Un amore che arriva troppo in fretta, una separazione e poi un nuovo incontro, quando le vite di entrambi hanno ormai preso direzioni diverse. La storia, in estrema sintesi, è quella di È un mondo difficile, il film diretto da Federico Mottica, scritto dallo stesso Mottica insieme ai protagonisti Francesco Castellaneta ed Elena Funari, prodotto da Anemone Film in collaborazione con Rai Cinema.
Nel film, Elena è un'aspirante attrice che vive tra l'agio della famiglia e l'incertezza sulla propria vocazione. Francesco è uno studente di architettura innamorato di Roma e del presente. I due si incontrano una sera, dopo uno spettacolo, e bruciano immediatamente le tappe: passano la prima notte insieme e il giorno dopo sono già in viaggio per conoscere i genitori di lei.
La loro relazione diventa presto una convivenza, fino a quando un'opportunità di lavoro porta Elena a Parigi e mette in crisi l'equilibrio della coppia. Qualche anno più tardi i due si ritrovano in Francia. Lei è prossima alle nozze con Arthur, mentre Francesco ha una nuova compagna. Le loro vite sono cambiate, ma tra loro è rimasto un legame che non sembra essersi mai spento del tutto.
Quando la vecchia comitiva si riunisce per i festeggiamenti del matrimonio, le dinamiche del passato tornano a galla e Francesco confessa a Elena di amarla ancora. Ma, ancora una volta, sembra essere una questione di tempismo: i due continuano a sfiorarsi senza riuscire davvero a trovarsi nello stesso momento della loro vita.
La clip che vi proponiamo in esclusiva, con Elena Funari e Francesco Castellaneta, non anticipa particolari snodi della storia. È un frammento fatto soprattutto di silenzi e momenti sospesi, che restituisce l'atmosfera del film più che la sua trama. Un piccolo assaggio di una storia in cui quello che i personaggi non dicono sembra avere un peso importante quanto le loro parole.
Anche la nascita del film ha qualcosa di insolito. Il regista Federico Mottica racconta di aver avuto da tempo il desiderio di girare una scena "immersa in una folla vera, in uno spazio non controllato, con tutto quello che questo comporta in termini di imprevisto e verità".
L'occasione arriva durante la manifestazione del 25 aprile al Quarticciolo, a Roma. Il regista, insieme a due attori e ad alcuni amici, decide di girare con un piccolo canovaccio una sequenza in cui un ragazzo e una ragazza si lasciano. "Il risultato non ci ha delusi, anzi ci ha spinto a continuare", racconta Mottica. Di quella prima esperienza, però, nel film è rimasto "praticamente nulla".
Ma è proprio da lì che iniziano a prendere forma i personaggi e le loro traiettorie. Il film viene costruito nell'arco di un anno, in un percorso che il regista definisce "libero, istintivo" nato anche dal rapporto con le persone coinvolte nel progetto. Un modo di lavorare che Mottica descrive come qualcosa di "estremamente e a tratti distruttivamente personale", nel tentativo di raccontare, insieme agli attori, "frammenti delle nostre vite".
Dietro È un mondo difficile c'è quindi anche il tentativo di realizzare un film personale attraverso un percorso produttivo poco convenzionale. Il regista non nasconde la difficoltà di realizzare "film piccoli, personali, che possano nascere e crescere fuori dalle logiche di sistema". Un progetto che, nelle sue parole, è diventato possibile grazie alla "fiducia reciproca e a una grande libertà d'azione".