Grey's Anatomy 17 e Station 19 4, la recensione del crossover: black “young” lives matter

La recensione degli episodi 6 di Grey's Anatomy 17 e 5 di Station 19 stagione 4: le serie di Shondaland si incrociano per denunciare la discriminazione razziale in America.

RECENSIONE di 09/02/2021
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Station 19: una foto di scena della quarta stagione

Prima di iniziare la nostra recensione del crossover di Grey's Anatomy 17 e di Station 19 4, in onda in prima serata su Fox, canale 112 di Sky, constatiamo quella che ormai è una certezza: le serie create dal genio di Shonda Rhimes e la sua Shondaland non si incrociano mai per il gusto di farlo ma sempre per sottolineare ed affrontare un tema scottante d'attualità. Era stato così già per il primo crossover di questa stagione, la 17 per Grey's Anatomy e la 4 per Station 19, la ragione era l'impatto del Covid sugli operatori sanitari, sui vigili del fuoco, su tutte le strutture che operano da sempre per proteggere e curare i cittadini. Focus di quell'incrocio tra i primi due episodi di Grey's Anatomy 17 e l'inizio della stagione 4 di Station 19, erano i ragazzi, gli adolescenti, tra i più colpiti emotivamente dalla pandemia, bloccati in un momento di vita dove dovrebbero essere là fuori a sperimentare il mondo. Questa volta, per questo crossover, Grey's e Station 19, tornano ai giovani ma soprattutto alle giovani adolescenti afro-americane, per ricordare che le Black lives contano, che la polizia continua ad applicare due pesi e due misure nei riguardi della popolazione afro-americana e soprattutto che le giovani donne afro-americane sono costanti vittime di rapimenti, tratta di esseri umani e sfruttamento sessuale.

La paura di crescere in una società razzista

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Station 19: una concitata scena della stagione 4

Rigorosamente in ordine cronologico, secondo lo scorrere degli eventi, ripercorriamo, a partire dall'episodio 4x05 di Station 19 dal titolo Fuori Controllo, il viaggio nella società americana e le sue contraddizioni che questo crossover ci permette di fare. Tutta la squadra di vigili del fuoco del distretto 19 è pronta a passare un po' di tempo insieme leggero e di qualità a casa del capitano Maya Bishop (Stacy McKee), non potendo prendere il solito drink al bar. Unico assente è Ben Warren (Jason George), uno dei collegamenti iniziali tra Grey's Anatomy e il suo secondo spin off Station 19 proprio in quanto marito di Miranda Bailey, primario di chirurgia del Grey's Sloan Memorial. Ben è infatti in cammino verso casa per portare la bruttissima notizia ai suoi figli della morte improvvisa per Covid della loro nonna materna (come avevamo visto nell'episodio 17x05 di Grey's). A disturbare l'armonia del gruppo, le grida di aiuto di una donna fuori dal cortile della casa, verso cui la squadra di pompieri corre subito in soccorso. Si scopre che la figlia della donna potrebbe essere stata rapita insieme all'amichetta da un signore di mezza età che vive nella casa accanto a quella di Maya Bishop. Fidarsi di un dispositivo di tracking con cui la madre ha rintracciato la figlia o aspettare l'intervento della polizia che ha ignorato le chiamate della donna? Le cose trascendono ben presto. Scopriamo nostro malgrado quanto sia frequente che la polizia ignori le denunce di una donna afroamericana quando a sparire sono adolescenti nere che agli occhi della società vengono considerate meno importanti. Nell'attesa di sfondare la porta ed entrare contro la legge, è proprio Dean Miller( Okieriete Onaodowan), papà di una bimba, a ricordare le tristi ed angoscianti statistiche: il 40% di tutte le vittime di traffico sessuale sono giovani ragazze afroamericane e sono sempre loro, nel 50% dei casi a subire spesso abusi sessuali. Apprendiamo tutto questo accogliendo questi dati con la stessa incredulità del tenente Gibson, che ascolta inerme mentre attorno a loro la disperazione la fa da padrone.

Grey's Anatomy: I 10 migliori episodi della serie

Black Lives matter

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Station 19: un'immagine della stagione 4

La brutalità della polizia nei confronti della popolazione afro-americana, gli omicidi, la violenza che hanno fatto nuovamente insorgere il movimento Black Lives Matter è in Station 19 prima e Grey's Anatomy poi, più evidente che mai quando, ad alimentare il dramma delle due ragazzine rapite, ci pensa l'arrivo della pattuglia di polizia. Incuranti delle urla, delle ragioni delle due madri delle ragazze, l'unico gesto di comprensione dei due poliziotti è destinato all'uomo che li ha chiamati, il presunto rapitore, disturbato dagli schiamazzi fuori da casa sua. E non finisce qui, i poliziotti continueranno letteralmente a maltrattare le due donne fino a condannare chiunque li ostacoli, anche quando i fatti proveranno che le ragazze erano state effettivamente rapite e segregate in attesa di essere vendute ad un trafficante di bambini. Impotenza e rabbia sono i sentimenti dominanti nello spettatore e immaginiamo questo valga sia per chi questa discriminazione la vive ogni giorno sia per chi semplicemente vi assiste inerme. Station 19 è più a fuoco che mai nel trasmettere sensazioni e messaggi forti ed efficaci che dimostrano quanto neanche il Covid e il dolore che sta portando, abbiano il potere di rendere le persone migliori, compassionevoli, rispettose.

La lingua dei soldi

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Grey’s Anatomy 17: un'immagine della diciassettesima stagione

È con l'arrivo delle due ragazze al Grey Sloan Memorial Hospital che si aprono le porte dell'episodio della Mid-Season finale di Grey's Anatomy, Non c'è tempo per la disperazione. Meredith è in via di ripresa e così anche il Dottor Koracick (Greg Germann) mentre l'ospedale è diventato una struttura quasi interamente adibita a trattare i pazienti Covid, con persino la caffetteria ormai convertita ad accoglienza e triage per il virus. Va "spoilerato" che le ragazzine sono riuscite a farsi salvare dai vigili del fuoco e far notare la propria effettiva presenza in casa del trafficante, grazie ad un fuoco appiccato nel ripostiglio prigione dove erano intrappolate. Per questa intossicazione da fumo vengono ricoverate e con loro, accolto con disprezzo da tutto il personale ospedaliero, anche il rapitore. Ad occuparsi di una delle ragazze è Jackson Avery (Jesse Williams), colpito per ovvie ragioni dalla vicenda. Il dottore investe tempo, cura e soprattutto soldi nel rimediare alle ingiustizie subite dalle ragazze e le loro madri a causa della negligenza e discriminazione della polizia locale. Felicia Pride, sceneggiatrice di questo episodio, regala a Jackson, una frase che arriva come una coltellata all'America delle grandi possibilità e delle grandi contraddizioni: "Sono i soldi ad aver risolto la situazione, è l'unica lingua che questo paese comprende". Le serie firmate Shondaland e capitanate da Krista Vernoff non perdono occasione, come avevamo già sottolineato in passato, per creare un buon mix tra l'intrattenimento puro dal ritmo dinamico e crescente e una critica a tutto tondo della società americana.

L'inequa scure del Covid-19

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Grey’s Anatomy 17: una scena della stagione diciassette

Né Station 19 né Grey's Anatomy dimenticano mai l'atmosfera dentro cui le ingiustizie raccontate, stanno avendo luogo. Quella intrisa e viziata da un virus che prima o poi colpirà tutti i nostri cari e che, come evidenziato soprattutto dal medical drama, è stato trattato con negligenza dal governo americano. A questo proposito facciamo un'ulteriore scoperta: il virus sta facendo il doppio dei morti tra la popolazione afro-americana. Ad informarci di ciò è questa volta la dottoressa Maggie Pierce (Kelly McCreary) in un discorso fatto ad Amelia Shepherd (Caterina Scorsone) che è stato ripreso interamente anche in un articolo sul crossover, pubblicato da Variety e che recita: "Voglio indignazione per il fatto che noi donne afroamericane siamo viste come disponibili e quasi mai come vittime innocenti. Nel frattempo siamo continuamente vittime di abusi sessuali e fisici e le percentuali fanno orrore. Ed ora c'è una peste, una piaga che uccide gli afroamericani ad un tasso che dovrebbe far indignare tutti. Se il Covid stesse uccidendo bianchi con la stessa intensità, scommetto che indossare la mascherina oggi sarebbe obbligatorio per legge". Vale la pena ricordare che questo episodio, negli Stati Uniti, andava in onda il 17 Dicembre 2020, prima che il neo-presidente Joe Biden prendesse in mano la gestione del paese, del controllo della pandemia e imponesse le mascherine obbligatorie.

Le serie tv ai tempi del Covid-19: come la tv generalista affronta la pandemia

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Grey’s Anatomy 17: una scena della diciassettesima stagione

La mid-season finale di Grey's Anatomy ci ha dato una bella lezione di realtà impattante e crudele sullo stato dell'arte negli Stati Uniti e ci dà appuntamento al prossimo episodio, previsto per l'11 marzo ( così come il 4x06 di Station 19) non prima di aggiungere due bei cliffhanger come non si vedevano da tempo: Meredith peggiora improvvisamente e viene attaccata al respiratore, tornando con la mente, di fatto, a quella spiaggia dove ha incontrato il suo Derek e Il dottor De Luca rivede fuori dall'ospedale la stessa donna responsabile del rapimento di una ragazza sua paziente e decide di seguirla. Per citare Meredith: "a volte, quando pensi di essere sopravvissuto alla tempesta, ti rendi conto invece di essere semplicemente di essere nell'occhio del ciclone". Attendiamo l'11 marzo per scoprire cosa Krista Vernoff ha in serbo per i suoi protagonisti.

Conclusioni

A fine recensione del crossover tra Station 19 4x05 e Grey’s Anatomy 17x06, affermiamo con la stessa fiducia dell’inizio che il modo con cui Shondaland e la showrunner Krista Vernoff, fanno “incrociare” le loro serie risulta sempre intelligente e di grande impatto narrativo, televisivo ed anche politico. Il tema delle Black Lives matter e la costante discriminazione subita dalla popolazione afro-americana all’interno di un paese all’apparenza pieno di possibilità e di libertà come gli Stati Uniti qui viene declinato con una forza e una varietà di sguardi, dati proprio dai diversi contesti culturali in cui si muovono i protagonisti delle due serie. Accogliamo dunque con fiducia e grandi aspettative eventuali futuri crossover, sicuri della loro consolidata e guadagnata efficacia.

Movieplayer.it

4.5/5

Voto medio

3.2/5

Perché ci piace

  • Porta avanti le narrative specifiche dei due show, pur concentrandosi su una tematica importante.
  • Dona pluralità di sguardi sull’argomento che tratta, grazie ai diversi contesti culturali dei protagonisti delle due serie.

Cosa non va

  • Lascia poco spazio alle storie personali a favore di macro-tematiche importanti e potrebbe allontanare chi guarda questi show per distrarsi dall’attualità.