Flavio Insinna ai David di Donatello è la dimostrazione che si può sempre far peggio

Da anni la cerimonia di premiazione dei David di Donatello raschia un fondo del barile che parrebbe infinito, con conduzioni puntualmente criticate e ascolti sempre più in picchiata. Eppure basterebbe appaltare tutto a Geppi Cucciari.

Flavio Insinna e Bianca Balti conducono i David di Donatello 2026

Per quanto possa sembrare incredibile la cerimonia di premiazione dei David di Donatello, ovvero gli Oscar del Cinema italiano, riesce sempre e comunque a stupire, perché in grado di far rimpiangere l'edizione precedente. Quando si crede impossibile far peggio, Rai 1 sale sui pedali per superarsi, sbigottendo quei pochissimi spettatori che ogni anno cedono all'autolesionismo catodico di stagione.
Perché questi sono purtroppo diventati i David di Donatello, televisivamente parlando indigeribili.

L'insostenibile leggerezza dell'essere Flavio Insinna

Bianca Balti Insinna
Bianca Balti e Flavio Insinna ai David 2026

La 71esima edizione travolta dall'incontinenza verbale del conduttore Flavio Insinna non è riuscita ad andare oltre i 1.271.000 spettatori e uno striminzito 12.2% di share strappato oltre l'1:00 di notte.
Ma non è il disastroso dato Auditel a lasciare interdetti quanto la sua sfiancante diretta di oltre 3 ore, in grado di superare persino gli Oscar, e una conduzione totalmente fuori contesto, con Insinna mattatore assoluto in grado di parlare sopra chiunque, premiati compresi, prendendoli in giro, interrompendoli, mettendo loro fretta, nello sconcerto generale.

Bianca Balti, sua co-conduttrice, ridotta a valletta di baudiana memoria, con i poveri sei sceneggiatori di Le assaggiatrici derisi in lungo e in largo perché tanti, troppi, considerati i tempi lunghi della trasmissione. Che lo stesso Flavio ha ampiamente contribuito a diluire grazie ad un'infinità di inutili parole, inutili battute a cui rideva lui soltanto, aneddoti non richiesti e interruzioni continue.

Stupisce che nessuno dei premiati abbia saputo e voluto reagire, come accadde con Valerio Mastandrea quando nel umiliò in diretta nazionale Paolo Ruffini, era il 2014. Perché la storia dei David e dei suoi conduttori è quantomai infelice.

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L'epocale disastro di Paolo Ruffini

Dodici anni fa Paolo Ruffini diede forma a una delle cerimonie più criticate di sempre. Co-conduttore, insieme ad Anna Foglietta, diede della "topa meravigliosa" a Sophia Loren, sul palco perché insignita con un premio speciale, per poi scivolare sul premio alla carriera a Marco Bellocchio, a suo dire "reduce da un'esperienza americana, dove è stato scoperto dopo tanti anni".
Il maestro fu costretto a precisare che negli Stati Uniti sapevano chi fosse da mezzo secolo.

Una volta salito sul palco, Mastandrea fece a pezzi la conduzione di Ruffini con un indimenticabile intervento: "Facciamo un applauso per un altro che ci ha provato e non ci è riuscito? Succede a tutti. Poi c'è un periodo di sei mesi in cui ci si deprime a casa, il lavoro non va tanto bene, ma poi si riparte. Stai tranquillo. Perché un David quanto può cambiare la carriera di un attore? Un David non lo so, ma presentarlo so che può cambiare la carriera di chiunque".

Da Tullio Solenghi a Elena Sofia Ricci passando per Alessandro Cattelan

Alessandro Cattelan
Alessandro Cattelan

Ancor prima di Ruffini fu Tullio Solenghi, nel 2012, a gelare la sala. Dinanzi all'attrice Zhao Tao il conduttore ironizzò sul legame tra l'Italia e la Cina, sottolineando come la statuetta del David fosse prodotta a Taiwan, creando un momento di enorme imbarazzo tanto con l'interprete quanto con l'attrice.

Tra il 2016 e il 2017 è toccato ad Alessandro Cattelan condurre la cerimonia dei David, perché finita su Sky, con clamorosa gaffe nei confronti di Gian Luigi Rondi, all'epoca 94enne e storico patron del premio. "Fate in fretta, ha 94 anni. Ogni secondo può...", disse Cattelan suscitando non poco imbarazzo. Non contento, con l'intenzione di omaggiare Ennio Morricone il conduttore fischiettò un brano che non era del maestro premio Oscar bensì di Franco Micalizzi, che criticò Cattelan definendolo impreparato.

Nel 2018, dopo la prima esperienza del biennio 99/2000, ha preso forma il regno di Carlo Conti, durato 7 edizioni. Il metronomo fiorentino ha condotto la cerimonia di premiazione in solitaria per 4 anni, per poi cedere alle co-conduzioni femminili di Drusilla Foer e Samira Lui, Matilde Gioli, Alessia Marcuzzi e Fabrizio Biggio.

Mai una freddura, una battuta irriverente, l'algido Conti ha sempre condotto la nave dei David con mano ferma e istituzionale (ma soporifera), con le associazioni di scenografi, costumisti, montatori e tecnici del suono che nel 2024 protestarono per la consegna dei premi in momenti separati dalla diretta principale, considerandola una mancanza di rispetto.
Epocale la sfuriata dello scenografo Sergio Ballo, che accusò la Rai di "tirchieria" per aver dato un solo David a due premiati, costretti ad aspettare l'annuncio sopra una scala di scena "alla Wanda Osiris" e non in sala insieme a tutti gli altri.

Nel 2025, per la 70esima edizione, la conduzione è stata inspiegabilmente affidata a due non conduttori come Elena Sofia Ricci e Mika, con risultati ancora una volta criticati sul piano prettamente televisivo tra gaffe e mancanze. Come dimenticare l'ospitata di Timothée Chalamet, premiato con un David speciale e accolto sul palco senza traduzione simultanea?

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David 2027, chi chiamare a condurli?

Geppi Cucciari
Locandina di Geppi Cucciari

Con il ritorno di Flavio Insinna in prime time su Rai 1 sembrava che i David volessero tornare a una conduzione più 'tradizionale'. Se solo l'ex conduttore di Affari Tuoi non sia da sempre un fiume in piena, incapace di distinguere l'improvvisazione teatrale - in cui sicuramente eccelle - dalla diretta televisiva.
Un conduttore che consapevolmente sgomita per far suo il centro della scena persino dinanzi a un discorso di ringraziamento, momento solenne che in qualsiasi altra cerimonia di premiazione al mondo nessuno mai penserebbe di interrompere, intromettendosi.

Le espressione quasi schifate di Paolo Sorrentino, ripetutamente chiamato in causa da Insinna durante la serata, sono immancabilmente diventate virali sui social, con il regista di La Grazia inizialmente sorridente ma pian pianino sempre più infastidito da una conduzione completamente fuori controllo.

Ma chi chiamare a condurre i David del 2027? Un nome c'è e sarebbe perfetto, come ampiamente dimostrato negli anni. Geppi Cucciari. Già memorabile conduttrice del Premio Strega, Cucciari ha tutto per rendere i David di Donatello finalmente piacevoli, scorrevoli, irriverenti, intelligenti, grazie anche a una scrittura televisiva che al momento non ha eguali.
Autentica forza della natura, e nel 2025 candidata come migliore attrice non protagonista per Diamanti di Ferzan Ozpetek, Cucciari potrebbe diventare la nostra Ellen DeGeneres in salsa Academy.

Se solo la Rai capisse la reale importanza di un evento che dovrebbe celebrare il Cinema italiano, senza continuare a umiliarlo attraverso un'improbabile diretta al via in 2a serata, con chiusura notturna e conduttori il più delle volte apparsi impreparati, inappropriati e discutibili.