Lo strano rapporto tra un attore ebreo e Hitler in una Germania nazista caricaturale e tentativamente ironica: la domanda che sorge dopo la visione di Mein Führer è se si possa ridere, sorridere, riflettere, sul nazismo con un film del genere.
Ci si chiede quale fosse la necessità di realizzare questo sequel, che non sa offrire nulla più della storiella sulla scorta con tutti i risvolti politically correct dietro ogni discorso o immagine che mendica il consenso del pubblico.
Il debutto nel lungometraggio di Claudio Cupellini sorprende per il tocco delicato e leggero col quale tratta una storia buffa che offre numerosi spunti di riflessione.
Vaughn è un perfetto antieroe che sa divertire e commuovere. È impossibile non immedesimarsi nei suoi continui errori e non affezionarsi ad un antagonista-protagonista che in fondo nasconde un profondo affetto da donare agli altri.
Arriva nei negozi il terzo cofanetto dedicato da 20th Century Fox a 'La Famiglia Addams'.
E' piuttosto lunga e variegata la lista tra i film che si contenderanno le nomination al più prestigioso tra gli Academy Awards. Ecco un primo sguardo alla gara di quest'anno.
Richard Taylor, direttore della Weta di Peter Jackson - fiore all'occhiello dell'industria neozelandese - racconta i lavori in corso sul secondo episodio de Le cronache di Narnia.
Ottima edizione a disco singolo per il pluripremiato Le vite degli altri. Eccellente il video, buono l'audio, discreto il comparto degli extra.
Buona edizione a doppio disco per un classico del cinema americano anni '60: delude soltanto l'audio, ma il pacchetta extra è eccezionale.
La regia di George Hickenlooper è sporca e intensa, le immagini sono graffiate e i colori ricordano il torbido cromatismo delle pellicole anni '60-'70, come per voler riprendere proprio lo stile filmico di Warhol che cercava di esprimere l'autenticità del cinema rivelandone i difetti.
In arrivo in sala la commedia sentimentale al gusto inconfondibile di cioccolata per la regia di Claudio Cupellini.
Per le musiche dell'ultimo blockbuster di casa nostra è stato chiamato un promettente compositore appena trentenne, che vi facciamo conoscere.
Edizione deludente per il film di Woody Allen, completamente priva di contenuti speciali. Convince solo il video
Un incontro con l'autore dell'apprezzatissimo Il bosco fuori, occasione per riflettere sul passato e sul futuro (si spera) del cinema di genere.
Buona resa tecnica ma soprattutto extra sorprendenti e interessanti per il film di Claudio Malaponti tratto dal romanzo di Pino Farinotti.
Due titoli che appassioneranno da un lato i cultori del cinema indiano impegnato e dall'altro gli inguaribili romantici, alla ricerca del sospirato lieto fine.
Un film poco pubblicizzato destinato a diventare un piccolo cult, The Matador può contare sulle pregevoli performance di Pierce Brosnan e Greg Kinnear che lo rendono oltremodo ironico, sopra le righe e cinico al punto giusto.
Alla conferenza stampa di presentazione di Milano-Palermo: Il ritorno si parla del bisogno di una rinascita del cinema di genere in Italia, ma anche dei recenti fatti di cronaca nera legati all'omicidio del giovane Gabriele Sandri.
L'ambizioso e spettacolare film di Zemeckis si avvale di una tecnica, quella del performamce capture, che scava una distanza con il pubblico, rendendo artificiosi e freddi i movimenti e le intepretazioni dei personaggi. Ne risente tutto il film, che rimane irrisolto e distante.
La Fox sfodera un'edizione di buon livello tecnico per l'ultimo film della regista indiana Mira Nair.
Angeli distratti non è un film tradizionale, ma un'opera ibrida che unisce intento didattico a sperimentazione stilistica ponendo al centro della narrazione l'assedio e la distruzione di Falluja.
Il film di Risi si propone chiaramente come una commedia disimpegnata che mira soltanto a far divertire il pubblico senza troppa volgarità, senza nudi o scene di sesso, cercando di puntare sui buoni sentimenti.
Keret e Geffen parlano di solitudine ed incomunicabilità, temi universali che scelgono di affrontare con un tono tragicomico, tenero e lieve, immergendo le proprie protagoniste in un universo quasi irreale.
L'edizione speciale di Transformers si annuncia come una delle migliori di questa stagione grazie ad una fantastica qualità audio-video combinata a degli extra davvero soddisfacenti.
Prese singolarmente, le varie componenti del film di Avati risultano di ottima fattura. E' l'insieme a non convincere, denotando un'amalgama approssimativa e una mancata sintesi in un lavoro che pur avrebbe avuto molte frecce al proprio arco.
Parla Pupi Avati, che dopo più di dieci anni passati a girare commedie, torna al cinema di genere, all'horror, dirigendo Laura Morante ne Il nascondiglio
Ne 'Il gigante di ferro', che è una sognante favola per ragazzi in grado di far divertire e commuovere, sono già visibili i semi della produzione successiva di Brad Bird ed è tangibile il suo approccio al cinema d'animazione.
La maestria, l'abilità e la capacità di fare molto con poco delle maestranze messe in campo da Bekmambetov non sono passate inosservate ad Hollywood.
Confuso, malnarrato e traboccante di figure retoriche cinematografiche arriva in Italia il secondo episodio della saga fantasy moderna che ha fatto registrare incassi da record in Russia ma che manca di accontentare il pubblico internazionale
Edizione speciale in occasione del 20° anniversario del film di Oliver Stone: reparto tecnico pienamente sufficiente, ottimi i contenuti speciali.
Grande edizione del personale omaggio di Quentin Tarantino ai B-Movies degli anni '70: audio e video sono ottimi, ma sono gli extra il vero pezzo forte.
La capacità che i Farrelly hanno avuto in passato di miscelare con successo volgarità e leggerezza sembra essere del tutto assente in 'Lo spaccacuori' e le situazioni tipiche della lora comicità appaiono qui poco spontanee e forzate.
Un'edizione sufficiente, quella della Mondo per il film di Lamberto Bava, che presenta i pregi e difetti di tutte le uscite di questa casa.
Con l'occasione di un'anteprima livornese del suo ultimo lavoro cinematografico, il poliedrico artista siculo incontra il pubblico e ritira il Premio Ciampi alla carriera.
Niente è come sembra si mantiene nei binari di un composto rigore adeguato alla speculazione filosofica su cui la pellicola verte.
Là dove aveva desistito Rossellini, si addentra Faenza, che esce con le ossa rotte e con un brutto film dal confronto con il romanzo di De Roberto.
Lo scoppiettante regista romano si racconta, alle prese, per la prima volta, con la direzione del Torino Film Festival. 'La Festa del Cinema? Metterla in piedi è stato un gesto poco elegante, per dirla con un grosso eufemismo'
La Fox dedica alla stagione conclusiva di Sg-1 un'edizione DVD in cinque dischi di buon livello e ricca di contenuti speciali.
Qualcuno troverà Come tu mi vuoi una commedia godibile, ma è certo che di quest'opera così lieve ed evanescente non può restare nulla, o forse soltanto il lavoro interessante operato da Cristiana Capotondi sul suo personaggio.
Il regista reinterpreta il road movie caricandolo di valenze simboliche, con l'occhio privilegiato della macchina da presa che cerca sempre le strade che i personaggi percorrono, dando grande spazio agli esterni, ma mostrandosi più ispirato quando si concentra sui corpi e sulle voci.
Arriva a dicembre nelle sale di tutto il mondo il primo episodio della nuova saga fantasy targata New Line.
Il regista de La sposa turca presenta a Roma il suo nuovo lavoro, premiato per la sceneggiatura a Cannes.
Gelido incontro con la stampa per Faenza e il cast de I Vicerè, film già al centro di polemiche di varia natura, dalle accuse di anticlericalismo, alle congetture sull'esclusione dalla Festa del Cinema di Roma.
Non una pietra miliare della storia del cinema ma una chiave di lettura fondamentale per comprendere i tumulti creativi, di coscienza ed espressivi di un preciso movimento artistico degli anni Sessanta.
Troppe le analogie con Shining, con l'aggravante che non ci sono né Kubrick né Nicholson dietro e davanti alla macchina da presa; il triste effetto nostalgico è dietro l'angolo.
Un film intenso che rappresenta con tragica poesia il dolore della perdita e il viaggio catartico per riuscirne a sopravvivere.
I due giovani attori raccontano le 'trasformazioni' richieste per interpretare l'esordio di Volfango De Biasi.
Si diverte a rifare Hannibal Lecter, Anthony Hopkins, in un thriller che tuttavia non convince per una scrittura scolastica e una confezione troppo patinata.
Il thriller perde il suo ruolo di pellicola di puro intrattenimento e si riconferma un'analisi spettacolare di un uomo alla ricerca della propria identità nell'epoca del Grande Fratello.
La conferenza stampa conclusiva della kermesse romana, conclusasi con l'incoronazione di 'Juno' miglior film in concorso.