Questa sera, domenica 4 ottobre, torna su Italia 1 Le Iene presentano: Inside con una nuova puntata dal titolo Non farti fregare. Al centro dello speciale condotto da Luigi Pelazza ci sono alcune delle truffe più insidiose e i meccanismi attraverso i quali i raggiri riescono a conquistare la fiducia delle vittime.
Le Iene Inside, cosa racconta la puntata "Non farti fregare"
Lo speciale parte da una domanda: come è possibile che persone apparentemente insospettabili riescano a convincere le proprie vittime a consegnare denaro, fiducia e, in alcuni casi, persino i risparmi di una vita? Pelazza ricostruirà diversi casi nei quali i truffatori fanno leva sulle fragilità delle persone, sul bisogno di affetto, sulla solitudine o sulla voglia di cambiare vita.
Tra le storie raccontate c'è quella di Gennaro Senatore, conosciuto come "Fra Rino", un uomo che si sarebbe presentato come religioso in Romania riuscendo a raccogliere migliaia di euro da fedeli convinti di sostenere opere di beneficenza e progetti per l'accoglienza dei più bisognosi. Le indagini avrebbero poi fatto emergere l'irregolarità delle iniziative promesse.
Spazio anche alle truffe sentimentali online, con la storia di Claudio, che dopo aver conosciuto una donna sul web sarebbe arrivato a spendere tutti i risparmi accumulati nel corso della sua vita prima di scoprire cosa si nascondeva realmente dietro quella relazione.
Dall'amore alle aspirazioni professionali: la puntata accende i riflettori anche su un falso produttore televisivo che avrebbe promesso a giovani ragazze la possibilità di ottenere ruoli nelle fiction televisive. Una promessa apparentemente allettante che in realtà nascondeva un raggiro.
L'inchiesta si sposta quindi nel mondo della compravendita di auto di alta gamma, orologi e beni di lusso, per raccontare i meccanismi dei mercati illegali e le tecniche utilizzate per ingannare gli acquirenti.
Ma uno dei capitoli più importanti della puntata riguarda il falso trading online. Pelazza avrebbe seguito sotto copertura una rete di call center illegali, molti dei quali localizzati a Tirana, che contattava potenziali investitori in diversi Paesi europei. Un sistema che avrebbe prodotto milioni di euro attraverso false opportunità di investimento.
L'inchiesta avrebbe contribuito a far scattare l'intervento della SPAK, la Procura speciale albanese, con l'individuazione dei presunti responsabili, arresti e sequestri.