Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Pietro Marcello ci racconta, senza indulgenza, la storia pasoliniana di due personaggi astrusi e quasi indecifrabili, che tirano avanti sperando di trovare un giorno o l'altro un rifugio in cui godere insieme di un po' di tranquillità domestica.
La bella gente tocca le corde giuste, flagella la coscienza con piccole ma profonde stilettate, fa riflettere e fa ridere di gusto in scene in cui si dovrebbe rabbrividire, scuote perchè pervaso da una tragica normalità e da una costante sensazione di assenza.
Virtuosistico equilibrio tra thrilling dell'anima e dramma sentimentale, minimalismo delle azioni e reazioni dei protagonisti, Le refuge adotta il rischio dell'intimità, con il piglio ozoniano, compassionevole ma senza insinuanti eccessi melodrammatici.
Abbiamo incontrato il cast del primo film italiano in programmazione oggi al Torino Film Festival nella sezione Figure nel Paesaggio, diretto dal regista romano Ivano De Matteo e vincitore di un doppio importante premio al Festival del Cinema Italiano di Annecy. Presente anche la giovane bellissima protagonista, al suo secondo lavoro con De Matteo.
Van Diemen's Land ci trascina negli abissi più cupi che l'uomo possa immaginare e non ci offre riparo dall'iperrealismo primordiale e truculento cui i bravissimi attori si prestano con un'interpretazione che svela spazi ombrosi che tolgono il respiro, profondi spiragli d'emotività.
Un esordio da attore importante per l'artista transalpino, impegnato nel ruolo centrale del nuovo film di François Ozon al fianco della talentuosa Isabelle Carré.
La lievità di questo documentario presentato nella sezione Paesaggio con Figure del 27° Torino Film Festival è tutta racchiusa in due straordinarie sequenze, una in apertura e una in chiusura del film, in cui vediamo un papà che accompagna amorevolmente il suo piccolo a scuola.
Protagonista e regista del film d'apertura del 27° Torino Film Festival ci parlano di John Lennon.
Il regista di Paz! racconta in esclusiva ai lettori di Movieplayer.it il suo nuovo e discusso film, La prima linea.
Un'opera che parla di rock eppure non si profila come un'opera-rock. Sam Taylor-Wood asseconda in scioltezza le sfumature irriverenti e crepuscolari di un dissoluto John Lennon adolescente, dotato di verve indisciplinata e di un'intelligenza e una sensibilità che ne hanno fatto un ragazzo tormentato e un musicista leggendario.
Con 'Un alibi perfetto' il regista Peter Hyams si confronta con il noir di Fritz Lang proponendo un thriller moderno trainato dalla suspense tipica dei legal movie.
Alla sua quarta regia televisiva, il regista lombardo sceglie un tema tema importante e doloroso della storia italiana: quello del terrorismo che, nella seconda metà degli anni Settanta, sconvolse e indignò l'Italia non solo per il numero di vittime che provocò, ma soprattutto per la cieca determinazione con cui operava.
La narrazione in sé passa in secondo piano di fronte a uno stordimento sensoriale che diventa principale ragion d'essere. E' tenendo bene a mente questo discorso che ci si deve approcciare a un film come '2012', ultimo gigantesco sforzo del regista di 'Stargate', imponente e rutilante blockbuster che sfrutta paure e suggestioni new age per offrire l'ennesimo sfoggio di distruzione cinematografica.
E' proprio Berlino l'elemento chiave della vicenda, la ricchezza di un film che fa dell'ambientazione il suo principale punto di forza, calando le imprese del suo protagonista nella livida metropoli ultramoderna, capitale delle discoteche e della vita notturna, sede della provocatoria Loveparade, bellissima e gelida.
Tutte le scoperte più interessanti fatte durante la permanenza al Ravenna Nightmare, il più vivace festival di cinema horror organizzato in Italia.
Lo script di Ramis il suo script proietta Jack Black e Michael Cera in un fantomatici Anno Uno, a ricoprire i ruoli del fallito e del nerd in un piccolo villaggio di cacciatori e raccoglitori.
Presentato a Roma il nuovo Torino Film Festival, giunto alla sua 27ma edizione, ricco di novità, di film, di anteprime e di nomi illustri.
Abbiamo incontrato uno dei più geniali registi viventi, in visita in questi giorni nel nostro paese. Si tratta di Michael Mann, a Roma per la presentazione di Nemico Pubblico, il film che narra l'ascesa e la fine di John Dillinger, l'imprendibile rapinatore che negli anni '30 scatenatò la prima guerra al crimine organizzato della storia americana.
La Novion è piuttosto brava a dar conto dei sentimenti che si annidano nei protagonisti, senza renderli evidenti. Nei suoi piani lunghi va alla ricerca di quei gesti e di quelle sensazioni che ne definiscano caratteri e orizzonti.
Mann sceglie senza mezze misure di rinunciare a qualsiasi forma esplicativa e ricostruttiva e fornisce lustro all'epica quasi involontaria uscita dalle pagine di Burroghs, portando in dote il suo sguardo infinito, la cui densità ancora una volta illumina la mente e scalda il cuore.
Il riequilibro delle ingiustizie sociali, per Romero, passa attraverso la comparsa degli zombie e della loro capacità maieutica di portare alla luce la vera natura insita nella specie umana. Una natura che, alla resa dei conti, non si dimostra poi tanto migliore degli inconsapevoli morti viventi.
Abbiamo incontrato il simpatico attore americano e la splendida attrice di origini svedesi giunti a Roma per la presentazione de L'isola delle coppie, la commedia sentimentale che li ha portati a Bora Bora per una terapia di coppia molto molto speciale.
Michael Jackson faceva tutto con A-M-O-R-E, come scandito da lui stesso durante le prove del suo show. A quell'amore non si può che rispondere con amore. Sarebbe stato bello vedere lo spettacolo finale come sognato da lui, ma tocca accontentarci. La storia è già stata scritta, ormai si può solo ricordare.
Sarebbe ingiusto giudicare 'Niko una renna per amico' secondo gli stessi criteri tecnici ed estetici dei recenti capolavori Pixar, ma non si può trascurare la riuscita di un'operazione che si dimostra allegra e vivace, simpatica e divertente per il giovane pubblico cui si rivolge.
La nuova versione di Pinocchio targata Rai rimane un bell'omaggio a uno dei capolavori della letteratura per l'infanzia, che vive di spunti attuali, nel rispetto di uno spirito che trascende le generazioni.
Con un piglio originale senza paragoni e una capacità visionaria mai spocchiosa, il film di Spike Jonze fa tremare di emozione, e nello stesso tempo scalda il cuore, scarabocchiando sul grande schermo quel che si agita negli incubi e nelle possibilità infinite dell'infanzia.
Cast ed autori della miniserie 'Pinocchio' hanno presentato a Roma il nuovo ambizioso progetto di RaiFiction in onda domenica 1 e lunedì 2 novembre su RaiUno.
Mentre il mondo si prepara a rendere omaggio al Re del Pop, e ad assistere alle prove del suo ultimo tour nel film 'This is It', c'è chi accusa l'organizzazione del concerto (e molte persone vicine al cantante) di aver ignorato volutamente le sue disastrose condizioni di salute, durante le riprese.
Insieme al regista/scrittore anche i giovanissimi interpreti Giuseppe Maggio e Veronica Olivier che ci raccontano la loro esperienza sul set.
Attraverso la storia di Caro, delle sue amicizie e dei suoi amori, Moccia traccia un ritratto generazionale, portando in superficie le ansie e le difficoltà dell'età più difficile di tutte, quella dell'adolescenza.
Documentario poetico e toccante su un centro per l'infanzia che nel cuore di Roma diffonde i valori della convivenza e della multiculturalità, 'Sotto il Celio azzurro' diventa il simbolo di un nuovo modo di ripensare l'integrazione.
Non solo un film tutto da ridere, ma anche qualche spunto di riflessione su questioni affrontate con leggerezza e sorprendente sfrontatezza da un protagonista assolutamente irresistibile.
Pochi giorni fa, il quarantesimo anniversario della prima trasmissione del Monty Python's Flying Circus. E oggi finalmente il debutto nelle sale di Parnassus, ennesimo progetto funestato dagli imprevisti e dalle avversità.
Un film fortemente fisico, caratterizzato dalla forza prorompente dei suoi protagonisti, mossi da una rabbia che li spinge continuamente allo scontro e che l'attenta regia provvede a cogliere con puntualità.
'A Serious Man' è l'ennesimo gioiello registico cui ci hanno abituato i fretelli Coen, un'opera grondante ironia nerissima e del tutto impietosa nei confronti della comunità che ritrae.
Tra gli eventi più attesi della quarta edizione del Festival di Roma, New Moon svela le sue carte con venti minuti mostrati in anteprima al pubblico della kermesse. Gli attori e la sceneggiatrice hanno incontrato la stampa per parlare di vampiri e licantropi.
Dalla regista di C'è posta per te, Nora Ephron, una divertente commedia tra i fornelli, l'amore e la carriera: Julie & Julia. Protagonista assoluta una superba Meryl Streep.
Il premio Oscar presenta a Roma Julie & Julia, in cui ancora una volta dà prova della sua magistrale capacità d'interpretazione. E si rivela una donna simpatica e ammiccante.
Fra cantautorato e rock d'autore, un soundtrack nobilitato dalla presenza di tre Beatles.
Al Festival di Roma è il giorno più atteso con l'evento New Moon, secondo capitolo della saga sui vampiri inaugurata da Twilight, ma oggi si celebra anche la carriera della diva Meryl Streep e si ride con la nuova commedia dei fratelli Coen.
Cinema verità nudo e crudo, metafora agghiacciante che evidenzia, mettendola in ridicolo, la violenza cieca di chi non pensa ma agisce per inerzia, mosso unicamente da becere ideologie che predicano il ritorno alla razza pura, bianca, che mirano a debellare qualsiasi focolaio di diversità e di innaturalità.
Margarethe Von Trotta realizza un ritratto sfaccettato di Hildegard von Bingen, focalizzandosi sia sulla sua emancipazione dalle gerarchie ecclesiastiche, sia sulla dimensione umana. Il film però finisce per non rappresentare l'affascinante storia della religiosa benedettina con adeguata forza visiva.
E' stato presentato tra gli eventi speciali della kermesse capitolina, avviatasi ormai al termine, l'interessante trilogia per la televisione dedicata allo Squartatore dello Yorkshire. A parlare della genesi del progetto il regista Julian Jarold e l'attore David Morrissey.
Un film scorrevole, che strappa più di qualche risata e che ha come unico scopo quello di raccontare in chiave caricaturale le brutture mediatiche cui la nostra televisione e i nostri giornali ci hanno ormai abituati e al contempo la grande tradizione 'familiare' italiana tirando in ballo un argomento, il matrimonio, che tra gli anni '60 e '70 si è reso protagonista di una pagina importante del cinema nostrano.
Il regista bolognese si prende la sua rivincita dopo l'esclusione dalla Mostra di Venezia sfilando sul red carpet del festival capitolino. Il suo nuovo lavoro, L'uomo che verrà, è stato presentato oggi alla stampa.
Le parole lasciano il posto alle immagini e alle sensazioni, sviando la ricerca di enfasi, andando invece a scavare con grande discrezione nell'umanità di coloro che in una guerra non hanno voce.
Film corale e musicale, Io, Don Giovanni di Carlos Saura segna la quinta collaborazione del regista spagnolo con il direttore della fotografia Vittorio Storaro: Settecento in puro stile rococò, scenografie fittizie, sipari lirici scandiscono la storia del libertino che un italiano e un austriaco resero famoso in tutto il mondo, eleggendolo inconsapevolmente a mito, ingombrante, della modernità.
Presentato al festival capitolino 'Io, Don Giovanni' di Carlos Saura, uno sforzo produttivo che ha provato la difficile strada del ricercato equilibrio tra musica e immagine, raggiunto grazie al contributo del premio Oscar Vittorio Storaro.
In un energico tourbillon d'irresistibili siparietti e di personaggi beckettiani, l'autore Bruno Podalydès torna al cinema con 'Bancs Publics', commedia francese all'italiana.
La nostra intervista al cast della nuova commedia di Luca Lucini che racconta la storia di quattro bizzarre coppie decise a convolare a nozze a tutti i costi e non sempre per amore. Protagonisti otto giovani attori tra i più brillanti del nostro cinema che vanno all'altare con due testimoni d'eccezione come Renato Pozzetto e Michele Placido.