Stanno tutti invitati tranne gli spettatori: Pio e Amedeo e il "non evento tv" per i 25 anni di carriera

Tre serate su Canale5 per celebrare un duo comico realmente esploso solo una decina d'anni fa e incapace di evolversi, tanto da non riuscire più neanche a dividere.

Pio e Amedeo conducono Stanno tutti invitati

Doveva essere l'evento televisivo della primavera Mediaset, con 3 prime serate e un fiume di ospiti a celebrare i 25 anni di carriera di Pio e Amedeo.
Invece Stanno tutti invitati, primo loro varietà dopo la seconda edizione di Felicissima sera del 2023, ha attraversato il mese di aprile senza scossoni, titoli, polemiche, galleggiando su un'inusuale calma piatta a cui Amedeo Grieco e Pio D'Antini non erano certamente abituati.

Come se, raggiunto il quarto di secolo, il corrosivo duo comico fosse entrato in un presente più addomesticato, meno necessariamente provocatorio, alla continua ricerca di uno choc televisivo che a lungo andare apparirebbe sempre più come gratuito.

Superospiti per un non evento

Belli Ciao
Belli ciao: una foto promozionale di Pio e Amedeo

Registrato alla ChorusLife Arena di Bergamo a fine marzo, Stanno tutti invitati è nato per celebrare Pio e Amedeo, ripercorrendo i momenti più significativi del loro percorso tra televisione, cinema e teatro.
Gli ospiti sono del calibro di Annalisa, Claudio Baglioni, Massimo Ranieri, Nek, Luigi Staco, Paolo Bonolis, Cristina D'Avena, Luca Argentero, Amadeus, Vanessa Incontrada, Umberto Tozzi, Gigi D'Alessio, Raf, The Kolors, Noemi, Lele Adani, Antonio Cassano, Nicola Ventola e Aleandro Baldi.

Puntate praticamente infinite, da 160 minuti l'una, tra monologhi, interviste, live musicali e sketch che hanno spaziato dall'Isola dei Famosi ai falsi invalidi versione Soliti Ignoti, passando per Chi ha incastrato Peter Pan, cartoni animati, podcast e travestimenti.

Tutto quanto, insomma, come già accaduto con Felicissima Sera tra il 2021 e il 2023, quando sembrava che Canale 5 avesse trovato l'Eldorado della comicità televisiva affidando a due ex Iene la prima serata della rete ammiraglia.
Ma ripetersi, è risaputo, è complicato, soprattutto dopo un inatteso exploit iniziale.

25 anni di carriera (?) e iniziare a sentirli

Oi Vita Mia Scena
Oi vita mia: una scena con Pio e Amedeo

Ciò che da subito stride, dinanzi a Stanno tutti invitati, è l'idea stessa di una celebrazione venticinquennale, perché agli occhi del grande pubblico Pio e Amedeo hanno poco più di una decina d'anni di carriera alle spalle.

L'arrivo su Rai2 è del 2011, con Stiamo tutti bene, per poi diventare Iene tra il 2012 e il 2015 e andare incontro al loro primo programma con Emigratis, nel 2016. Sono gli anni in cui Pio e Amedeo iniziano a ritagliarsi spazi importanti sulla scia di Checco Zalone, grazie alla loro ostentata sfacciataggine e cafonaggine.

Tanto dall'arrivare persino all'Ariston il 6 febbraio del 2019, come rumorosi ospiti della seconda serata del 69º Festival di Sanremo. A volerli è Claudio Baglioni, con il loro intervento che vola al 54,45% di share, picco di serata tra non poche polemiche.

Maria De Filippi drizza le antenne, carpisce la potenzialità del duo e li vuole come ospiti fissi del serale di Amici, fino al boom del 2021 con la prima edizione di Felicissima sera, che vola oltre i 4 milioni di telespettatori.

Facendo leva sul cosiddetto 'politicamente corretto' Pio e Amedeo snocciolano l'etimologia della parola "ricch*one" in prima serata, provando a normalizzarla attraverso una non richiesta 'auto-ironia' da parte di chi quotidianamente riceve il suddetto insulto, scatenando un'indignazione che fa da volano all'intera trasmissione.

Tutti ne parlano, Pio e Amedeo indossano gli abiti di moderni giullari caustici allergici alle cosiddette regole sociali e la loro carriera si impenna. Gennaro Nunziante, storico regista di Zalone, li dirige in Belli ciao e Come può uno scoglio tra il 2022 e il 2023.

Tornano poi in onda con una seconda edizione di Felicissima sera che non mantiene le aspettative, tanto da perdere un milione e mezzo di telespettatori rispetto alla prima stagione.

Da Oi Vita Mia a Stanno tutti invitati

Oi Vita Mia Amedeo Pio Lino Banfi
Oi vita mia: Lino Banfi con Pio e Amedeo

Ed è qui che Pio e Amedeo capiscono la necessità di prendersi una pausa, ricaricare le pile, dare la possibilità allo spettatore medio di sentirne la mancanza, di tornare a desiderarli. Fino al 27 novembre 2025, quando il duo comico sbarca al cinema con il loro primo film da registi, Oi vita Mia. Il successo è sorprendente con 9 milioni di euro incassati.

Mediaset subodora un potenziale nuovo trionfo e concede loro tre prime serate evento che proprio oggi, 16 aprile 2026, vanno incontro a un ultimo appuntamento contraddistinto dalle presenze di Belén Rodríguez, Sal Da Vinci, i Pooh e Selvaggia Lucarelli, sempre più donna Mediaset dopo l'approdo al Grande Fratello Vip come opinionista.

Ma ciò che tutti pensavano sarebbe potuto accadere, ovvero un nuovo bagno di pubblico a certificare la popolarità di Pio e Amedeo, si verifica solo in parte.
Perché Stanno tutti invitati sa di deja-vu, di replica seppur show inedito, con un canovaccio televisivo ampiamente già utilizzato dagli stessi due comici pugliesi, che al netto di un ricco prodotto televisivo pagano una scrittura zoppicante e rapidamente invecchiata.

Perché l'era del "non si può più dire niente" è stata abusata e superata a destra da una realtà in cui chiunque oramai dice qualsiasi cosa gli passi per la testa. Come continuare a fare comicità sul "politicamente corretto" quando l'uomo più potente del mondo esplicita tutto e il contrario di tutto più e più volte al giorno?

Come provare a essere taglienti quando neanche tra i Capi di Stato c'è più limite al pudore, al buongusto, alla decenza? Come pensare di 'scandalizzare' quando l'eccesso dialettico è diventato quotidiano politico, televisivo e istituzionale?

Ridondanza di una comicità che inizia a essere vecchia

Oi Vita Mia Pio Amedeo
Oi vita mia: Pio e Amedeo in un'immagine

Con un'unica serata tv evento Pio e Amedeo avrebbero potuto spremere il meglio da monologhi e sketch che se ripetuti per quasi 9 ore complessive inevitabilmente rischiano di apparire ridondanti, tanto da comprimere risate, annientare polemiche eventuali e portare il telespettatore medio a guardare altro, cambiando canale. Come puntualmente accaduto.

Grazie alla gentile concessione Rai di una concorrenza di fatto azzerata con il film tv Qualcosa di Lilla, la prima puntata di Stanno Tutti Invitati ha vinto la serata Auditel del 2 aprile con il 20% di share e 2.6 milioni di telespettatori.

Sette giorni dopo la musica è però subito cambiata grazie a Claudio Bisio e alla sua fiction Uno Sbirro in Appennino, partita con 4 milioni di telespettatori e in grado di far scivolare Pio e Amedeo al 17% di share con appena 2.2 milioni di telespettatori. Il loro peggior risultato in prime time su Canale5, dopo il flop del 2022 con la 4a edizione di Emigratis.

Uno sbirro in Appennino, recensione: la fiction RAI è ambiziosa (ma ancora imperfetta) Uno sbirro in Appennino, recensione: la fiction RAI è ambiziosa (ma ancora imperfetta)

Un campanello d'allarme nei confronti di una carriera che dopo un quarto di secolo dovrebbe provare a evolvere, maturare, cambiare registro, messa in scena e obiettivi, scrollandosi di dosso quella forzata impertinenza che pochissimi talenti riescono a saper gestire nel tempo, utilizzandola con voluta parsimonia. Citofonare Checco Zalone.