Verrebbe da dire che anche gli americani, in streaming, copiano dai francesi. Cruccio e dibattito non solo italiano, dunque, se pensiamo a Ladies First di Thea Sharrock che, forte di un buon potenziale, rivede - spingendo su certi aspetti - Non sono un uomo facile, film del 2018 diretto da Eléonore Pourriat. La destinazione finale? Netflix. Format pre impostati di sicuro (?) appeal.
Con un appunto: il cinema d'intrattenimento contemporaneo ha ormai smesso di essere veicolo d'evasione per farsi, in modi discutibili, un deformato specchio della società. Nel farlo le strade spesso si confondono, come in questo caso: il problema fondamentale di Ladies First non risiede tanto nelle intenzioni quanto nella gestione dell'equilibrio, interdetto tra il grottesco e la critica sociale. Il risultato? Mmmm.
Ladies First: se il maschilismo si ritorce contro i maschi
Al centro del racconto troviamo il milionario Damien Sachs (Sacha Baron Cohen), che ha costruito la sua intera esistenza - e una solida carriera pubblicitaria - sull'oggettivazione del genere femminile. Damien è convinto di dominare il mondo, finché un incidente non genera un cortocircuito surreale: l'uomo si risveglia in un universo parallelo in cui i ruoli di potere sono totalmente invertiti.
In questa realtà per lui distopica, le donne occupano i vertici dei consigli d'amministrazione, molestano verbalmente i passanti per strada e a gestiscono la società con la stessa tossicità che Damien esercitava in ufficio. Spaesato e improvvisamente vulnerabile, l'ex predatore si ritrova a dover subire le discriminazioni quotidiane del mondo femminile, entrando in rotta di collisione (e di seduzione) con Alex Fox (Rosamund Pike), che rappresenta la sua esatta controparte.
Una commedia molto indecisa
Al netto dell'idea originale, vedendo Ladies First tornano in mente capostipiti come What Women Want o _A proposito di Henry. Chiaro, altra categoria, ma qui come lì viene a galla tutta la visione maschio-centrica della società. Una visione volutamente estremizzata (ma fino a un certo punto) che poi, per mezzo di un trauma casuale, porta alla successiva catarsi che cambia i paradigmi. Lo schema è questo. In mezzo, e come spesso accade, il problema è nel tono, o nel modo in cui si portano avanti certe scelte, fotografando un sistema spregiudicato che, grazie al cinema, può essere ribaltato.
Come? Attraverso la satira e la comicità (due cose diverse, da non confondere). In questo senso Ladies First, nella solita pulizia estetica che indirizza molti titoli Netflix (e più in generale quelli streaming), non è né l'uno nell'altro, mettendo in serie una lunga scia di luoghi comuni a favore di sketch, diventando incredibilmente più serio nell'ultima parte (a dirla tutta, sembra quasi un altro film).
Ladies First, commedia sociale, forse, oppure specchio di una realtà ottusa in cui la comunicazione tra generi è ridotta a slogan pubblicitari, intanto che poi la disparità aumenta e gli abusi, diretti o indiretti, diventano quotidiana routine. Il titolo, al netto dello scontro (tutt'altro che romantico) tra Sacha Baron Cohen e Rosamund Pike, più volte ripetuto, offre poco finendo per incastrarsi proprio nella sua ridondante e ingombrante seriosità (o meglio dire, finta comicità?), appesantendo un materiale di partenza interessante e, nemmeno a dirlo, di estrema attualità.
Conclusioni
Un cortocircuito dalle vibrazioni comiche dietro Ladies First. Che succede su un maschio tossico convinto si risveglia in un mondo al contrario, dominato dalle donne? Idea non originale, tuttavia funzionale. Peccato che, alla lunga, i lati satirici e comici si pieghino sotto un forzato schema serioso.
Perché ci piace
- Lo spunto iniziale.
- Due ottimi interpreti.
- Le sferzate sociali...
Cosa non va
- ... con una comicità che sembra non prendere il giusto slancio.
- Tutto pre-impostato.