E' un film disorganico, opulento, frammentario e sfacciato, ma anche bello da ridurti in lacrime, questo omaggio alla Capitale firmato da Paolo Sorrentino.
Un video straordinario caratterizza l'edizione in alta definizione 2D del film di Tim Burton. Super anche l'audio, soddisfacenti gli extra.
Superba edizione in alta definizione per il capolavoro di Elio Petri. Ottimo il video, buono l'audio, corposi e interessanti i contenuti speciali.
A 40 anni dalla sua uscita, la celebre e tragica storia d'amore con Ali MacGraw e Ryan O'Neal arriva in alta definizione. Buono il video, assenti gli extra.
il cinema della Barnard può sicuramente essere considerato come la terra dedicata agli umili e ai disperati, ma non al facile sensazionalismo veicolato attraverso un pietismo spesso fastidiosamente indotto.
James Toback e il suo partner in crime Alec Baldwin ci raccontano con ironia le contraddizioni e le frustrazioni del mercato cinematografico, con il festival di Cannes sullo sfondo e una pletora di volti noti.
Omar è un drama-thriller vitale, intelligente ed emozionante che inserisce alcuni classici topoi del gangster movie in un contesto assolutamente originale.
Per il suo film in lingua inglese, Canet si circonda di un supercast. Con lui a Cannes Clive Owen, Billy Crudup, Zoe Saldana, James Caan e la compagna Marion Cotillard.
Accompagnate da un testo lirico e sofferto, le ricostruzioni di Rithy Panh raccontano con emozione un drammatico momento storico del suo paese e della vita dell'autore.
Il film punta su una struttura narrativa non lineare, che unisce le caratteristiche tipiche del poliziesco occidentale a lievissimi accenni del cinema di Bollywood.
In questo modo dalla sua esperienza di figlio di desaparecidos, Benjamin Avila da vita ad un'opera prima di intensa umanità che, lasciandosi alle spalle il terrore e la sofferenza dei suoi predecessori cinematografici, lascia comunque spazio alla forza dirompente della speranza.
L'opera d'esordio di Francesco Henderson Pepe si avventura nella coraggiosa e difficile esplorazione di luoghi, terreni e dell'anima, lasciandosi guidare unicamente dalla voglia di stupire a tutti i costi.
Inedita e frizzante commistione di horror, teen drama, commedia e action, Buffy - L'ammazzavampiri non aveva modelli immediati, e oggi non ha epigoni paragonabili; è rimasto un caso singolare e irripetibile nella storia dei network americani sia nel suo impatto culturale che nel volume e nella varietà di sperimentazioni che seppe proporre.
Alix jr. immerge i suoi personaggi in uno scenario manifestamente artificiale, tra fondali di cartone e sacchetti di plastica al posto dei corsi d'acqua, con tanto di effetti sonori posticci e bombardamenti "artigianali", e dispone dei suoi interpreti in maniera fortemente teatrale. L'effetto straniante è cercato, e serve a mettere le sofferenze umane in primo piano.
A dispetto di una messa in scena curata e la buona fotografia di Christopher Doyle, Bends non riesce a superare la freddezza con cui racconta i suoi personaggi ed approfondire le tematiche sociali che riguardano il background in cui si muovono.
Alex van Warmerdam costruisce un thriller sui generis che ha i suoi punti di forza in un umorismo nerissimo e su un'ambiguità di fondo che accompagna lo spettatore anche dopo il termine della pellicola.
I fratelli Coen e il cast parlano dell'immagine da cui è nato il film, quanto importante è stato trovare il giusto protagonista e di come è difficile dirigere un gatto, glissando una domanda minata sull'Olocausto.
Llewyn non avrà il carisma di un Drugo Lebowski, ma è un nuovo perfetto antieroe coeniano che si va ad aggiungere ad una lunga lista di personaggi memorabili, grazie anche alla performance di Oscar Isaac che si carica sulle spalle il peso di tutto il film, la cui vera protagonista è la musica.
Fedele ad un personale linguaggio visivo, Jodorowsky non cede alla tentazione di costruire un apparato narrativo classicamente autobiografico ma, forse con maggior consapevolezza e meno autocompiacimento rispetto al passato, mette in scena una drammaturgia in cui ogni singolo elemento estetico si trasforma in simbolo necessario.
Presentato in anteprima a Cannes 2013 un estratto di 15 minuti del nuovo film in CGI dedicato al personaggio di Leiji Matsumoto, da settembre sugli schermi giapponesi.
Dopo ventitré anni da Il ladro dell'arcobaleno, il regista cileno torna dietro la macchina da presa per portare sul grande schermo un'autobiografia famigliare in cui la crescita personale si sovrappone a quella di un paese politicamente oppresso
Senza dubbio un progetto arduo, quello di trasformare il resoconto della terapia di Jimmy Picard in un racconto cinematografico: per riuscire nell'impresa Desplechin si avvale di due interpreti di primissimo piano, il premio Oscar Benicio Del Toro e il talentuoso e instancabile conterraneo Mathieu Amalric.
Il film può godere di un'ambientazione atipica e fortemente simbolica che permette alla regista e sceneggiatrice Rebecca Zlotowski di dare nuovo respiro ad un tema abusato come quello dell'amore proibito.
Il film di Guiraudie visita, come i suoi protagonisti, un angolo di mondo pittoresco, isolato e bizzarro in cui pochissimi sono soliti avventurarsi; chi vorrà farlo, però, potrebbe divertirsi e scoprire qualcosa di nuovo su sé stesso.
Con atmosfere rarefatte e sguardo discreto, misura e tenerezza, Koreeda racconta il dramma di due famiglie ed il percorso di un uomo che impara ad essere padre.
Folman costruisce una critica poco velata e piuttosto chiara all'intero sistema dell'entertainment che, piegatosi alla necessità di ricreare una perfezione invidiabile ed emulabile da occhi esterni, rende l'artista un accessorio di cui usare solo l'involucro rinunciando senza rimpianto alla sua anima imperfetta.
Jia Zhang-ke racconta il disagio della Cina contemporanea scegliendo uno stile interessante e dinamico, con una evidente cura e ricerca nella messa in scena.
Dopo l'approvazione della stampa italiana, l'attrice arriva sulla Croisette con la sua prima regia presentata all'interno di Un Certain Regard.
Conferme per Star-Crossed, Reign, The 100 e The Tomorrow People; nulla di fatto per The Selection, Company Town, Wonder Woman e Blink.
La regista neozelandese, chiamata a giudicare i corti presentati in concorso alla Quinzaine, ripercorre i momenti più importanti della sua carriera e parla della serie Top of the Lake, da lei ideata.
La ricchezza e il dettaglio della sceneggiatura non inficiano assolutamente la fruizione dell'opera, che, grazie alla cura delle performance, è avvincente dal primo fotogramma, e anzi l'avvincendarsi sorprendente delle prospettive rende l'esperienza del film sempre più affascinante.
La regia dell'esordiente Coogler è tanto efficace quanto dipendente proprio dalle interpretazioni del protagonista Michael B. Jordan e dell'ottimo cast di contorno, la macchina da presa indugia spesso sui volti dei protagonisti, riuscendo così a catturare in pieno il susseguirsi di emozioni vissute sullo schermo.
I ladri di celebrità di Hollywood approdano a Cannes per accompagnare la loro regista che ci racconta il fascino della trasgressione per una generazione nutrita a reality, internet e gossip.
Il film di Spielberg arriva in alta definizione con un'edizione di eccezionale livello. Video perfetto e suggestivo, audio ottimo ed extra corposi e interessanti.
Video in alta definizione al top e ottimo audio per l'edizione in alta definizione del film con Tom Cruise. Buono il reparto dei contenuti speciali.
In homevideo quattro documentari di National Geographic su altrettante tragedie italiane ricostruite nei minimi particolari: Vajont, Cermis, Val di Stava e Tunnel del Monte Bianco.
Heli non si può considerare riuscito per la sua incapacità di creare un legame empatico con i personaggi che lo animano, per il non riuscire a suscitare tristezza e sofferenza per quello che vivono, senza andare oltre l'inevitabile pugno nello stomaco per il modo in cui la violenza è rappresentata.
Il sesto episodio della saga iniziata nel 2001 non tradisce la sua vocazione: c'è l'azione, in dosi sempre più robuste, c'è il piacere per il fan di ritrovare i personaggi a cui è affezionato, e c'è in più una componente grottesca e autoironica, con sequenze d'azione sempre più disancorate dalla credibilità.
Se l'opera è comunque interessante da un punto di vista puramente estetico, grazie ad alcune scelte di fotografia piuttosto originali, un montaggio frenetico ma mai fastidioso e la solita ottima colonna sonora ad accompagnare il tutto, questo nuovo film della Coppola viene a mancare proprio in quello che era stato il suo punto di forza anni or sono, ovvero la sceneggiatura.
Emozionante senza mai essere sentimentale e asciutto nella sua ricchezza, Giovane e bella è la prova della crescita di un cineasta da sempre interessante, ma oggi più completo e sensibile.
Un cyber agente speciale, famiglie disfunzionali, fallimenti amorosi, un legal drama, un chirurgo coraggioso e Under the Dome per l'occhio vigile della TV.
Il regista israeliano arriva sulla Croisette per aprire la Quinzaine con il suo nuovo film in cui, tra live action e animazione, racconta le futuribili conseguenze di un mondo diviso nettamente tra realtà e illusione indotta.
Il presidente della giuria, Steven Spielberg, e gli altri membri raccontano come ci si trova ad essere dall'altra parte della barricata.
Baz Luhrmann presenta il suo film alla stampa europea accompagnato dalle star Leonardo DiCaprio, Tobey Maguire e Carey Mulligan.
Se nella prima parte della pellicola, forse anche a causa di un certo distacco nella narrazione, l'anacronismo del commento hip-hop alle sequenze di danze, eccessi e libagioni stride anche ai sensi dello spettatore non nuovo al cinema di Luhrmann, con l'avanzare della pellicola la visione si ricompone e anche questa volta riesce quel miracolo universalizzante che ha caratterizzato le più riuscite opere del regista australiano.
Il lungo razzle dazzle con cui si apre il film non riesce - nonostante l'indubbio sfarzo e l'incredibile lavoro di scenografi e costumisti - ad introdurci alle atmosfere dell'epoca, ma piuttosto crea un quasi oltraggioso contrasto con il voice over fitzgeraldiano e con il tono malinconico che la pellicola comincia ad assumere soltanto con l'entrata in scena di Leonardo DiCaprio.
L'alphabet channel ha presentato la sua nuova programmazione, con un piatto ricco di proposte allettanti, tra cui Agents of S.H.I.E.L.D., Super Fun Night, Lucky 7 e Killer Women.
L'esordio alla regia di Giorgio Bruno, classe 1985 e una formazione nel cinema di genere, si rivela un thriller risaputo e dalla sceneggiatura carente, nonostante la presenza nel cast, in ruoli di contorno, di alcuni importanti nomi dell'horror italiano che fu.
Nonostante spunti di indubbio interesse, supportati da uno stile accurato e originale, è la totalità dell'opera a lasciare perplessi, in particolare lo squilibrio sostanziale nello sviluppo della storia.
Il nuovo lavoro di Ilmar Raag racconta due solitudini diverse, ma complementari, sullo sfondo di una capitale francese malinconica, luogo della memoria e delle promesse non mantenute.