C'era una volta a... Hollywood, critiche sul film e la Manson Family: "Erano suprematisti bianchi"

Nuova tegola per C'era una volta a... Hollywood che viene criticato per aver dipinto la Manson Family come degli hippie liberal e non come suprematisti bianchi.

Sembra non esserci pace per C'era una volta a... Hollywood. Le recensioni esaltanti fanno, infatti, il paio con le critiche per come ha rappresentato personaggi ed eventi di quella maledetta estate del 1969, tra cui anche gli adepti della Manson Family, la setta di Charles Manson.

Ultimo, in ordine di tempo, a contestare il film di Quentin Tarantino è stato Boots Riley, sceneggiatore e regista di Sorry to Bother You che in un post su Twitter si è lamentato del fatto che la Manson Family sia stata descritta come una setta hippy con credenze liberali, tralasciando completamente il loro razzismo e le loro opinioni di destra. "La famiglia Manson era composta da palesi suprematisti bianchi che cercavano di iniziare una guerra razziale con l'obiettivo di uccidere i neri. - Così scrive Boots Riley in merito a C'era una volta a... Hollywood. - Non erano hippy che facevano critiche di sinistra sui media. Erano di destra. Tutto questo è frutto dell'immaginazione di Tarantino". Boots si riferisce ad una scena in particolare che ha a che fare con Rick Dalton, il personaggio interpretato da Leonardo DiCaprio, di cui non sveliamo i particolari per non fare dei pesanti spoiler sull'andamento della storia.

In seguito a queste parole, Indiewire ha contattato il regista per chiedergli ulteriori chiarimenti su questo aspetto, il quale ha rilasciato questa dichiarazione: "Non sto dicendo che deve essere storicamente accurato, solo che questa differenza cambia il significato reale del film. Come quando Cliff Booth (Brad Pitt, ndr.) sente dire alla famiglia Manson: 'i neri sono selvaggi e prenderanno il controllo'. Loro in realtà volevano una guerra razziale in cui i neri sarebbero stati schiavizzati da loro. Ciò che hanno dichiarato poi al processo era un modo per far capire che facevano 'controcultura'; per attirarsi le simpatie". Al di là di tutto ciò Boots rimarca la sua stima per Quentin Tarantino: "Lo adoro come regista e di solito vado a vedere i suoi film (al cinema ndr.) almeno due volte, per poi rivederli in seguito".

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Cera Una Volta A Hollywood
C'era una volta a... Hollywood: Margot Robbie in un'immagine del teaser trailer

Come abbiamo accennato, i rilievi di Boots sono solo quelli più recenti che si sono abbattuti sul film. Qualche settimana prima era stata la figlia di Bruce Lee, Shannon, ad indignarsi, accusando Quentin Tarantino di avever rappresentato suo padre - a cui presta il volto Mike Moh - come un "arrogante stronzo pieno di sé". Anche Emanuelle Seigner, moglie di Roman Polanski non era andata per il sottile, riferendosi per come aveva trattato la figura di Sharon Tate che, all'epoca, era sposata con il regista polacco ed era morta tragicamente proprio per mano proprio dei sodali di Manson nell'eccidio di Cielo Drive del 9 agosto 1969. "Sto solo dicendo che ad Hollywood nessuno si è infastidito del fatto che qualcuno abbia deciso di raccontare una tragica storia che riguarda Roman senza interpellarlo... mentre allo stesso tempo (ad Hollywood) lo hanno reso un reietto"; così aveva dichiarato alla stampa. Tutto questo gran parlare di sicuro però aiuterà non poco l'uscita del film in Italia il prossimo 19 settembre, dove è uno dei più attesi della nuova stagione cinematografica.