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Don’t Worry Darling primo al box office USA con oltre 19 milioni nonostante gossip, liti e sputi

Il pubblico americano non ha tenuto conto dei rumor che hanno circondato Don't Worry Darling e il suo litigioso cast e ha premiato il film con un debutto da 19,2 milioni al box office USA, sorpresa Avatar che torna nelle sale e incassa altri 10 milioni.

Don T Worry Darling Credits Merrick Morton 7
Don't Worry Darling: Olivia Wilde durante una scena del film

Nonostante tutto, Olivia Wilde non deve preoccuparsi troppo. Alla prova del botteghino, il suo Don't Worry Darling debutta in prima posizione al box office USA con un incasso di 19,2 milioni raccolti in 4.113 schermi, e una media per sala di 4.668 dollari. Al botteghino internazionale, il film ha aggiunto altri 10,8 milioni di dollari per un conteggio globale di 30 milioni di dollari. Non era scontato dopo gli scandali e pettegolezzi che hanno travolto il film prima e durante la premiere veneziana, tra presunti dissidi tra Wilde e la protagonista Florence Pugh, liason tra la regista e il divo del pop Harry Styles e la freddezza tra alcuni membri del cast emersa sul red carpet veneziano. Ma il pubblico americano ha dimostrato di essere poco attratto dai pettegolezzi e ben più interessato alla storia che, come svela la nostra recensione di Don't Worry Darling, è un racconto distopico ambientato in una comunità idilliaca degli anni '50 che nasconde orribili segreti.

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The Woman King, sorpresa al botteghino dello scorso weekend, perde una posizione ed è ora secondo con un incasso di oltre 12 milioni che lo portano a un totale di 36,2 milioni. L'epico action al femminile interpretato da Viola Davis ha superato le attese recuperando buona parte del budget di 50 milioni impiegato per realizzare il film e guarda ora agli Oscar con una possibile candidatura da record per la Davis. Al centro della storia le Agojie, l'esercito tutto al femminile del Regno del Dahomey nell'Africa occidentale nel 1800. Il film ha ottenuto ottime recensioni dopo il suo debutto al Toronto Film Festival nonostante le polemiche sollevate contro la regista Gina Prince-Bythewood sui social media.

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Un primo piano di Jake Sully con i tratti del Na'vi in una scena del film Avatar
Un primo piano di Jake Sully con i tratti del Na'vi in una scena del film Avatar

Un'altra sorpresa, ma neanche troppo, nelle classifiche al botteghino nazionale: il ritorno nelle sale di Avatar ha raccolto 10 milioni da sole 1.860 località, la maggior parte delle quali sedi Imax. È un risultato considerevole per un film uscito 13 anni fa, anche se si tratta dell'uscita globale con il maggior incasso della storia. All'estero, Avatar raccoglie l'imponente cifra di 20,5 milioni da 50 territori internazionali durante il fine settimana, portando il totale globale a 30,5 milioni.

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Quarto, l'horror Barbarian incassa altri 4,8 milioni che lo portano a un totale di 28,4 milioni. Interpretato da Bill Skarsgård, Justin Long e Georgina Campbell, Barbarian vede protagonista una giovane donna che arriva all'appartamento affittato su Airbnb e scopre che è stato prenotato due volte. La donna è costretta a trascorrere la notte con l'altro affittuario, un tipo decisamente poco raccomandabile.

Qui la recensione di Pearl, altro horror che scende in quinta posizione dopo l'anteprima mondiale alla Mostra del Cinema di Venezia 2022. Prequel del film di Ti West X e capitolo centrale di una trilogia dedicata all'orrore, Pearl incassa altri 2 milioni e raggiunge una cifra complessiva di 6,6, milioni. Mia Goth, anche co-autrice del film, interpreta una giovane donna intrappolata tra mille responsabilità che cerca una via di fuga nel sangue.