed emozionante nel seguire il viaggio e il sogno di un ragazzo dal Senegal all'Europa.

  • 5) Finalmente l'alba. Un film ambizioso e riuscito, un coming of age a sfondo cinematografico che segue la protagonista Mimosa in una notte nella Roma degli anni '50 e di Cinecittà.

Il film italiano

Amor. Una sorpresa per un film di Orizzonti che colpisce al cuore per come affronta e supera il dolore di una perdita.

La sorpresa del festival

Dogman. Considerare Lui Besson una sorpresa è bizzarre, dopo la sua ricca carriera, ma il suo ultimo lavoro tocca corde diverse dal solito e stupisce per la sicurezza con cui affronta personaggio e storia.

Il mostro della Mostra

Pet Shop Days. La produzione di Martin Scorsese faceva pensare a tutt'altro risultato. Una delusione.

La scena cult

La scena d'azione in notturna di The Killer, in cui David Fincher dà una vera lezione di regia che riesce a catturare lo spettatore.

La battuta del festival

"Il cane possiede tutte le virtù dell'uomo senza possederne i vizi." La frase è di Lord Byron, ma il Dogman di Besson la rende sua per come costruisce il film attorno a quegli esseri meravigliosi che sono sono e saranno sempre i migliori amici dell'uomo.

Miglior animale

Tutto lo straordinario cast a quattro zampe di Dogman di Luc Besson, perfetti comprimari per il protagonista Caleb Landry Jones.

La scena scult

L'ultima scena di The Palace di Roman Polanski. Fa male pensare che potrebbe essere l'ultima sequenza della straordinaria carriera del regista de Il pianista, Chinatown e Rosemary's Baby.

Io Capitano, Matteo Garrone: "Vi racconto il mio Pinocchio migrante"

Le preferenze di Valentina D'Amico

Day Of The Fight
Day of the Fight: una scena del film

Top 5

  • 1) Dogman. Film sorprendente e profondamente toccante. Caleb Landry Jones è un trasformista di enorme talento.

  • 2) Day of the Fight. Un film sul pugilato che mescola tradizione e innovazione, l'esordio alla regia di Jack Huston con un film piccolo, ma potente ed elegante è di quelli che si faranno ricordare. E in un cast eccezionale spicca un redivivo Michael Pitt in stato di grazia.

  • 3) The Killer. Non il miglior David Fincher (quello di capolavori come Fight Club, per intenderci), ma un thriller confezionato ad arte che tiene incollato lo spettatore alla poltrona dal primo all'ultimo minuto grazie anche alla presenza di Michael Fassbender in versione killer.

  • 4) Hit Man. Richard Linklater ci regala una commedia quasi perfetta nella confezione e originale nel contenuto. Un altro tocco da maestro nel suo viaggio alla (ri)scoperta dei generi.

  • 5) Memory. Michel Franco confeziona una struggente storia d'amore tra outsider affidandosi alle performance di Jessica Chastain e di un disarmante Peter Sarsgaard,

Il film italiano

Lubo. Una viaggio di tre ore nell'animo umano in un film che denuncia il genocidio dimenticato dei nomadi bianchi nella Svizzera della Seconda Guerra Mondiale

La sorpresa del festival

Non sarà una vera sorpresa, ma il ritorno di Woody Allen in forma smagliante con la commedia francese Coup de chance ci riempie di gioia

Il mostro della Mostra

The Penitent di Luca Barbareschi, lento, verboso, ideologicamente discutibile e con l'aggravante che è scritto da David Mamet

La scena cult

Il finale nel bosco di Coup de chance, ma non possiamo fare spoiler.

La battuta del festival

"Meglio un fiasco trionfale che un successo cordiale" di Enzo Jannacci, ma come dimenticare il "Perché siamo italiani" di Comandante.

Miglior animale

I cani di Dogman

La scena scult

CGI maleutilizzata a pacchi, il chihuahua e il pinguino alla fine di The Palace, seguiti a ruota dalla leonessa del finale di Finalmente l'alba. Non c'è che l'imbarazzo della scelta.

Le preferenze di Chiara Nicoletti

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Memory: Peter Sarsgaard e Jessica Chastain in una foto del film

Top 5

  • 1) Povere creature. 140 minuti di sorpresa, risate inaspettate, genio creativo. Povere Creature è tra i più visionari coming of age di sempre con una protagonista che è eroina poiché vogliosa di conoscere, sperimentare oltre le regole, i pregiudizi. L'altra faccia di Barbie.

  • 2) Memory. Grazie ai silenzi, a dei protagonisti, Jessica Chastain e Peter Saarsgard che parlano con il corpo e con i gesti, Memory è indagine sui ricordi, sull'identità e su quanto le persone con un disagio mentale siano relegate a smettere di vivere per sopravvivere solamente, come se il loro bene non passasse per la felicità. Memory è una storia d'amore tra due adulti che sembrano adolescenti al primo grande amore e si fissa per poesia e freschezza, nella "memoria".

  • 3) Bastarden. Un film classico, il cammino di un uomo che, ambizioso e determinato a diventare qualcuno nelle lande danesi del 1755, vede i suoi piani frantumarsi per poi scoprire invece che la vita gli ha riservato qualcosa di diverso da ciò che aveva pianificato: l'amore, la paternità, la fratellanza. Mads Mikkelsen come sempre in stato di grazia.

  • 4) El Conde. Per raccontare il male racchiuso in un personaggio nefasto della storia mondiale come Augusto Pinochet, Pablo Larrain, ancora una volta, trova la chiave giusta per raccontarne l'impunità, rendendolo Vampiro. Quando gira nel suo paese, Larrain non perde un colpo e realizza un film tanto politico quanto affascinante per i fan del genere.

  • 5) Priscilla. Sofia Coppola destruttura il mito della coppia Elvis e Priscilla, guardando all'adolescenza e la vita adulta di Priscilla con Elvis come ad un racconto di formazione, in cui si mostrano luci ed ombre di una storia d'amore leggendaria che ha portato anche tanta solitudine. Priscilla trova la sua vera voce solo quando fa il suon coming of age e abbandona il suo Re.

Il film italiano:

Io, Capitano. Il Pinocchio migrante di Garrone conquista perché guarda sempre le cose dal punto di vista del suo protagonista, Seydou, la sua voglia di una vita migliore, la sua paura, la sua integrità morale, il suo amore per la mamma. Un film di giovani che parla ai giovani di tutto il mondo senza confini.

La sorpresa del festival

Hit Man. La sorpresa non è che Richard Linklater abbia fatto un ottimo film ma che questo non sia stato messo in concorso. Perfetta combinazione tra commedia romantica, thriller e noir.

Il mostro della Mostra

Aggro Dr1ft. Seppur apprezzando il tentativo di fare un film oltre il film, Aggro Dr1ft è stata una sofferenza visiva e uditiva indimenticabile. Le orecchie fischiano ancora nonostante la visione con le cuffie a modi protezione.

La scena cult

Il duetto tra Glen Powell e Adria Arjona in Hit Man è una perfetta lezione di tempi cinematografici ed una finestra sul rapporto regista-attore.

La battuta del festival

I "furious jumpings" di Bella in Povere creature! hanno definitivamente sostituito il "fare sesso" nel vocabolario comune.

Miglior animale

Quello che forse nascerà dall'unione tra cane e pinguino in The Palace.

La scena scult

Pinguini a parte: ex-aequo tra la tigre un po' effetto speciale posticcio di Finalmente l'Alba e il "villain" di Aggro Dr1ft che urla a voce distorta e mima continuamente un atto sessuale.

Le preferenze di Luca Ottocento

Il Confine Verde 1
Il confine verde: un'immagine del film

Top 5

  • 1) The Green Border. Un'opera allo stesso tempo potente, straziante e necessaria. Da Leone d'Oro.

  • 2) Poor Things. Yorgos Lanthimos al suo meglio. Il film più inventivo e audace di questa 80a edizione della Mostra del Cinema di Venezia.

  • 3) Memory. Il Concorso si è chiuso con uno dei lavori più intensi e commoventi, con protagonista l'ottima coppia composta da Jessica Chastain e Peter Sarsgaard.

  • 4) Hitman. Fuori Concorso ma avrebbe meritato la sezione competitiva principale: una esilarante e intelligente commedia dal gran ritmo, con una coppia di interpreti ispirata (Glen Powell e Adria Arjona) e una sceneggiatura impeccabile.

  • 5) Evil Does Not Exist. Ryusuke Hamaguchi torna a due anni di distanza dall'acclamato Drive My Car con un film molto diverso dal precedente, che affascina per tatto e minimalismo.

Il film italiano

Finalmente l'alba. Saverio Costanzo realizza un lungometraggio ambizioso e a tratti affascinante, non esente da difetti, che omaggia l'epoca d'oro del cinema italiano degli anni Cinquanta.

La sorpresa del festival

Con una lunga carriera alle spalle, a 75 anni Agnieszka Holland firma il suo film più sentito, lucido e intenso. Da applausi.

Il mostro della Mostra

Non un vero e proprio mostro ma di sicuro una cocente delusione: The Palace di Polanski è un'innocua commediola sul mondo dei super-ricchi che non riesce mai ad essere pungente o sorprendente.

La scena cult

The Killer non è certo tra i migliori film di David Fincher, ma la sequenza del combattimento notturno, girata magistralmente, è di un'immersività davvero sorprendente: una delle scene action più riuscite degli ultimi anni.

La battuta del festival

"La galanteria sarà anche morta, ma di certo non l'ho uccisa io", dice il protagonista di Hitman di Linklater rivolgendosi alla co-protagonista. Vedere il film per apprezzare meglio il contesto.

Miglior animale

Gli animali di Dogman, veri e propri co-protagonisti della storia, non hanno rivali in questa edizione.

La scena scult

La scena finale del film di Polanski è qualcosa che non ci saremmo mai aspettati da uno dei più importanti registi europei del secondo Novecento ancora in attività.

Coup de chance, Woody Allen: "La morte non si sconfigge, ma il segreto è non pensarci"

Le preferenze di Beatrice Pagan

The Promised Land
La terra promessa: una sequenza del film

Top 5

  • 1) Yorgos Lanthimos ha firmato con Povere creature! una acuta rappresentazione ironica del percorso verso l'emancipazione di una donna sfruttando alla perfezione il talento di Emma Stone, realizzando un film destinato a lasciare il segno anche nella stagione degli Oscar.

  • 2) Mads Mikkelsen e la sua interpretazione intensa di un uomo determinato a realizzare il suo sogno in Bastarden è perfettamente valorizzata da Nikolaj Arcel.

  • 3) La denuncia dura ed emozionante al centro di The Green Border non può lasciare indifferenti, impreziosita da un bianco e nero suggestivo e ricco di sfumature

  • 4) Il viaggio straziante e pieno di speranza di Io Capitano conquista con la sensibilità nel seguire i giovani protagonisti

  • 5) All'ultimo posto, si posiziona l'affascinante prospettiva offerta da Evil Does Not Exist, ben calibrata tra suggestioni e tematiche sociali

Il film italiano

Amor per la sua capacità di offrire un ritratto emozionante e poetico di una pagina di storia personale che diventa al tempo stesso metafora dei cambiamenti di una società.

La sorpresa del festival

Hit man: Glen Powell sorprende con i suoi tempi comici gestiti alla perfezione da Richard Linklater nella folle storia vera del finto assassino su commissione.

Il mostro della Mostra

The Palace: difficile trovare qualcosa di non mostruoso, dai problemi intestinali canini agli effetti negativi della chirurgia plastica.

La scena cult

Il prete di Daaaaaali! si libera del cowboy del suo sogno a pari merito con Bella Baxter che si alza dal suo tavolo per andare a picchiare un neonato sono entrambe talmente inaspettate e divertenti da meritare una menzione.

La battuta del festival

La vita è caos. Bastarden, il duro racconto proposto da Arcel celebra la determinazione umana e la lotta per costruirsi un mondo migliore

Miglior animale

La capretta di Povere creature! diventa, suo malgrado, protagonista assoluta del film più originale, ironico e brillante di Venezia 2023.

La scena scult

L'incontro tra il pinguino e il cane di The Palace non ha nemmeno bisogno di un commento.

Le preferenze di Damiano Panattoni

Dogman 5
Dogman: Caleb Landry Jones in una sequenza

Top 5

  • 1) Dogman. Luc Besson torna ad essere un grande regista con una storia dolce e nervosa, pulp e tenera. Una storia sugli ultimi, sugli emarginati, sul bisogno d'amore, ritrovato dal protagonista - un grande Caleb Landry Jones - in una famiglia composta da decine di cani. Uno scambio d'amore, e grande cinema di genere.

  • 2) Day of the Fight, ovvero l'esordio alla regia di Jack Huston. Un film dolente, livido, girato in bianco e nero in una New York che sfugge. La storia di un pugile, Michael Pitt, e dei suoi fantasmi, che lo attanagliano in un percorso che lo porterà verso la redenzione. Si piange, molto.

  • 3) Gasoline Rainbow. Lo abbiamo definito come se fosse il Furore 2.0. Sì perché il film dei Ross Brothers, per idea, rivede Easy Rider e John Ford, immortalando sogni e paure della nuova generazione americana, che migra, si sposta, vive l'attimo.

  • 4) Finalmente l'Alba di Saverio Costanzo. Un film ambientato nell'epoca d'oro, quando Hollywood era sul Tevere, tra i peplum e le notti brave romane. Un film che risponde alla nostalgia, e quindi attuale nella sua metrica, nei suoi ideali, nella sua visione. Il cinema italiano al suo massimo.

  • 5) Maestro di Bradley Cooper. Lo possiamo dire: il regista di A Star is Born è un autore elegante ma accessibile, ricercato ma pop. Un film dalla drammaturgia pressoché perfetta, e la scelta di raccontare Leonard Bernstein attraverso il matrimonio con la moglie Felicia, interpretata da Carey Mulligan, si rivela intima, empatica ed efficace.

Il film italiano

Torniamo a citare Saverio Costanzo con Finalmente l'Alba, sottolineando il possente sforzo produttivo (dietro c'è anche la statunitense FilmNation, sinonimo di qualità), la messa in scena, la colonna sonora, i colori, la tecnica e gli interpreti. Perché se troviamo star come Lily James e Joe Keery, la vera protagonista è la rivelazione Rebecca Antonaci, voluta dal regista per omaggiare Giulietta Masina. Perfetta. E sì, lo diciamo: è nata una stella.

La sorpresa del festival

Enea. Pietro Castellitto, alla seconda opera, è diventato un regista notevole (pregi e difetti compresi), mostrando un certo occhio e un certo spessore narrativo nel delineare i personaggi. C'è una certo egocentrismo di fondo, ma la bravura sopperisce alla vanità.

Il mostro della Mostra

Holly di Fien Troch. Una buona idea, ma troppo gracile nella struttura, e quasi effimero nello svolgimento. Davvero inspiegabile trovare un titolo del genere alla Mostra del Cinema di Venezia, per di più in Concorso.

La scena cult

I primi venti minuti di The Killer di David Fincher. Un inizio teso, ragionato, schematico, meticoloso, che introduce il glaciale ma fallibile protagonista, interpretato da Michael Fassbender. Un film nel film, e uno dei migliori momenti della Mostra del Cinema di Venezia.

La battuta del festival

Every pie is a good pie, ovvero: "ogni torta è una buona torta", da Hit Man di Richard Linklater, ripetuta spesso dal protagonista, interpretato da Glen Powell. Uno dei migliori film della Mostra, tra commedia, commedia romantica, noir. Un oggetto particolare, unico, diretto da uno dei registi più sottovalutati. Siamo contenti di averlo visto, avrebbe meritato il Concorso. Con una domanda: perché i toni leggeri, nei grandi festival, non sono accettati?

Miglior animale

Il cast canino protagonista di Dogman. Tutti, nessuno escluso. Luc Besson, tra l'altro, ha spiegato che sul set durante le riprese c'erano sia i cani in scena che gli addestratori, nascosti dietro la scenografia, impartendo loro le necessarie indicazioni.

La scena scult

Pet Shop Days di Olmo Schnabel e uno dei momenti weird della Mostra: i protagonisti, interpretati da Jack Irv e Dario Yazbek, si ritrovano con una prostituta che chiede loro di utilizzare il bagno. Peccato che l'evacuazione, per così dire, sia talmente potente che il regista indugia sul water sporco. Considerando anche la bassa qualità del film, ce n'era davvero bisogno?

Dogman, la recensione: cani, amore e pallottole nel grande film di Luc Besson

Le preferenze di Erika Sciamanna

Aku Wa Sonzai
Il male non esiste: una scena del film

Top 5

  • 1) Povere creature!. Grottesco e suggestivo con una sceneggiatura eccellente e un'Emma Stone pazzesca.

  • 2) The Green Border. Drammatico ed emotivamente devastante, un film potente dal grande valore artistico.

  • 3) Adagio. Un thriller appassionante, ben costruito e diretto.

  • 4) Evil Does Not Exist. Lo stretto e difficile rapporto tra uomo e natura raccontato con la delicatezza e la poesia di cui solo Hamagouchi è capace.

  • 5) Dogman. Un film sorprendente che unisce ad un'ottima regia la meravigliosa interpretazione di Caleb Landry Jones.

Il film italiano

Adagio, un film ad alta tensione in una Roma tentacolare e suggestiva.

La sorpresa del festival

Amor, un documentario meravigliosamente costruito, che racconta la depressione senza retorica in maniera autentica e struggente.

Il mostro della Mostra

Holly. Buone premesse ma trama esile e una regia non particolarmente incisiva per un film superficiale che delude su più fronti.

La scena cult

Il finale di Coup de Chance, un colpo di scena con una perfetta tempistica.

La battuta del festival

"Bisogna comportarsi in un certo modo per stare al sicuro." Una frase significativa pronunciata nel film Origin di Ava DuVernay che, specialmente in questo periodo, suona veramente e tristemente troppo attuale.

Miglior animale

Impossibile sceglierne uno solo tra la moltitudine di cani presenti in Dogman. Tutti meravigliosi.

La scena scult

Il finale di The Palace, film inconsistente e volgare con un'ultima inquadratura superflua, definizione di scult per eccellenza.

Le preferenze di Elisa Torsiello

Tatami 1
Tatami: una sequenza del film

Top 5

  • 1) Tatami. È un colpo in pieno volto, un atterraggio diretto sul duro tatami il film co-diretto dall'israeliano Guy Nattiv e dell'iraniana Zar Amir Ebrahim. Senza retorica, Tatami denuncia la tirannia di un governo che si inserisce anche nello spazio dell'uguaglianza sportiva. Da vedere.

  • 2) The Green Border. In una terra di nessuno, i corpi dei rifugiati perdono di individualità, annullandosi, perdendosi nel buio di un confine infernale. Preparatevi. La visione a volte farà male più di un colpo in testa.

  • 3) Povere creature!. Nel mondo di Yorgos Lanthimos tutto si deforma, lasciando spazio a corpi che si nutrono di pulsioni e istinti animali. Povere creature! traccia i contorni di un saggio sulla scoperta del sé e della rivendicazione femminile redatto con intelligenza e cinica ironia.

  • 4) Bastarden (The Promised Land). Campi incoltivabili e cuori che pulsano forte. In Bastarden (The Promised Land) il viaggio dell'eroe passa attraverso una brughiera arida e poco fertile, e personalità animalesche e crudeli. Ottimo Mads Mikkelsen.

  • 5) Hit Man. È una pallottola incapsulata tra le forme di una comicità irresistibile e arguta, Hit Man. Richard Linklater concepisce una commedia in cui l'arte del travestimento abbraccia un'analisi intrigante sulla conoscenza di sé.

Il film italiano

Felicità. In un'edizione in cui l'Italia esce alquanto indebolita, chi la spunta è la Felicità di Micaela Ramazzotti. Una visione d'interni su famiglie disfunzionali e riflettenti vizi e (poche) virtù di un'Italia verosimile e dolorosa.

La sorpresa del festival

Tatami (vedi sopra).

Il mostro della Mostra

The Palace. In un momento storico in cui il fantasma dei cinepanettoni pareva ormai del tutto sconfitto, ecco che Roman Polanski decide di chiudere la propria carriera con un'opera dalla comicità grottesca, fatta di battute volgari e situazioni imbarazzanti.

La scena cult

La scena di danza in Povere creature!. Creatura rinata in seno a una società ipocrita, Bella Baxter (Emma Stone) si fa miccia esplosiva pronta a uscire dai canoni prestabiliti, lanciandosi in una danza liberatoria dalle imposizioni sociali e culturali che la soffocano.

La battuta del festival

"Every pie is a good pie" da Hit Man.

Miglior animale

Gli ibridi di Povere creature!, esperimenti irresistibili nati da una mente visionaria.

La scena scult

L'immagine conclusiva non poteva che essere la scena scult del festival. Pensare che sia nata dalla mente di Polanski fa senso; che vada a chiudere la carriera dell'autore, fa ancora più ribrezzo.