Youtopia, Matilda De Angelis: "Per il film mi sono messa a nudo, ma ora sogno una supereroina"

Il film di Berardo Carboni ha richiesto grande preparazione, fisica e psicologica. La giovane protagonista ci racconta il percorso per interpretare Matilde e ci confessa le sue passioni.

A Berlino l'abbiamo incontrata raggiante shooting star, orgogliosa di rappresentare l'Italia ("Tra le ragazze sono l'unica con i tacchi alti, siamo il paese della moda così sono vestita Fendi") nella manciata di giovani talenti europei pronti a conquistare l'industria cinematografica. Adesso la ritroviamo in sala con un film delicato e complesso, Youtopia, che farà certamente discutere. Matilda De Angelis si è affacciata al mondo della recitazione quasi per caso, ma adesso fa sul serio. Dopo aver conquistato tutti nel ruolo della pilota in erba in Veloce come il vento, Matilda si è misurata con personaggi diversi fino ad approdare a Youtopia di Berardo Carboni dove interpreta Matilde, adolescente che decide di vendere la propria verginità sul web per aiutare la famiglia sommersa dai debiti.

Un primo piano di Matilda De Angelis

Un ruolo delicato, che ha richiesto alla giovane attrice bolognese un training specifico per superare le proprie inibizioni. "Non vedo l'ora di scoprire come reagirà il pubblico" ci confessa Matilda. "Questo è il mio secondo film da protagonista, dopo l'esperienza con Veloce come il vento volevo essere più cosciente di ciò che facevo, così ho lavorato a lungo con una acting coach che mi ha insegnato a stare nuda per giorni. La storia parla di una ragazza che vende la propria verginità on line per aiutare la famiglia a non perdere la casa, il personaggio mi richiedeva di stare nuda in tutti i sensi, di mettere a nudo le mie paure". Youtopia ha anche una componente virtuale molto attuale: "Matilde ha una doppia vita su una piattaforma virtuale chiamata Youtopia, ama un avatar, è un piccolo film sperimentale low budget, per me è una perla, ho adorato realizzarlo".

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Il connubio tra cinema e musica

Youtopia: un primo piano di Matilda De Angelis

Il ruolo di Giulia in Veloce come il vento ha lanciato la carriera di Matilda De Angelis, carriera nata per una pura casualità. Quando Matilda è stata suggerita a Matteo Rovere per il casting, lei era impegnata a fare tutt'altro. "Sono nata come musicista e cantante. Ho studiato musica fin da piccola quindi la musica è la base della mia formazione. Quando mi è stato proposto il copione, la mia preoccupazione vera era recitare. Non l'avevo mai fatto prima e credevo che non ci sarei mai riuscita, ma Matteo Rovere e Stefano Accorsi sono stati i miei angeli custodi".

Youtopia: Matilda De Angelis in un momento del film

Dopo il successo del film, Matilda De Angelis ha sospeso l'attività di cantate con i Rumba de Bodas, con i quali nel 2014 aveva anche inciso un disco, per dedicarsi alla recitazione a tempo pieno, ma la musica è ancora parte integrante della sua vita. "Per me è impossibile scegliere tra il canto e la recitazione, ho bisogno di fare entrambe le cose. La musica è una parte di me, cerco di scrivere e cantare nel tempo libero anche solo per me, non importa che il mondo lo sappia". La musica ha un ruolo centrale anche nel lavoro di attrice, visto che Matilda la usa per preparare i personaggi che le vengono affidati: "La musica è come una macchina del tempo, ti aiuta a passare da una sensazione all'altra o da un sentimento all'altro. Per Youtopia ho usato solo Radiohead per via del loro mood deprimente. Per Una famiglia ho usato gli Strokes, per Veloce come il vento ascoltavo il reggae perché mi caricava per guidare veloce. Ambra di Tutto può succedere è molto costruita, quindi ho usato Sia, musica deprimente, ma commerciale".

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"Recitare? È come andare in terapia"

Veloce come il vento: Matilda De Angelis e Stefano Accorsi in una scena del film

La carriera di Matilda De Angelis va a gonfie vele, l'attrice è consapevole del momento felice e ammette di cogliere le opportunità che le capitano perché sono uniche, ma la recitazione è anche uno strumento per raccontare qualcosa sul mondo e i suoi personaggi lo dimostrano. "Il cinema è lo specchio della società, è importante scegliere progetti e personaggi che dicano qualcosa al pubblico. Sono fortunata perché i miei personaggi mi hanno dato la possibilità di raccontare qualcosa al mondo, altrimenti questo lavoro diventa inutile". La recitazione aiuta Matilda anche in maniera personale. L'attrice ammette scherzosamente di non voler "spendere soldi da uno psicologo così recito. Recitare, come fare musica, mi aiuta a superare l'ansia che mi accompagna nella vita. Preparare un personaggio ti aiuta a processare elementi che fanno parte della tua interiorità, ma ti senti protetto perché non sei tu, è il personaggio. È una la fuga dalla realtà".

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Venezia 2017: Matilda De Angelis al photocall di Una famiglia

Dopo aver scelto la sua strada, o meglio, dopo essere stata scelta, Matilda De Angelis guarda con attenzione al suo futuro lavorativo e si prepara meticolosamente per le sfide che la attendono. D'altronde i modelli di riferimento a cui l'attrice bolognese guarda sono di tutto rispetto. "Ho tanti role model, ma se devo scegliere dico Cate Blanchett, è un'attrice di talento e una bellissima donna. E poi Marion Cotillard e Maya Sansa. Queste attrici hanno qualcosa in comune, la forza nello sguardo. Sono potenti, indistruttibili, vorrei diventare come loro". D'altronde il cinema in un modo o nell'altro era scritto nel destino di Matilda che ci confessa: "Il mio nome viene da Leon di Luc Besson. È il mio film preferito insieme a Big fish - Le storie di una vita incredibile di Tim Burton, ma non credo di poterne spiegare la ragione. Li amo e basta". E mentre affronta la sfida del grande pubblico come un ruolo difficile come quello in Youtopia, Matilda De Angelis ci confessa il suo sogno lavorativo: "Vorrei interpretare una supereroina. Mio padre, Lorenzo De Angelis, disegnava fumetti, ha studiato a Bologna con Andrea Pazienza. E un altro ruolo dei sogni, so che è strano dirlo, è calarmi nei panni di un transgender. Senza trucco sono uguale a mio fratello, so che posso interpretare un maschio".

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