Roy Scheider

Attore
(1932 - 2008)
Biografia

Cenni biografici di Roy Scheider


Gli occhi stretti come due fessure a scrutare l'oceano in cerca di una pinna di squalo. E' questo uno dei fotogrammi indelebili della filmografia di Roy Scheider. E' il 1975 quando Lo squalo di Steven Spielberg offre a Scheider la possibilità di entrare nella storia del cinema con un personaggio indimenticabile, il capo della polizia della cittadina marittima di Amity, Martin Brody, pronto a lottare contro tutto e tutti pur di preservare il benessere della comunità minacciata dalla presenza di un feroce squalo bianco.

Originario di Orange, New Jersey, Scheider è sin da bambino un grande appassionato di sport, in particolar modo di boxe (il suo celebre naso storto è il ricordo di un incontro particolarmente acceso sul ring). Abbandonata la boxe per la recitazione, il giovane si iscrive ai corsi di recitazione della Rutgers University e del Franklin and Marshall College. E i riconoscimenti della critica non si fanno attendere: Scheider vince infatti l'Obie Award con lo spettacolo Stephen D al New York Shakespeare Festival. Nel 1964 esordisce sul grande schermo con l'horror The Curse of the Living Corpse, al quale seguono Paper Lion, Loving, gioco crudele.

Nel 1971 Alan J. Pakula gli offre una parte nel thriller Una squillo per l'ispettore Klute accanto a Jane Fonda e lo stesso anno aggancia la sua prima candidatura agli Oscar grazie al ruolo del detective Buddy "Cloudy" Russo nel poliziesco Il braccio violente della legge. Nel 1975 interpreta il capo della polizia di Amity in Lo squalo e nel sequel Lo squalo 2. Affianca Dustin Hoffman nel thriller Il maratoneta e stupisce tutti nei panni del coreografo Joe Gideon nel musical All That Jazz - Lo spettacolo continua, con il quale ottiene una seconda nomination all'Oscar.

Tra gli anni Ottanta e Novanta la carriera dell'attore attraversa fasi alterne: è nel cast del legal thriller L'uomo della pioggia, di I segreti del cuore e The Punisher. Seguono Dracula 2. Ascension, Dracula III - Il testamento, If I Didn't Care, e la serie I Griffin in cui interpreta se stesso. In Texas '46 divide il set con l'italiano Luca Zingaretti.

Provato da una lunga malattia, il 10 febbraio 2008 si spegne nell'ospedale dell'Università dell'Arkansas.