Grey’s Anatomy 18, intervista a Richard Flood: “In Italia mi sento a casa"

La nostra intervista a Richard Flood, l'attore irlandese che in Grey's Anatomy interpreta Cormac Hayes, soprannominato McWidow, interesse amoroso della protagonista Meredith Grey e che sarà centrale nel midseason finale, il 12 gennaio su Star di Disney+.

INTERVISTA di 12/01/2022
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Grey's Anatomy: Richard Flood ed Ellen Pompeo in una scena della serie

Cormac Hayes (Richard Flood) in Grey's Anatomy è un grande protagonista del midseason finale della diciottesima stagione, disponibile dal 12 gennaio 2022 in Italia su Star di Disney+. Diciottesima che ora sappiamo non sarà l'ultimo atto per Meredith & Co., dopo l'annuncio del rinnovo per una 19esima stagione. Hayes. Abbiamo incontrato su zoom l'attore che lo interpreta, Richard Flood, sposato con un'attrice italiana, Gabriella Pession, che ha fatto capolino nello spin-off del serial, Station 19, come ex di un'altra italiana del cast, Stefania Spampinato. Flood è stato presentato come possibile nuovo interesse amoroso di Meredith (Ellen Pompeo) nella sedicesima stagione, mandato da Cristina e soprannominato McWidow, perché vedovo con due figli, proprio come la dottoressa protagonista. Col tempo però i due sono diventati più dei reciproci confidenti, che riescono a darsi preziosi consigli proprio in virtù del loro vissuto simile, proprio come emerge da questa intervista a Richard Flood.

La tristezza e il dolore di Cormac Hayes

Richard Flood infatti ha raccontato come per lui sia innanzitutto un bravo medico. Ed è anche coraggioso, compie delle scelte che lo possono mettere in pericolo per il bene dei suoi pazienti, è molto dedicato a loro e ai suoi colleghi: "Forse una cosa che gli rimprovero è di non riuscire a lasciar andare il passato, ma per riuscire ad andare avanti deve imparare a farlo. Altrimenti è destinato a vivere nel dolore e nella sofferenza. Mi piacerebbe trovasse un po' di felicità".

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Ma cosa hanno in comune? "Non molto (ride), credo lui sia più saggio. È sensibile come me, anche il suo essere irlandese come me è una forte identità che mi porto dietro anch'io. Abbiamo però un ritmo differente: io sono più lento e controllato nelle mie decisioni, lui avendo a che fare quotidianamente con la vita e la morte è più frenetico". Tra irlandesi e scozzesi c'è una naturale affinità e infatti il collega che per primo lo ha aiutato ad ambientarsi quando è arrivato sul set è stato Kevin McKidd, che interpreta Owen nella serie, e dirigeva l'episodio quella settimana: "Poi scompare velocemente l'enormità del tutto, sei nella tua scena e tutto si ridimensiona facilmente. Non è diverso da altri set su cui sono stato in fin dei conti, piccoli o grandi che siano non conta, il lavoro è lavoro".

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Cormac & Meredith

Ma quindi quale destino per il Dr. Hayes e Meredith (Ellen Pompeo)? "È la domanda che mi fanno più spesso ma non saprei, non me lo dicono! (ride) Credo sia innegabile che hanno una chimica e un'attrazione reciproca, e una storia simile alle spalle. Ma il tempismo è stato finora sempre il loro più grande nemico" per poi aggiungere: "D'altronde mi dicono davvero poco sul futuro della serie e ci concentriamo sulla stagione in corso, ma per quanto riguarda il mio personaggio posso dire che i prossimi episodi gli daranno delle scelte importanti da fare per la sua vita. Non posso dire di più altrimenti finisco nei guai (ride)". Ma com'è stato entrare come interesse amoroso della protagonista in uno show così storico? "Significa molto anche perché vuol dire essere un elemento importante dello show, soprattutto ora dopo tre stagioni. Cerco di non pensarci troppo però (ride) ma di interpretare il personaggio nel modo più veritiero possibile e riuscire a trasmettere questa autenticità al pubblico. È una serie enorme, con un grande cast corale di cui è molto emozionante far parte". Aggiunge infine: "Senti inevitabilmente la pressione ma bisogna non pensare alle dimensioni del progetto, a quanti milioni di persone lo guardano ogni settimana e come si lasciano influenzare da esso, ma bisogna fidarsi degli sceneggiatori e interpretare le scene nel miglior modo possibile, i fan per strada sono molto cari e generosi alla fine e sono grato per quest'esperienza".

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Il rapporto con l'Italia

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Station 19: una scena con Gabriella Pession

Hai incontrato tua moglie Gabriella Pession sul set di Crossing Lines ed è stata una guest star in Station 19 nei panni della ex di Carina. Com'è il tuo rapporto con l'Italia?

L'Italia è... come si dice, nel mio cuore (detto in italiano, ndr). Adoro il vostro Paese e ci ho vissuto per vari periodi della mia vita e spero di tornarci presto sinceramente. Mi piacerebbe proprio viverci e lavorare lì. Il modo di vivere, le persone, la cultura, il paesaggio con il mare e la montagna, la città più bella del mondo come Roma o location suggestive come la campagna toscana. L'Italia è una parte essenziale della mia vita e Gabriella dice spesso che ero probabilmente italiano in una vita precedente (ride) perché mi sento davvero a casa quando sono in Italia, più di qualunque altra parte del mondo.

Il successo di Grey's Anatomy

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Grey's Anatomy: Richard Flood e Kevin McKidd in una scena della serie

Richard Flood è stato prima uno spettatore e poi un interprete in Grey's Anatomy, quindi avendo un doppio punto di vista quale sarà il segreto del successo per un medical drama così longevo e così amato dopo 18 anni? "Mi piacerebbe molto saperlo perché così potrei scrivere io una serie che vada avanti per così tanto tempo (ride). Penso perché si tratta di personaggi molto umani e reali, a un livello di vita e morte tanto professionale quanto personale per loro, quindi anche le loro relazioni e la loro vita inevitabilmente risentono di questo. È un medical drama ma con le storie al livello più umano possibile, quindi il pubblico può vederci specchiate le proprie vite e le proprie situazioni ed esperienze, ed ecco perché si connettono così tanto con i personaggi".

Le serie tv ai tempi del Covid-19: come la tv generalista affronta la pandemia

Essendo un medical drama sulla tv generalista, non ha potuto non affrontare la Covid-season durante la pandemia (la stagione 17, ndr): "È stata un'esperienza davvero complicata sia a livello lavorativo che emotivo. Anche a livello di performance era particolarmente difficile riuscire a connettersi con gli altri attori a livello emotivo, con quelle enormi maschere che dovevamo portare quasi tutto il tempo, e non potevamo sentirci ma dovevamo indossare un microfono per parlare. Fin dall'inizio c'è stata una grande domanda nella writers room sul raccontare o meno storie che riflettessero ciò che stava accadendo per davvero nel mondo e alla fine hanno optato per farlo, e personalmente sono pienamente d'accordo con questa scelta. Forse per alcuni serial come questo potevano essere un modo per staccare e non pensare a ciò che stava accadendo nella loro vita ma si tratta del medical drama più importante in onda e questa è la crisi medica più grande degli ultimi decenni, quindi avevamo una responsabilità secondo me nel raccontarla sullo schermo e spero che siamo riusciti a umanizzare alcune delle storie che vediamo nei notiziari ogni giorno". La serie mostra anche le brutture del sistema sanitario americano: "La sanità pubblica è sicuramente un grande problema negli Stati Uniti, perché si tratta di un business, rispetto alla tradizione europea, e sottolinea molti problemi che la società sta affrontando, come i senzatetto, e le persone con problemi mentali che non riescono ad avere accesso alle cure di cui avrebbero bisogno. Se non hai un lavoro, non hai accesso all'assistenza sanitaria, è un circolo vizioso. Il sistema andrebbe ripensato, ma è una domanda troppo complessa per un semplice attore come me. Posso dire che è una delle differenze più sostanziali che ho notato fra la cultura europea e quella americana".

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Essere un genitore single

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Grey's Anatomy: Richard Flood in una foto di scena della serie

Il tuo personaggio sta avendo non pochi problemi con i figli adolescenti che devono affrontare il post-Covid. Ci puoi dire qualcosa di più a riguardo?
Sì, è una storyline del mio personaggio che amo molto e che speravo venisse approfondita. Cormac è un padre single con due ragazzi adolescenti in mezzo a una pandemia globale ed è un ruolo quasi impossibile da ricoprire. Gli adolescenti sono sempre difficili ma se sei da solo lo è ancora di più. Il mio personaggio sente ancora di più la distanza fra lui e i figli al momento rispetto a prima, perché stanno crescendo e stanno affrontando non solo le proprie trasformazioni ma anche un evento così singolare come il virus, e questo ha avuto un effetto negativo soprattutto su uno dei due. Spero che continueremo a portarla avanti per vedere di più il loro rapporto e in che direzione andrà.

C'è una scena del tuo personaggio che ti è rimasta nel cuore?

C'è una scena proprio nella scorsa stagione, durante una protesta per il Black Lives Matter, mentre stavano avvenendo anche nella realtà, e i miei due figli nello show sono neri, ho sentito di essere in un posto nella storyline molto intenso. Cormac viene ferito durante la protesta ma alla fine dell'episodio parla ai suoi ragazzi perché inizialmente non voleva partecipassero alle proteste per paura che fosse pericoloso per loro: 'è importante che vi battiate per ciò in cui credete, e io sarò al vostro fianco' è stato molto intenso e toccante perché gli ha parlato come se fossero adulti e non i suoi 'bambini'. Ma in realtà ogni qualvolta c'è un caso e Cormac ha a che fare con dei bambini, anche se si tratta di finzione è particolarmente emozionante e significativo. E negli episodi che verranno ci saranno situazioni di vita e di morte molto importanti.

Quest'intervista a Richard Flood non poteva che finire con un suo "Ciao" in italiano!