Youtopia

2018, Drammatico

Youtopia: Cenerentola oggi è online

È interessante che anche dal cinema italiano arrivi un film che parli di reale e virtuale, di identità, di quello che comporta essere sempre connessi oggi. Il film di Carboni mescola i toni, aggiungendo un tocco di grottesco al racconto di una realtà molto dura. E si regge soprattutto sul volto e sul corpo di Matilda De Angelis.

Maurizio Ermisino
Youtopia: un primo piano di Matilda De Angelis

Matilde (Matilda De Angelis), diciotto anni, vive con la madre Laura (Donatella Finocchiaro), alcolizzata e senza un lavoro, e la nonna anziana e malata. La sua vita non le piace, e appena può si rifugia nel web. In un gioco virtuale, dove diventa un avatar, e conosce qualcuno che le piace. E in delle chat dove si spoglia per denaro. Quando capisce che in famiglia i soldi non bastano, e che il rischio è perdere la casa, decide di mettere all'asta, on line, la propria verginità. Anche Ernesto (Alessandro Haber), farmacista di sessant'anni sposato con un figlio, è spesso on line: per cercare emozioni forti, come sesso a pagamento. Le loro storie sono destinate a incrociarsi. È la storia di Youtopia, di Berardo Carboni, presentato in anteprima agli Incontri internazionali del cinema di Sorrento, e in arrivo nelle nostre sale il 25 aprile.

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Youtopia: Matilda De Angelis in un'immagine del film

Come Spielberg

Girato poco più di un anno fa, e scritto anche prima, Youtopia di Berardo Carboni (si era parlato di lui una decina di anni fa per il suo Shooting Silvio), nasce dall'esperienza di Volavola, film sperimentale del 2010 girato in un mondo virtuale, dove il regista aveva capito che, assumendo altre identità, tra i vari soggetti si creano dei rapporti particolari. Youtopia arriva in sala circa un mese dopo Ready Player One, il film di Steven Spielberg che, per alcuni aspetti, fa delle riflessioni molto vicine a quelle di Carboni. È una cosa molto interessante che anche dal cinema italiano arrivi un film, seppur molto diverso, che parli di reale e virtuale, di identità, di quello che comporta essere sempre connessi oggi.

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Youtopia: Matilda De Angelis in una scena del film

In entrambi i film la rete è spesso una fuga, un rifugio, forse fin troppo facile, da un mondo che non ci piace, ma al quale rischiamo di adattarci. Tanto abbiamo l'altro a portata di mano. Ed è interessante anche che, in un film italiano, si vedano sequenze animate che hanno in tutto e per tutto il linguaggio dei videogame di ultima generazione (i personaggi sono studiati con Luca Di Cecca, le animazioni sono di Umberto Salemi e le grafiche di Sheida Shabbaz). Un linguaggio colorato, esagerato, che contrasta volutamente con le immagini scarne, ordinarie, quotidiane della vita reale dei personaggi. I due mondi sono legati tra loro da un montaggio molto interessante, di Marco Spoletini. Se pensiamo che sul tema della rete e dell'identità, ormai vent'anni fa, il nostro cinema aveva riflettuto con un film intrigante e scarno come Viol@, è interessante capire dove sia arrivato oggi il nostro discorso su degli scenari che di solito sono appannaggio del cinema americano.

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Il mondo dopo Weinstein

Youtopia: Matilda De Angelis in un momento del film

Youtopia arriva in sala anche dopo che, in tutto il mondo occidentale, è scoppiato il caso Weinstein e la conseguente bufera sulle molestie sessuali. C'è anche tutto questo discorso, nel film, perché si parla anche del ruolo delle donne nella nostra società, della loro mercificazione, della riduzione a oggetto. Che molto spesso è una situazione non voluta. La rete, la condizione della donna, e le condizioni economiche di una fetta degli italiani sono i temi che fanno di Youtopia un film molto attuale. E anche un film coraggioso. Perché, per stile e toni, è lontano sia dal film autoriale che dalla commedia, che sono un po' i due mondi in cui vengono divise solitamente le nostre produzioni. E perché Carboni mescola nel modo giusto i toni, aggiungendo un tocco di grottesco che, se da un lato aiuta a sopportare una realtà che è molto dura, dall'altro entra naturalmente nella storia perché, in fondo, la vita è proprio così.

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Youtopia: Matilda De Angelis in un'immagine del film di Berardo Carboni

Una piccola Elizabeth Taylor

Youtopia: Matilda De Angelis e Donatella Finocchiaro in una scena del film

Se il cast è tutto perfettamente in parte, da Donatella Finocchiaro ad Alessandro Haber, fino a Luca Lionello e Pamela Villoresi (sono, rispettivamente, un prete e la moglie di Ernesto), il film si regge soprattutto sul volto e sul corpo di Matilda De Angelis, la giovane attrice che avevamo scoperto con Veloce come il vento di Matteo Rovere. La sua è una sensualità fragile e ferita, ed è perfetta per disegnare un personaggio perennemente in bilico tra cucciolo e donna forte. Una piccola Elizabeth Taylor di casa nostra, che affronta un ruolo con molto coraggio. Se in Veloce come il vento recitava soprattutto con il volto, e in gran parte del film era coperta da una tuta da pilota, in Youtopia recita molto anche con il corpo. È un salto importante per una giovane attrice, un mettere a nudo il corpo e l'anima che richiede un certo spessore. E Matilda De Angelis oggi è una delle giovani attrici più interessanti del nostro cinema. Cenerentola (vedete il film e capirete perché la citiamo) oggi sarebbe come la sua Matilde: non avrebbe una carrozza e delle scarpette di cristallo per fuggire, ma un pc, una webcam e delle cuffie. Il suo principe azzurrro probabilmente sarebbe un avatar. E il suo problema non sarebbe una matrigna, ma una madre con problemi economici.

Youtopia: Cenerentola oggi è online
Maurizio Ermisino
Redattore
3.5 3.5
Cinecittà World
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