Oscar 2022: candidati e pronostici per il miglior film

Dieci candidati sono in lizza per l'Oscar come miglior film: analizziamo tutti i dieci titoli nominati al premio principale e quali fra questi hanno maggiori chance di vittoria.

Oscar Statuette
La statuetta degli Oscar

Gli Academy Award 2022 hanno segnato il ritorno della categoria principale, quella per il miglior film, a un numero fisso di dieci candidati (dopo la quantità variabile delle scorse edizioni): sono dunque dieci i titoli che, domenica notte, si contenderanno l'Oscar 2022 per il miglior film, sebbene, alla resa dei conti, la gara si risolverà in realtà in un duello fra le due opere più quotate di questa lunga awards season. Dopo aver già esaminato le altre categorie, ora procediamo dunque ad analizzare da vicino i "magnifici dieci" selezionati come il fior fiore del cinema del 2021, anche stavolta in ordine crescente di presunta popolarità fra i membri dell'Academy, indagando i motivi per cui sono stati candidati e le loro effettive chance di vittoria.

10. La fiera delle illusioni

Nightmare Alley
La fiera delle illusioni: Cate Blanchett e Bradley Cooper

Il prestigio di un autore quale Guillermo del Toro, reduce dalla pioggia di Oscar per La forma dell'acqua, l'omaggio cinefilo al noir degli anni Quaranta e una raffinatissima messa in scena: sono gli ingredienti che hanno permesso a La fiera delle illusioni di aggiudicarsi quattro nomination all'Oscar, tra cui miglior film, a dispetto del deludente risultato al box office (meno di quaranta milioni di dollari d'incasso, a fronte di sessanta milioni di budget). La fiera delle illusioni ha scontato in parte le restrizioni per la pandemia, in parte la distanza del pubblico odierno rispetto a un genere che appartiene alla Hollywood classica, ma l'Academy si è lasciata comunque affascinare dall'operazione realizzata da del Toro.

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9. Drive My Car

Drivemycar
Drive My Car: un'immagine del film

È stato il beniamino di critici e cinefili per tutto l'ultimo anno: un perfetto esempio di "titolo da festival" in grado di intercettare un pubblico trasversale, fino a diventare un piccolo fenomeno. Drive My Car, racconto umanista firmato dal regista giapponese Ryusuke Hamaguchi da una novella di Haruki Murakami, approderà dunque alla notte degli Oscar con un bottino di ben quattro nomination, inclusa la candidatura nella categoria principale; ma se l'Oscar come miglior film internazionale sembra già sotto ipoteca, nella corsa per il miglior film è pressoché impossibile che Drive My Car possa ripetere l'exploit di due anni fa di Parasite.

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8. Don't Look Up

Dont Look Up
Don't Look Up: un primo piano di Leonardo DiCaprio

Fra i dieci candidati come miglior film, due titoli battono la bandiera di Netflix; e uno di essi, Don't Look Up, si è rivelato uno dei maggiori successi di sempre del servizio di streaming, anche per merito di un cast di superstar capitanato da Leonardo DiCaprio, Jennifer Lawrence, Meryl Streep e Cate Blanchett. Questa commedia satirica sulla società contemporanea ha polarizzato gli spettatori e la critica, ma il suo indiscutibile appeal popolare, unito alla firma di un regista amatissimo dall'Academy quale Adam McKay (reduce dai consensi per La grande scommessa e Vice), gli è valso quattro nomination agli Oscar, tra cui miglior film.

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7. Licorice Pizza

Licorice Pizza
Licorice Pizza: Alana Haim e Cooper Hoffman

Sempre restando nel campo delle commedie, se Don't Look Up fa leva sui toni della parodia e della farsa, Licorice Pizza si muove invece in un territorio più complesso e sfumato, fra romanticismo, nostalgia e venature di comicità slapstick. Nuovo, apprezzatissimo lavoro del grande Paul Thomas Anderson, Licorice Pizza ha riportato il regista californiano in competizione agli Oscar a quattro anni di distanza da Il filo nascosto, stavolta con tre nomination in tutto: non abbastanza per ambire alla conquista del premio principale, specie con un film così 'sofisticato' (per quanto comunque accessibile a ogni tipo di pubblico), ma già di per sé si tratta di un ottimo traguardo.

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6. Una famiglia vincente

King Richard
Una famiglia vincente: un'immagine del film

Assai più tradizionale, rispetto al coming of age firmato da Anderson, è Una famiglia vincente di Reinaldo Marcus Green: un tipico "film da Oscar" vecchia maniera, che ricostruisce l'ascesa al successo delle sorelle Venus e Serena Williams adottando la prospettiva del loro padre/manager, interpretato da un Will Smith lanciatissimo come miglior attore. Altra pellicola dai modesti risultati al box office, Una famiglia vincente è riuscito comunque ad attirare l'attenzione dei membri dell'Academy, riscuotendo ben sei nomination.

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5. Dune

Dune Timothee Chalamet
Dune: un'immagine di Timothée Chalamet

È il kolossal di fantascienza ambiziosissimo fin dalla sua genesi, rimandato di un anno a causa della pandemia e gravato da innumerevoli rischi. Eppure il Dune diretto da Denis Villeneuve, prima parte di un nuovo adattamento in due capitoli del celebre romanzo di Frank Herbert, si è rivelato una scommessa vinta su tutta la linea, con quattrocento milioni di dollari al box office mondiale e il sostegno convinto della critica. L'Academy, pertanto, non poteva che unirsi al plauso per un successo del genere, con ben dieci nomination agli Oscar: e sebbene Dune non abbia chance nella gara come miglior film, farà senz'altro incetta di statuette nelle varie categorie tecniche.

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4. West Side Story

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West Side Story: un'immagine di Rachel Zegler

Un'altra scommessa azzardata e un altro adattamento costretto a fare i conti con il peso di una trasposizione precedente: in questo caso parliamo di un classico del musical di Broadway, riportato sullo schermo dal veterano Steven Spielberg. Il suo West Side Story, uscito a sessant'anni esatti dal capolavoro di Robert Wise e Jerome Robbins, ha incantato tutti gli appassionati, pur ricevendo un responso modesto al box office (circa settantacinque milioni di dollari), e ha totalizzato sette nomination agli Oscar: un po' meno di quanto pronosticato mesi fa, ma comunque un bottino di tutto rispetto. Non abbastanza, comunque, per renderlo un candidato davvero temibile per il trofeo come miglior film.

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3. Belfast

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Belfast: Caitríona Balfe e Jamie Dornan

In una situazione analoga a quella di West Side Story si trova un altro dei protagonisti dell'attuale awards season, vale a dire Belfast. Il memoriale autobiografico di Kenneth Branagh, uscito in pompa magna dai festival estivi, ha riscosso in effetti un'ampia popolarità fra le varie giurie dei premi fino a guadagnarsi sette nomination agli Oscar, incluse le candidature nelle categorie principali. Belfast rientra nella sezione dei crowdpleaser in grado di mettere d'accordo un po' tutti, come testimonia anche la vittoria a Toronto; su questo terreno, tuttavia, c'è un altro film che nelle scorse settimane ha tolto visibilità alla pellicola di Branagh e che, con tutta probabilità, finirà per scavalcarla pure nella classifica degli Oscar.

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2. I segni del cuore

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I segni del cuore: un'immagine di Emilia Jones

Il film in questione è l'autentico outsider della novantaquattresima edizione degli Academy Award: si tratta de I segni del cuore, remake della commedia francese La famiglia Bélier ad opera della regista Sian Heder. Distribuito in America in pieno agosto sul servizio streaming Apple TV+ e uscito in sordina nel resto del mondo, I segni del cuore si è ricavato sempre maggior spazio nell'arco dell'ultimo mese, aggiudicandosi sia il SAG Award per il miglior cast, sia il Producers Guild Award: questi importanti risultati sono forse l'indizio che il prossimo trofeo sarà addirittura l'Oscar per il miglior film? Il racconto familiare firmato dalla Heder parte con appena tre nomination, ma ora più che mai sembra avere il vento in poppa.

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1. Il potere del cane

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Il potere del cane: un'immagine di Kodi Smit-McPhee

E giungiamo così all'autentico duello che si consumerà nella categoria principale: quello fra I segni del cuore, film semplice ed edificante che fa leva sull'empatia verso i suoi personaggi, e Il potere del cane, opera ben più complessa, cupa ed inquieta. Trasposizione del romanzo di Thomas Savage, Il potere del cane ha attraversato questa awards season al ritmo di una marcia trionfale, conquistando i premi come miglior film ai Golden Globe, ai BAFTA Award e ai Critics' Choice Award, mentre Jane Campion ha vinto praticamente tutti i riconoscimenti in campo per la miglior regia. Le dodici nomination complessive avrebbero dovuto certificare il suo status di super-favorito... se non fosse, appunto, per il rischio sempre più consistente di un sorpasso da parte de I segni del cuore. Insomma, a pochi giorni dalla cerimonia la partita per l'Oscar al miglior film è ancora apertissima, ed è probabile che l'esito rimarrà incerto fino all'apertura della busta.

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