Con Killer Elite, il regista esordiente Gary McKendry ci porta nei primi anni '80, nel cuore di una delle tante, piccole guerre combattute dagli stati occidentali per un pezzo di terra nel deserto posta sopra un mare di petrolio.
Piacevole incontro 'ravvicinato' a Cinecittà con il regista inglese di Attack The Block - Invasione aliena, irriverente fantasy-horror su una gang di ragazzini della periferia di Londra che respinge un gruppo di famelici extraterrestri; 'Mi piace il revival sci-fi che si sta vivendo in Inghilterra', ha spiegato.
Dopo Il popolo migratore e Microcosmos - Il popolo dell'erba, l'attore e produttore francese porta finalmente sugli schermi italiani un mondo oceanico diviso tra poesia e sentimento.
Un audio devastante è il pezzo forte dell'edizione in alta definizione del quarto episodio della saga di Ethan Hunt. Ottimo anche il video, soddisfacente il reparto dedicato ai contenuti speciali.
Un video straordinario caratterizza l'edizione in alta definizione del film di Tate Taylor, ispirato al romanzo di Kathryn Stockett. Soddisfacente il reparto extra.
Le divine ci graziano con la loro presenza sul magico tappeto rosso che quest'anno ha visto un trionfo di piume e lustrini fare da cornici alle celebrità presenti.
Più di una sequenza di Maniac dimostra una interessante capacità tecnica da parte del regista, che riesce a mettere in scena alcuni momenti intriganti, pur mancando della giusta dose di ironia.
Il premio a Garrone, il mancato riconoscimento a pellicole e interpreti che avrebbero meritato, qualche problema organizzativo, ma anche tanti film belli e interessanti: tiriamo le somme su quella che è stata la 65esima edizione del Festival.
La nostra divertente chiacchierata con il carismatico attore americano, doppiatore d'eccezione del baffuto e peloso Lorax, un guardiano della foresta molto speciale in azione contro il disboscamento selvaggio nel nuovo film d'animazione confezionato dagli autori di Cattivissimo me.
Da Bengasi a Tripoli, passando per i viaggi negli USA, in India, Turchia e Israele, Bernard-Henri Levy e il giornalista Gilles Hertzog seguono da vicino sia la parte militare che quella diplomatica della complessa vicenda libica, offrendone un resoconto il cui punto di vista appare evidente fin dal titolo.
Il cuore del film, di questo racconto di formazione tanto Huckleberry Finn e un po' Stand by Me, è il suo focalizzarsi sul punto di vista di Ellis, sulla sua perdita d'innocenza, sul suo imparare a riconoscere i pericoli e gli inganni dell'amore e della fiducia.
II problema reale de L'Olimpiade nascosta non è nel contenuto e nel percorso evolutivo compiuto dai suoi protagonisti, ma nella scelta estetica di molte immagini. Una rappresentazione che, nel caso specifico di soggetti difficili da trattare come lo sterminio e l'oppressione, è fondamentale non per riprodurre la realtà storica, quanto per riconsegnare a un pubblico moderno le sensazioni nate da una condizione specifica.
Questa seconda opera di Michel Franco conferma la limpida capacità del regista messicano di raccontare per immagini, con una storia emotivamente molto dura, che senza ricatti tocca le giuste corde, facendo vibrare lo spettatore di indignazione e rabbia.
Con rigorosa ed asciutta messa in scena, Wakamatsu (ri)costruisce il percorso che conduce al giorno del titolo, aggiungendo un tassello dopo l'altro alla complessa visione della società giapponese che Yukio Mishima aveva in mente.
Due anni dopo il suo The Housemaid, remake di un classico del cinema coreano, il regista Im Sang-soo dirige con questo The Taste of Money la sua prosecuzione ideale; riprendendo, anni dopo, le vicende della ricca famiglia protagonista.
L'autore e i protagonisti del film ci raccontano la realtà del Sud degli State gli ardori di un amore intramontabile, l'energia inesauribile dell'infanzia e il vero protagonista che scandisce i ritmi della storia, il Mississippi.
Il cuore di The Central Park Five è il racconto dei cinque ragazzi ingiustamente condannati, con le loro voci e le loro emozioni nel descrivere gli eventi e le loro reazioni ad essi.
L'opera prima e low budget di Adam Leon può contare su due simpatici protagonisti che costituiscono una coppia platonica piacevolmente fresca e spontanea.
Éric Lavaine impianta una farsa corale attingendo a un'ambientazione che di per sé è dotata di una forte valenza umoristica a causa della 'fauna' grottesca che spesso popola le navi da crociera.
Ricco di brio, a dispetto dei suoi protagonisti, La bottega dei suicidi è carico di invenzioni visive che accompagnano la genialità del soggetto; ma queste trovate non sono sostenute da una trama di livello, lasciando l'idea di partenza incompiuta.
Catherine Corsini confeziona un bel film sospeso tra il thriller hitchcockiano e il dilemma morale alla Dostoevskij.
Conclusa con successo la serie tv dedicata a Nero Wolfe, la Casanova Multimedia di Luca Barbareschi tenta di bissare con un'inedita avventura sportiva all'ombra della seconda guerra mondiale e delle persecuzioni naziste.
Pur con alcuni momenti più deboli, 7 giorni all'Havana risulta un film godibile per chi vuole assaporare le atmosfere della città cubana e lasciarsi raccontare alcune delle sue tante anime.
Nel suo estremo rigore stilistico, nella sua messa in scena essenziale e privata di ogni sovrastruttura cinematografica, il film di Loznitsa si caratterizza per un forte pessimismo, con uno sguardo partecipe ma dolentemente privo di speranza verso i suoi personaggi.
Sulla Croisette col maestro canadese la star Pattinson, Paul Giamatti, Sarah Gadon, Emily Hampshire e lo scrittore Don DeLillo.
In attesa dell'addio a 'Desperate Housewives' su FoxLife il 6 giugno ricordiamo e celebriamo la fine di un'era in cui la tv ci ha insegnato ad affilare i coltelli e a fare attenzione al vicinato.
Non mancano le riflessioni e gli spunti filosofici, disseminati nell'interminabile fluire di parole che costituiscono i dialoghi di Pattinson con l'interlocutore di turno, ma l'autore fa fatica a metterle a fuoco e farle emergere dalla sua complessa costruzione verbale.
L'ottima black-comedy di Roman Polanski arriva in DVD con un'edizione buona dal punto di vista tecnico ed extra più che sufficienti.
Buona edizione in alta definizione per il film tratto da un romanzo di Fabio Volo, interpretato dallo stesso attore. Extra appena sufficienti.
Edizione homevideo più che sufficiente per il film di Guido Malatesta del 1958 su una storia d'amore spezzata dalla Seconda guerra mondiale.
Prepariamoci a dire addio ai diplomandi del Glee Club ma non prima di assistere all'ultimo confronto canoro che segnerà il trionfo di tre anni di passione e dedizione.
Il film di Ashim Ahluwalia sembra incaricarsi di smentire tutti i luoghi comuni sul cinema di Bollywood di ieri e di oggi, con un'estetica sporca e da prodotto occidentale anni '70 e una storia di marca tipicamente noir.
Lee Daniels eccede in tutto, anche nel voler coniugare all'interno di unico film davvero troppi temi, anche importanti, come razzismo, omosessualità repressa, il potere della stampa, l'amore impossibile. Ma è piacevole da guardare nel suo essere così volutamente sopra le righe, tanto da diventare un guilty pleasure immediato.
Cast al completo per The Paperboy, drammatico southern thriller condito di violenza e sesso esplicito. La Croisette si infiamma grazie a Lee Daniels.
Aiutato anche dalle buone interpretazioni di tanti giovani attori non professionisti, l'esordiente Arango documenta con uno stile realistico ed un certo distacco il disagio vissuto dai giovani afro-colombiani in una metropoli caotica e violenta.
Post Tenebras Lux chiede molto allo spettatore, non dando niente in cambio: la sua struttura narrativa necessita di uno sforzo per essere compresa, ma allo stesso tempo non stimola a fare quello sforzo.
La messa in scena di Leos Carax è affascinante, a tratti sorprendente, con trovate che rasentano il genio, e anche quando lo spettatore pensa di essere entrato nell'universo narrativo di Holy Motors, il regista francese riesce a stupire ancora.
E' impossibile non rimanere coinvolti dal film, non solo perché le vittime sono dei bambini, ma anche perché, da tutta la vicenda raccontata, è molto difficile individuare dei colpevoli.
Il maestro emiliano presenta a Cannes la sua ultima fatica, l'intimo Io e te. Una storia di scoperta, di conoscenza e di gioventù ambientata nel calore di un microcosmo, uno scantinato romano.
Premettendo che adattare un romanzo come Sulla strada era un'impresa tutt'altro che semplice, e che quando ci si confronta con i "mostri sacri" della letteratura si finisce sempre per scontentare una fetta di appassionati, bisogna dire che il film di Walter Salles presenta più ombre che luci.
Un film in cui si ride di gusto in diverse occasioni grazie ai due scatenati protagonisti Albert Dupontel e Benoit Poelvoorde e la loro strampalata e liberatoria "rivoluzione anarchica".
Ad accompagnare il regista all'incontro con la stampa sono intervenute anche le giovani star Garrett Hedlund, Sam Riley, Tom Sturridge e Kirsten Dunst, di ritorno sulla Croisette dopo il premio per Melancholia.
La tecnica di Trapero non è mai stata in discussione e, come spesso accade nei suoi film, anche in questo Elefante blanco non mancano alcune sequenze che lasciano davvero senza fiato per la coraggiosa ed elegante messa in scena.
Un nuovo calderone di generi e stili, mescolati insieme a ritmo vertiginoso, che spinge ancora più in là le sperimentazioni di pellicole come Happiness of The Katakuris e offre 134 minuti in cui Miike inserisce tutte le sue ossessioni cinefile, fumettistiche e pop.
Il pregio principale del film di Hong sta nell'apparente casualità della narrazione, in un gioco di incontri, confronti e svelamenti più o meno improvvisi di tratti dei caratteri, in uno script che sotto il tono leggero cela riflessioni amare sull'esistenza e sulle decisioni che la influenzano.
Con Io e te Bertolucci segna un ritorno intenso e sicuro, che emoziona e racconta con sicurezza due anime tormentate dei nostri giorni.
Lunedì 21 maggio si è conclusa la serie (medical) più amata dell'ultimo decennio. Dr. House - fino a luglio ancora su Canale 5 con gli ultimi episodi dell'ottava stagione - chiude dopo aver regalato al pubblico seriale il personaggio più infelice e affascinante della TV.
Trashed ci mostra come il problema dello smaltimento dei rifiuti sia tutt'altro che limitato ai luoghi interessati, come quello che facciamo nel metaforico giardino di casa nostra influenzi la vita stessa sulla Terra.
A 20 anni dalla strage di via D'Amelio, Rai 1 ricorda Paolo Borsellino con la fiction "I 57 giorni". A dare il volto ad uno degli eroi della lotta antimafia ci pensa Luca Zingaretti, che svela il lato più umano e fragile del giudice.
Un film, questo di Andrew Dominik, che sicuramente ha forti debiti verso il gangster movie americano, ma è anche una riflessione arguta ed originale sulla società americana di oggi.