Senza un plot che giustifichi il rincorrersi dei pensieri strazianti dei due individui al centro della vicenda, l'immedesimazione e il compatimento che la pellicola vorrebbe suscitare si vanificano ben presto negli scontati passaggi della trama.
Il regista di Brazil approda in Italia per presentare il film, in uscita il 31 ottobre grazie a Officine Ubu.
Il diario di una tata mescola satira sociale e commedia romantica puntando il dito su una particolare tipologia di esseri umani, i ricchi newyorkesi dei quartieri alti, e sui loro costosi vizi.
La Festa non si connota come un festival, ma non può nemmeno essere, per tante ragioni, una manifestazione dedicata al pubblico. Risulta così un ibrido che va in qualche modo ripensato.
Con un linguaggio originale figlio di una sceneggiatura fuori da ogni regola tradizionale, 'Juno' riesce ad affrontare con tagliente ironia un tema difficile e impegnativo.
Testimonial a Roma per il film più quotato in concorso sono le due forze più sorprendenti di Juno: protagonista e sceneggiatrice.
La regista danese, alla sua prima regia stelle e strisce, approda a Roma con la star, più bella che mai al quarto mese di gravidanza.
Quanta tenerezza e ingenuità in questo omaggio di Calopresti, che porta sulle labbra il sale dell'acqua di mare, il profumo del cibo che affolla le tavole imbandite il giorno di festa.
Un horror lisergico, sperimentale e assolutamente libero, che lascia ben sperare per un giovane regista di cui si potrebbe sentir ancora parlare.
Il regista e la protagonista del film Valeria Bruni Tedeschi chiudono i lavori della Festa del cinema numero 2.
Il genio "invisibile" incontra il pubblico della Festa del Cinema e parla del suo rapporto con il cinema italiano.
Dopo quasi trent'anni, Argento chiude la sua trilogia sulle Tre Madri: peccato che il regista di allora non abbia nulla a che fare con quello di adesso, che ha diretto un film semplicemente imbarazzante.
Non è un film indimenticabile Across the Universe, ma ci piace sottolineare quel tentativo così romantico di far sbocciare immagini dalle note che ha portato una brava regista a dipingere sullo schermo, con grande creatività, l'universo dei Beatles.
Il regista difende il suo film, accolto dalla stampa in conferenza in maniera estremamente fredda.
La regista presenta in conferenza stampa il musical beatlesiano; al suo fianco Elliot Goldenthal, premio Oscar per le musice di Frida.
Interpretazioni al limite del dilettantismo ad eccezione del protagonista, Tommaso Ragno, che è in effetti aiutato dal fatto di dover rappresentare un personaggio quasi sempre impassibile e glaciale.
Il film manca di una sostanza reale, colleziona tutta una serie di personaggi inverosimili che irritano per i loro comportamenti innaturali, mentre tutte le storie che si susseguono sullo schermo appaiono sfilacciate, sviluppate con eccessiva fretta.
Sean Penn dirige con buona verve, seppur con qualche affanno, una storia a tratti molto emozionante che però rischia di essere fagocitata dalla seduzione della natura contaminata che mostra.
Dario Argento e la sua eroina, la figlia Asia, presentano in conferenza stampa l'attesa conclusione della trilogia delle Tre Madri.
L'attore e regista, con il giovane interprete Emile Hirsch, accompagna nella Capitale il film più applaudito di Première.
Storia ed intrattenimento abilmente mescolati per il film di Sergei Bodrov, che si avvale di un fascino visivo e di una fisicità che lasciano il segno.
Ottima edizione DVD dal punto di vista tecnico per il film sulla nascita della CIA diretto da Robert De Niro. Deludenti gli extra: troppo brevi.
Il film canta la dignità dell'essere umano, l'affermazione del proprio stare nel mondo, qualunque cosa questo comporti, per il solo bisogno di sentirsi parte della sua meraviglia.
Redford riscopre un cinema impegnato, dal sentimento genuinamente democratico, evitando quasi sempre di scadere nella retorica.
Il regista de Il Padrino e Apocalypse Now continua la sua 'vacanza romana' rispondendo alle domande dei numerosissimi appossionati e cinefili della Festa.
Un puro divertissement che deve molto a I soliti ignoti e che investe più nel magnetismo e nella simpatia dei protagonisti che nella credibilità del plot.
A presentare la riuscita commedia accanto al "debuttante" di Première c'è il veterano attore/regista Peter Bogdanovich.
I due divi approdano alla Festa del cinema sulla scia degli applausi strappati dal film di Redford, icona ed eroe del cinema impegnato made in USA.
Quando il disegno è arte figurativa ad altissimo livello, la regia diventa un percorso mentale dove il dark riesce a prendere forma persino nel buio di uno schermo.
Il regista Jon Turteltaub racconta la produzione di 'National Treasure 2: Il Mistero delle pagine perdute', seguito de 'Il mistero dei templari'.
La storia procede attraverso un realismo essenziale delle scene, scelte in ogni piccolo dettaglio in modo puntuale, scandite da una sceneggiatura davvero ben scritta.
Fantastici i paesaggi, le fotografie da cartolina impeccabili, sorprendente la ricostruzione dei vecchi villaggi giapponesi, ma le location non bastano per trasmettere al pubblico quella sottile consistenza, la fugace morbidezza che avrebbe dovuto far sentire la "Seta".
Bean nel suo film abusa di voice off e di quegli stratagemmi un po' furbi per conquistare le simpatie del pubblico, ma Tim Robbins è bravo ed il suo personaggio così irresistibile che riesce da solo a reggere e portare a termine il film.
Il regista regala alla Festa il suo divertente film che prende spunto dal problema dell'inquinamento acustico di New York.
Hoffman è il solito mattatore, ma non gli sono da meno un inquieto Ethan Hawke e Albert Finney, nel difficile ruolo di marito vendicatore e padre che non perdona. Lumet è tornato grande.
Il regista e l'eccezionale cast del film in conferenza per raccontare Giorni e nuvole.
Non è un brutto film 'Rendition', ma non è certo così incisivo come avrebbe potuto essere. In ogni caso aggiunge un altro tassello alla comprensione di quel che è l'America contemporanea e tutte le opere realizzate per far aprire gli occhi allo spettatore non possono che guadagnarsi comunque il nostro rispetto.
Il regista, orfano dei suoi interpreti, racconta alla stampa accreditata alla Festa del cinema l'impresa dell'adattamento del romanzo di Baricco.
Il regista e i bravi interpreti del film presentano la pellicola, un riuscito ed emozionante thriller politico.
Alessandro Capone va ad indagare l'amore impossibile tra una madre e sua figlia nella Parigi di oggi, una storia coi toni da tragedia greca dominata dal dolore e dal sentimento di inadeguatezza dei suoi protagonisti.
Quella che sembra essere una ragazzina dall'innocenza ancora limpida si rivelerà poco a poco chiaro simbolo dell'intera storia dell'uomo, la vittima dei suoi flagelli, l'immagine della donna che cerca il riscatto dalla volgarità e dall'arroganza del maschio.
La grande attrice incontra il pubblico della Festa e si lascia andare più volte all'emozione mentre ricorda la sua straordinaria carriera.
Opera intensa quanto diseguale, affascinante ma ostica da affrontare e da "leggere", il ritorno di Coppola si rivela comunque un'esperienza cinematografica tutta da scoprire.
Francis Ford Coppola è l'assoluto protagonista della seconda edizione della Festa del Cinema con Un'altra giovinezza.
La storia trasmette tutta la passionalità infantile e matura per la musica, ma si sviluppa su una sceneggiatura manovrata da forzate coincidenze che distruggono involontariamente la credibilità del racconto
La storia passa improvvisamente da momenti divertenti ad un plot più noir approntato con un linguaggio cupo e pseudo poliziesco; ma i i caratteri dei personaggi tratteggiati superficialmente e la loro rappresentazione spesso stereotipata riducono alla banalità il messaggio antirazziale del racconto.
Hafez è un'opera di non facile lettura, ricca di simbolismi, di contrasti, dei tratti atipici di quelle persone dalla cultura così diversa dalla nostra che noi occidentali che ancora fatichiamo a capire fino in fondo.
Si rimette mano al lavoro già superbo del film precedente, e l'effetto non sarà altrettanto sorprendente, ma siamo comunque di fronte ad un'altra prova eccellente, che trasforma la giovane e coraggiosa principessa di Elizabeth in una donna fulgida e incantevole.
L'attrice - applauditissima - approda alla Festa di Roma in compagnia del collega Geoffrey Rush e del regista Shekhar Kapur.
Rispetto a 'Quel treno per Yuma' del '57, il regista James Mangold amplia il raggio d'azione della storia e la modernizza, ma ne mantiene l'atmosfera da western classico.