Dopo l'incredibile successo di Hanno ucciso l'Uomo Ragno, Sky torna a portarci negli anni '90 degli 883 con Nord Sud Ovest Est, la seconda stagione della serie che ne racconta la storia leggendaria in onda e in streaming su NOW dal 9 ottobre. E lo ha fatto anche materialmente, allestendo la location in cui ci ha accolti per l'attività stampa e relativo party completamente a tema: la Cadillac e il background del celebre video americano della canzone che dà il titolo alla stagione, la cameretta densa di oggetti del periodo e videogiochi, tanti dettagli iconici. E la tavernetta in cui Max e Mauro suonavano, che ha fatto da sfondo anche alla nostra intervista con i protagonisti Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli insieme a Davide Calgaro ed Edoardo Ferrario, che danno vita rispettivamente a Cisco e Pier Paolo. Con loro abbiamo parlato di pressioni ed emozioni per una stagione così attesa.
Dalla sceneggiatura al set: la pressione del "secondo album"
Seconda stagione che racconta un secondo album e ha proprio quel sapore, quelle stesse aspettative e pressioni. Come è stato per i ragazzi tornare sul set? "Le aspettative erano molto alte, quindi c'era la tensione di dover essere all'altezza di una serie che era piaciuta moltissimo" ha confermato Edoardo Ferrario, "personalmente, quando ho letto le sceneggiature ho pensato: 'Madonna che bello, è fighissima anche questa!', perché ti rendi conto subito del valore di qualcosa in cui reciti. Dopo aver letto ho pensato di non veder l'ora di iniziare a girare, perché in questa stagione ci sono cose addirittura ancora più belle della prima, anche se poi deciderà il pubblico."
Sul valore degli script, ancor prima di andare a girare, arriva la conferma anche di Matteo Oscar Giuggioli che interpreta Mauro Repetto: "Questa serie è bellissima da leggere. Da vedere è molto bella, ma da leggere secondo me è micidiale." Tanto che "forse dovrebbe uscire come libro!" ha aggiunto, facendo nascere una splendida suggestione: "Infatti, bisogna valutare questa cosa: copertina rigida, una roba fatta bene" ha aggiunto Ferrario, sottolineando che "quando c'è quell'entusiasmo già nella lettura, dici: 'Vabbè, non vedo l'ora di vederla realizzata'. È già metà dell'opera."
E c'è qualcosa che dalla carta allo schermo ha addirittura guadagnato punti? "A quel punto sei tu in prima persona che cerchi di dare vita a quello che hai letto," ha detto Elia Nuzzolo, "quindi è anche difficile rendersi conto. Però vedendola siamo molto soddisfatti: è un risultato ottimo."
Le scene chiave e le emozioni di Nord Sud Ovest Est
Un risultato ottimo, come abbiamo sottolineato anche nella nostra recensione di Nord Sud Ovest Est, con il pubblico che contava i giorni per tornare nel mondo degli 883 e dei loro anni '90. Qual è il momento che li ha più emozionati di questo nuovo cammino? "Inevitabilmente si arriva al momento della separazione, che è un momento forte" ha detto Elia Nuzzolo che interpreta Max Pezzali, "oltre a quello, la cosa più divertente ed emozionante per me è stata il rapporto con Silvia che torna in forma di 'fantasma'. Essendo stato Max molto legato a lei, doverla vivere in questo modo assurdo è stato divertente, emozionante e una cosa del tutto nuova."
Diverso il ruolo di Ferrario nei panni del produttore Pier Paolo: "Io ho dovuto gestire la tensione. È stato emozionante girare le scene in cui cercavo di gestire il rapporto tra loro due e l'arrivo di elementi insospettabili. Nel mio ruolo da 'fratello maggiore' è stato ancora più emozionante in questa seconda stagione." Lo stesso, delicato, momento della separazione è quello che ha emozionato di più anche Matteo Giuggioli: "C'era una scena in particolare che mi era piaciuta molto: Mauro ha già iniziato a covare qualche dubbio sulla sua presenza o assenza nel gruppo e inizia ad arrivare in ritardo. A un certo punto arriva in tavernetta e dice che deve andar via. Max gli chiede: 'Poi ci vediamo dopodomani?', e Mauro gli risponde di no. Si sente che entrambi provano una cosa che non riescono a dirsi. Parla della storia di due uomini che non riescono a dirsi determinate cose e che, se se le fossero dette, magari sarebbe andata diversamente."
Emoziona molto anche il pensiero di Davide Calgaro che interpreta la figura quasi mitologica di Cisco: "Non ho una scena in particolare, ma il momento di accettazione da parte di Cisco della sua vita tranquilla mi è piaciuto molto. Ho pensato che mi piacerebbe apprendere questa caratteristica."