Jake Reiner ha condiviso su Substack il suo drammatico racconto del momento in cui ha ricevuto la notizia della morte dei suoi genitori.
Il regista e la moglie sono stati uccisi dal figlio Nick, che il fratello non chiama mai per nome nel suo articolo, dichiaratosi poi innocente delle accuse in tribunale.
Cosa è accaduto il giorno dell'omicidio
Online Jake ricorda: "Nel pomeriggio del 14 dicembre ero ero alla Union Station per una commemorazione in onore di uno dei miei migliori amici, Christian Anderson, morto a ottobre. Fu in quel momento che ricevetti una chiamata da mia sorella Romy che mi annunciava la morte di nostro padre. Pochi minuti dopo, mi richiamò dicendomi che anche nostra madre era morta".
Il figlio di Rob e Michele Reiner ha quindi proseguito: "Il viaggio di 45 minuti in Lyft dal centro alla zona ovest fu insopportabile. Il mio mondo, così come lo conoscevo, era crollato. Ero in trance. L'unica cosa su cui riuscivo a concentrarmi era che dovevo tornare a casa, dove ero cresciuto. Dovevo raggiungere mia sorella. Dovevo capire cosa diavolo fosse successo".
Ripensando alla drammatica giornata che ha cambiato la sua vita, Jake ha spiegato: "Quel giorno mi hanno portato via così tante cose. I miei genitori non saranno al mio matrimonio, non potranno tenere in braccio il loro futuro nipote e non potranno vedermi raggiungere il successo professionale che ancora desidero. Mi spezza il cuore e mi fa infuriare allo stesso tempo".
Reiner ha ammesso: "Nulla può prepararti a ciò che si prova a perdere entrambi i genitori all'improvviso e nello stesso momento. È troppo devastante da comprendere. Mi sveglio ancora ogni mattina e devo convincermi che no, non è un sogno. Questo è davvero il mio incubo a occhi aperti".
Tra le cose che lo tormentano, inoltre, c'è il pensiero che i suoi genitori, probabilmente, devono essere stati molto spaventati prima di morire: "Erano le ultime persone al mondo a meritare quello che è successo. Meritavano di essere amati, meritavano di essere rispettati e, soprattutto, meritavano di essere apprezzati per tutto quello che hanno dato a noi tre e al mondo intero... Molte persone non hanno la fortuna di avere i migliori genitori, la migliore mamma o il miglior papà, ma io sì. L'amore che provano per me, mio fratello e mia sorella è davvero incondizionato. E l'amore che provano l'uno per l'altra nel loro matrimonio è qualcosa che ho sempre considerato un modello di relazione di successo".
L'impatto dell'omicidio sulla famiglia
Il figlio della coppia ha ricordato con affetto il legame che lo univa a Michele: "Ogni volta che attraversavo un periodo difficile o dovevo affrontare una questione complicata, mi affidavo alla sua brillante prospettiva". Sua madre, in particolare, era "il motore, la spina dorsale e il cuore di tutta la nostra famiglia".
Ricordando il padre, invece, Jake ha voluto chiarire: "Il modo in cui mio padre si presentava al pubblico rispecchiava esattamente la splendida persona che era a casa. Era autentico, appassionato e il suo senso dell'umorismo è sempre stato il mio".
Jake e Rob hanno fatto molti viaggi per andare a vedere le partite di baseball, il loro sport preferito, riuscendo a vedere tutti gli stadi della Major League. Il figlio del filmmaker non ha inoltre esitato ad ammettere: "Mio padre era il mio eroe e mi manca tantissimo".
Affrontare il lutto è stato inoltre particolarmente complicato per i figli: "Ogni incontro che facciamo, ogni persona con cui parliamo, ogni lacrima che versiamo, ogni gesto che compiamo è legato all'omicidio dei nostri genitori. Nel bel mezzo del tentativo di elaborare il momento più devastante della nostra vita, il mondo esige incontri, scartoffie, decisioni e spiegazioni; come se la documentazione dovesse venire prima del lutto".
Jake Reiner ha spiegato che ha voluto condividere la sua esperienza e le sue emozioni per offrire uno spunto di riflessione, ma anche per celebrare ciò che rappresentavano per lui i suoi genitori.
Negli ultimi pensieri condivisi online, il giovane parla anche del fratello Nick, che dovrà affrontare un processo: "Quella notte abbiamo perso più della metà della nostra famiglia nel modo più violento immaginabile. Certo, la perdita di un genitore è devastante, ma niente è paragonabile alla perdita di entrambi contemporaneamente e, per di più, al centro di tutto c'era mio fratello. È quasi impossibile da elaborare".
Jake ha concluso lanciando un appello: "Capisco che le persone abbiano domande su ciò che è successo. Alcune risposte arriveranno col tempo. Ma alcuni aspetti di questa vicenda appartengono solo alla nostra famiglia, e mantenerli privati è l'unico modo per proteggere quel poco che resta di qualcosa che ci è stato portato via. Chiedo solo amore e compassione, gli stessi principi in cui credevano i miei genitori"