Creed II

2018, Azione

Creed e Rocky: 10 personaggi cult della saga

Creed e Rocky: i 10 personaggi della saga a cui siamo legati: i più presenti, i più sorprendenti, i più commoventi.

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Creed 2, l'attesissimo sequel di Creed - Nato per combattere, e l'ottavo film della sempiterna saga di Rocky, è finalmente arrivato nelle sale. Rivedendo Creed II abbiamo avuto conferma di una cosa che già sapevamo: quella di Rocky è una delle saghe più riuscite della storia del cinema, va avanti da quarant'anni senza effetti speciali né bestseller a ispirarla, ma solo con le (a volte ottime) idee di Sylvester Stallone e di chi lavora con lui.

Se una saga è così riuscita - e la nostra recensione di Creed 2 lo conferma - vuol dire che ha dei personaggi forti. Caratteri che non sono solo costruiti bene, ma sono anche mossi abilmente come pedine su una scacchiera. O come attori davanti e dietro una quinta teatrale: spariscono, si allontanano, ma poi ritornano per un nuovo atto. Abbiamo scelto 10 personaggi a cui ci siamo legati in questi anni: i più presenti, i più sorprendenti, i più commoventi. Eccoli qui: si parte da Paulie, e si arriva... vabbé, chi c'è in testa lo sapete.

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10. Paulie

Sylvester Stallone sul set di Rocky Balboa, ultimo capitolo del franchise

In gergo dicesi "accollo". Nel senso: ti innamori di una ragazza dolcissima, Adriana, e ti prendi il pacchetto completo, cioè anche il fratello un po' cafone, incasinato, cialtrone. E un po' meschino. Paulie Pennino, amico e poi cognato di Rocky, è così: prendere o lasciare. Non ci è mai stato troppo simpatico (ma non è colpa sua, lo disegnano così...), ma probabilmente è la sua funzione: in una saga dove tutti sono buoni o cattivi, e se i cattivi diventano i buoni lo fanno completamente, Paulie è lì, sempre in quella zona grigia. In questa classifica però ci sta di diritto, se non altro per anzianità: è presente in sei Rocky, uno in più di Adriana. Dobbiamo a lui se Rocky, in una scena cult, si allena prendendo a pugni i quarti di manzo del centro carni in cui lavora; ma dobbiamo anche a lui il dissesto finanziario che dà vita alla tristissima storia di Rocky V, finora forse l'unico film sbagliato della saga (detto tra noi: ma chi di voi farebbe amministrare le proprie finanze a uno come Paulie?). A interpretarlo c'è Burt Young che, con quella faccia un po' così, è perfetto per il ruolo.

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9. Duke

Tony "Duke" Evers è interpretato da Tony Burton: proprio come il Paulie di Burt Young, è l'unico personaggio, e attore, presente dal primo al sesto Rocky. Duke è l'allenatore di Apollo Creed: anche lui, in Rocky e Rocky II, ci appare come un avversario. Man mano che la saga va avanti, anche lui passa dalla "nostra" parte, e diventa un fiero alleato di Rocky: dopo la scomparsa di Mickey è lui, insieme ad Apollo, ad allenare Rocky, e, dopo la morte di Apollo, è lui a diventare l'allenatore ufficiale di Rocky: c'è lui, all'angolo, nel glorioso match contro Ivan Drago in Rocky IV. E c'è sempre lui, in Rocky Balboa, nel match contro Mason Dixon. Duke è una di quelle presenze solide: pochi ciak, ma decisivi, uno di quei personaggi che, quando entrano in scena, dici: arrivano i nostri.

8. Clubber Lang

Una foto di Mr. T

Non è memorabile come altri avversari storici di Rocky, come Apollo Creed e Ivan Drago, ma anche molto meglio di altri che sarebbero arrivati dopo. Iconico è iconico, ed è un segno dei tempi: un pugile così cafone poteva essere possibile solo nel cinema degli anni Ottanta. L'antagonista di un guilty pleasure come Rocky III è Clubber Lang, una forza bruta, un villain monodimensionale come lo sarà Ivan Drago, che ha il solo scopo di mettere Rocky con le spalle al muro e fargli capire che per ritornare in alto deve imparare a soffrire: in allenamento e sul ring, dove provoca l'avversario fino a "scaricarlo" completamente e farlo girare a vuoto. Look più da wrestler che da pugile (e il wrestling in Rocky III è presente anche con un'apparizione di Huk Hogan) Lang è interpretato da un volto allora molto noto nello show business: Mr. T arrivava da una serie televisiva di successo come A-Team, dove era P.E. Baracus (dove P.E. stava per "pessimo elemento"...). Rimarrà nella storia solo per questi due ruoli, e si darà davvero al wresting: la sua pettinatura a cresta, il suo look tamarro, però, ancora oggi fanno simpatia. E fanno subito operazione nostalgia anni Ottanta.

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7. Ivan Drago

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Quando il tempo passa tutto si addolcisce, a i ricordi ci fanno sembrare tutto più bello. Così abbiamo capito che amavamo anche Ivan Drago, personaggio costruito in tutto e per tutto per farsi odiare. Perché Ivan Drago, in fondo, ci riporta a quel Rocky IV e a agli anni Ottanta, e a un cult della nostra infanzia. Ma anche perché, da Rocky IV a Creed II, Drago diventa personaggio e non più solo una figura. Nel film degli anni Ottanta Ivan Drago era creato per diventare il contraltare di Rocky: inumano, spietato, insensibile, costruito in laboratorio come si diceva (probabilmente a ragione) che fossero costruiti gli atleti dell'Europa dell'est in quegli anni, mentre Rocky era tutto il contrario, umano, imperfetto, con un cuore e un coraggio enorme. Entrato nella storia con una battuta cult "Io ti spiezzo in due" (per altro nata con il doppiaggio italiano, in originale è semplicemente... "I must break you"), creato ad arte per non essere empatico, e quindi far appassionare i russi a Rocky e dire che, in fondo, anche i russi erano buoni, secondo una logica un po' semplicistica del tempo, Drago entrava in scena e, dopo pochi minuti, uccideva un personaggio molto amato come Apollo. In Creed II, trent'anni e passa dopo, abbiamo scoperto che Drago ha una storia: un figlio, una moglie che ha abbandonato entrambi, un mondo che gli ha voltato le spalle; la sua vita è crollata proprio lì, in quella notte, dopo la sconfitta con Rocky. Drago è finalmente un personaggio. E anche un ottimo attore: Dolph Lundgren, attore svedese, in realtà amico di Stallone, nel frattempo ha recitato con lui ne I mercenari, lo abbiamo visto in Aquaman, e in Creed II lo ritroviamo con i capelli imbiancati, un filo di barba e tante rughe che sembrano raccontare la sua storia. L'incontro con Rocky è breve, fulmineo. E non succede come con Apollo: i due non si amano, e non si ameranno mai.

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Rocky IV - Sylvester Stallone e Dolph Lundgren sul ring

6. Bianca

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Cambiano i tempi e, se in questa classifica trovate Adriana, il grande amore di Rocky, un gradino sotto c'è la "nuova Adriana" quella Bianca che è l'amore di Adonis, e uno dei motori della storia. Bianca è interpretata da Tessa Thompson, lanciatissima: a differenza di Talia Shire non la identificheremo solo per quel personaggio, perché è stata anche tra i personaggi di Westworld, Thor: Ragnarok e la vedremo nel nuovo Men in Black. Anche il suo personaggio è meno discreto di quello di Adriana, ed è un segno dei tempi. Se Adriana viveva di luce riflessa, e in funzione del marito, Bianca è una donna che ha i suoi sogni, le sue ambizioni, una sua carriera. Vuole fare la cantante, e ce la farà, nonostante un problema di sordità. Rispetto ad Adriana è anche molto più sexy, più sensuale. E l'amore tra lei e Adonis non è solo accennato, o suggerito, ma più esplicito. E la chimica tra i due funziona.

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5. Adriana

Talia Shire e Sylvester Stallone in Rocky

"Adrianaaaa", alla fine di Rocky, è uno degli urli rimasti nella storia del cinema. Ed è anche il segnale che, se ancora non lo avessimo capito dopo aver visto tutto il film, che la saga di Rocky non è solo una storia di sport ma anche una storia d'amore e di famiglia. Adriana Pennino entra in punta di piedi nello show: è una ragazza dimessa, con gli occhiali, un cappello in testa, una bellezza mortificata, lavora in un negozio di animali. Rocky ne sa cogliere la bellezza, se ne innamora, la corteggia a modo suo, tra impacci e timidezze. Adriana, timida e ritrosa anche lei, si concede piano piano. E diventa il grande, e unico, amore della vita di Rocky. Adriana è una presenza discreta, ma costante in tutti i film: è una delle chiavi del plot di Rocky II, quando la sua gravidanza e la nascita del figlio dà nuovi stimoli al nostro eroe, accompagna Rocky nella sua ascesa e nelle sue cadute. È il nostro specchio, se ci pensate: la sua sofferenza, in tribuna o davanti alla tv, per ogni botta che incassa Rocky, è la nostra ogni volta che assistiamo a un incontro. A dare un colpo e un volto ad Adriana è Talia Shire, sorella di Francis Ford Coppola (è anche la madre di Jason Schwartzman) e già vista ne Il padrino, dove interpretava Connie Corleone. Ma per tutti è stata sempre legata al ruolo di Adriana. Nella saga di Rocky Adriana c'è sempre: da Rocky a Rocky V. E poi, anche dopo la sua scomparsa: in Rocky Balboa è come Rebecca la prima moglie di Hitchcock, evocata da tutto e da tutti. E anche nei due Creed il suo ricordo è sempre presente.

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Rocky: Sylvester Stallone si batte sul ring contro Carl Weathers

4. Apollo Creed

Rocky IV: Carl Weathers in una delle scene più celebri

Una delle vere sorprese della saga, e una delle evoluzioni più interessanti di un personaggio. Avevamo conosciuto Apollo Creed, ispirato al campione Muhammad Ali, fin da subito, dal primo Rocky: era il grande campione, quello arrivato, quello che aveva solo bisogno di uno sfidante che contribuisse al suo show. Ci era antipatico, Apollo, sbruffone e pieno di sé. Non c'è niente da fare, era scritto così, e doveva essere quello: l'altro lato dello specchio, l'opposto di Rocky. In Rocky II era ancora quello, la montagna da scalare, l'avversario da scalzare per arrivare in vetta. Una delle grandi intuizioni di Sylvester Stallone nasce con Rocky III: dopo averne passate tante insieme i due capiscono che si piacciono, si avvicinano, diventano amici. Apollo decide di allenare Rocky, insieme a Tony "Duke" Evers, e di fargli ritrovare gli stimoli allontanandolo dagli agi di chi si sente arrivato: lo porta così dove ha iniziato lui, a Downtown Los Angeles, nei quartieri più poveri. Poi a correre sulla spiaggia, in una scena che è citata anche in Cars 3. È quel bagno di umiltà che è un classico della saga di Rocky, e che ritorna anche in Creed II. Così, capivamo che Apollo non era uno sbruffone, ma un guascone, un estroverso. In una parola: showman. E infatti inizia come uno show il suo ultimo combattimento, in Rocky IV, prima di finire in tragedia. Quei pantaloncini a stelle e strisce passeranno poi a Rocky e ancora al figlio Adonis. Apollo è impersonato da Carl Weathers, ed è il suo personaggio più noto: per lui alcuni buoni film, come Predator e Action Jackson, ma una carriera che forse meritava di più. È legato ad Apollo anche uno dei finali più belli della saga: quello, in Rocky III, in cui chiede a Rocky la rivincita, ma lontano dai riflettori, in una palestra, solo loro due. Il film si chiude con un fermo immagine. E non sapremo niente di questa sfida, fino all'arrivo del film Creed - Nato per combattere...

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3. Mickey

Rocky: Sylvester Stallone con Burgess Meredith in difficoltà tra una ripresa e l'altra

Come dimenticare il primo, inimitabile, allenatore di Rocky? Mickey è il coach a cui Balboa si affida nel primo film, per prepararsi alla sfida della vita, quella contro il campione Apollo Creed. Mickey Goldmill è il classico burbero con un cuore d'oro, un allenatore ruspante e semplice, perfetto per allenare Rocky con metodi vecchia maniera, come acchiappare le galline in un cortile... Ma, soprattutto, Mickey è il mentore, quello che sa trovare, sempre, le parole giuste al punto giusto. Oggi si chiamerebbe mental coach, una volta era solo e sempre l'allenatore, colui che curava fisico e testa allo stesso modo. La sua morte, in Rocky III, in seguito a una rissa con Clubber Lang prima che salga sul ring contro Balboa, è uno dei momenti più commoventi dell'intera saga. E anche il motore che fa andare avanti la storia di quel film. A interpretare Mickey c'è un veterano del cinema come Burgess Meredith. Stallone cercava un attore in grado di portare sul grande schermo "l'essere umano non realizzato", e Meredith studiò i veri manager di quel mondo, lavorando sulla voce, sulla postura, dando al personaggio un'andatura leggermente ingobbita.

2. Adonis Creed

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La seconda posizione spetta di diritto al nuovo campione, il nuovo personaggio che, inaspettatamente, ha fatto ripartire una saga che sembrava chiusa con Rocky Balboa. L'intuizione geniale di Sylvester Stallone è stata quella di capire che, negli anfratti della saga di Rocky, ci poteva essere anche questa storia, quella del figlio illegittimo di Apollo Creed, quella di un ragazzo che non aveva mai conosciuto il padre, eppure ne aveva il talento. Una storia che aveva dentro di sé temi cari alla saga, come il riscatto e l'ascesa. E in più temi classici che fanno da sempre la storia di letteratura, teatro e cinema, come il rapporto con il proprio padre. La sfida di Adonis Creed, infatti, non è solo quella di dovercela fare da solo. È anche quella di dover fare i conti con una figura ingombrante come quella di un grande pugile del passato, di dimostrare di dover essere sempre all'altezza. Michael B. Jordan, che avevamo già visto un'opera sportiva come Friday Night Lights, sul football americano, ha il fisico e il volto giusto: coraggioso ma anche fragile, forte ma anche sensibile. E anche molto diverso dal padre, rispetto al quale è più chiuso e sensibile.

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Rocky: Sylvester Stallone alza le braccia sulla scalinata di Philadelphia

1. Rocky Balboa

La scena finale di Rocky 4

Avevate qualche dubbio che al primo posto ci fosse lui? Se abbiamo tanta voglia di andare a vedere anche i nuovi film, Creed - Nato per combattere e Creed II è per lui. Se non ci stanchiamo mai di vedere i vecchi film, è per lui. Rocky Balboa, un personaggio scritto e interpretato talmente bene da essere amato come un vero idolo dello sport, più di un vero idolo del grande schermo: la statua dedicata a lui a Philadelphia (che vediamo anche in Creed II) è lì a dimostrarlo. Il segreto del successo di Rocky Balboa è la totale identificazione tra Sylvester Stallone e il suo personaggio: la storia di un pugile che ormai aveva perso le speranza di sfondare in Rocky è la storia di Stallone, attore la cui carriera stentava a decollare. Ma il personaggio è ispirato anche Chuck Wepner, un pugile che, nel 1975, resistette per 15 riprese contro Muhammad Ali. Gli studios, che avevano apprezzato la sua sceneggiatura, volevano un attore famoso a interpretare Balboa: Robert Redford, Ryan O'Neal, Burt Reynolds o James Caan. Fu Stallone a insistere che Rocky doveva essere lui, altrimenti non avrebbe ceduto la sceneggiatura. Negli anni il suo personaggio ha seguito le vicende del suo attore/creatore. E l'adesione al ruolo di Stallone è totale. Ancora oggi il Rocky dei Creed è Stallone: un saggio disposto a farsi da parte per valorizzare giovani talenti. E noi, di Rocky, non ci stancheremo mai.

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