Il terzo tempo racconta una storia semplice, ma lo fa con genuinità. Miscela bene i diversi temi della storia, lo sport, il sociale e l'inevitabile storia d'amore del protagonista, ma manca di quel tocco di originalità che potesse impedire la sensazione di già visto.
Alla Mostra del cinema di Venezia è il giorno del thriller in concorso diretto da Kelly Reichardt, incentrato sull'ecoterrorismo e interpretato dai due giovani attori insieme a Peter Saarsgard.
Lorenzo Richelmy e Margherita Laterza, con regista e produttori del film, hanno presentato a Venezia Il terzo tempo, prodotto da Filmauro e presentato nella sezione Orizzonti.
Aiutata dalle buone performance di tutti gli attori, in primis Ahu Türkpençe e Lale Başar nei rispettivi ruoli di Ferida e la madre, la regista/sceneggiatrice riesce a tratteggiare dei personaggi non banali e a donare a ciascuno di essi un percorso di crescita plausibile.
Il nuovo film di Kelly Reichardt, che conferma la sua predilezione per le ambientazioni rurali e i personaggi sradicati, affronta i temi dell'ecologia e dell'estremismo, facendoli poi sfumare in una più generale trattazione del senso di colpa.
Il regista svedese adatta per il grande schermo la graphic novel biografica scritta dalla moglie Coco e dà vita ad un film vitale e pieno di energia, una pellicola che grazie ad una scrittura leggera e divertita rappresenta l'adolescenza con autenticità e senza falsi sentimentalismi.
Coinvolgente dramma generazionale in cui non ci sono né vincitori né vinti, Class Enemy è un'opera che con un continuo cambio di prospettiva riesce a riflettere e ad indagare in maniera lucida sul rapporto tra adulti e adolescenti.
Sia nella gestione del racconto che nello stile, David Gordon Green si prende delle libertà dal canone sfoderando una vena che a tratti tende verso lo sperimentalismo. Segno, questo, di una maggior sicurezza nei propri mezzi espressivi.
Il nostro incontro con la regista siciliana che presenta Fuori Concorso un corto ispirato alla vera vicenda di un giovane studente di Catania, morto nel 2003 in seguito alle esalazioni tossiche del laboratorio di Chimica in cui lavorava; 'Nel nostro Paese si è persa l'idea di futuro, la passione, la pietas. E se le mie speranze nel sistema produttivo sono andate disattese, questo film è la dimostrazione che la paura non può fermarci', ci ha raccontato.
Approda al Lido, fuori concorso, l'atteso film-scandalo di Paul Schrader scritto da Bret Easton Ellis: The Canyons vuole essere una ricognizione su ambiguità, macchinazioni e giochi di potere dell'ambiente hollywoodiano, che però scivola nel kitsch e annoia.
L'attore premio Oscar è la star della giornata di questa 70 Mostra in veste di protagonista della nuova pellicola di David Gordon Green.
Un pornodivo a Venezia. Merito della follia di Bret Easton Ellis, sceneggiatore dell'ultima fatica di Schrader che si è assicurato la presenza di James Deen come protagonista del suo morboso noir a fianco di Lindsay Lohan.
Il regista ed il cast del film hanno presentato il progetto alla stampa nel corso della 70. edizione del Festival di Venezia.
Philip Gröning decide di far esplodere la struttura narrativa frammentandola all'infinito e cancellando ogni riferimento temporale interno al racconto.
Costruita come una tela di ragno che si dipana dal centro per poi dilatarsi sempre di più, l'opera di Santiago Palavecino è un horror giocato sul confine tra vero e immaginario, laddove immaginario diventa sinonimo di pazzia.
John Curran in Tracks segue le tappe del viaggio lungo il deserto della Davidson con sguardo attento, curando sia l'aspetto intimo e personale della giovane donna, sia l'affascinante ma spietato ambiente in cui si muove.
Un film intenso, capace di regalare momenti di profonda commozione, un'opera adulta ed emotivamente trascinante che lascia parlare principalmente i volti, i gesti e i paesaggi lasciandoci nel cuore una sola grande certezza: le cose succedono, ma poi passano.
Un'esplosione di sicilianità verace, sanguigna, uno sguardo capace di riflettere criticamente sui luoghi comuni senza mai strumentalizzarli, consapevole di doversi astrarre per rivolgersi a un pubblico più ampio.
Il grande regista americano, in occasione del prestigioso riconoscimento tributatogli al Lido, ha parlato a ruota libera della sua carriera, del cinema di ieri e di oggi, della società e del ruolo dell'arte cinematografic in essa.
Il regista e la sua magnetica protagonista hanno incontrato la stampa accreditata al Lido, che ci raccontano come hanno ricreato l'incredibile avventura di Robyn Davidson nel deserto australiano.
A dispetto del suo tema, Gerontophilia è un film leggero, brillante nella sua seconda metà da road movie, che vuole essere più di ogni cosa una storia d'amore che tratteggia un rapporto non intrappolato nella gabbia delle convenzioni sociali.
Lavorando per sottrazione, L'arte della felicità sarebbe potuto essere un film di gran lunga più efficace ed emozionante. Così com'è resta un biglietto da visita per uno studio ancora giovane che lascia sperare di poter contribuire a far crescere il mondo dell'animazione nel nostro paese.
Prima opera italiana in lizza per il Leone d'Oro alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, una pellicola corrosiva su due donne che danno un nuovo senso al termine 'testardaggine'; 'Il cinema? Uno sconfinamento naturale, un salto fatto per raccontare di una comunità e di un Paese che non sa nemmeno cadere', ha raccontato la Dante in conferenza.
Il regista non vuole farne un film storico o politico, anzi la pellicola è essenziale non solo nel contestualizzare la sua storia, ma anche nello spazio che offre agli adulti, niente altro che imprevisti, positivi o negativi che siano, nel lungo viaggio, spesso senza una reale meta, di questi coraggiosi e piccoli perseguitati.
Eccezionale resa audio-video per il terzo capitolo della saga Marvel con Robert Downey jr. Buoni ma non travolgenti gli extra.
Buona edizione in alta definizione per questa divertente e originale commedia romantica con uno zombie che guarisce innamorandosi.
Dopo il dittico Shimizu/The Land of Hope, Sion Sono si concede una parentesi più ludica (e nostalgica del cinema che fu); anche qui, tuttavia, il suo stile iperrealistico, grottesco e a tratti inquietante, è sempre presente.
Il film si rivela fantasioso, a tratti parodistico a tratti sarcastico, nel prendere di mira molte delle idiosincrazie della moderna vita sentimentale.
Riflette sull'amore e sulla disperazione il film di Lazarov, che non incentra il racconto sull'orribile pratica del contrabbando dei bambini e delle adozioni illegali, bensì sul concetto di perdita di contatto con la realtà e con la rettitudine quando si tenta di manipolare la vita degli altri per rendere migliore la propria.
L'esordiente regista francese Jean Denizot trasforma un fatto di cronaca che fece molto scalpore Oltralpe in un tenerissimo racconto di formazione e nella storia di un indimenticabile primo amore.
Sarebbe impossibile citare tutti e settanta i cortometraggi a cui abbiamo assistito e d'altronde non tutti sarebbero comunque degni di menzione; c'è chi però ha voluto cogliere l'occasione per dire davvero la sua su un argomento spinoso come quello del futuro del cinema, ed è forse proprio qui che sono emersi gli aspetti più interessanti del film.
Il maestro italiano autore di ultimo tango a Parigi e L'ultimo imperatore ci anticipa i suoi criteri in veste di presidente di giuria del concorso veneziano.
Due star in fuga nello spazio. Clooney e Bullock sono approdati al Lido insieme ad Alfonso Cuaron per parlarci della loro esperienza in assenza di gravità.
A sette anni dalla sua ultima regia, Alfonso Cuaròn torna con un progetto personale e affascinante, un thriller fantascientifico dalle forte implicazioni umane e psicologiche.
La sezione festeggia il suo decennale regalandosi una pre-apertura tutta italiana con il divertente western calcistico diretto da Paolo Zucca e interpretato da Stefano Accorsi e Geppi Cucciari, arrivati al Lido insieme al resto del cast.
Sulle note della splendida 'Vivere', canzone storica composta nel 1937 da Cesare Andrea Bixio, e cullato dalle musiche evocative composte da Andrea Guerra, il film di Zucca gioca col calcio e palleggia col cinema dimenticandone i dogmi e le regole ma esaltandone l'estro e la bellezza.
Abbiamo incontrato James Marsters, leggendario interprete di Spike nel seminale Buffy - L'ammazzavampiri, serie cult che quest'anno celebra dieci anni dalla conclusione.
Dal nudo di Hedy Lamarr alle 'vergogne' di Fassbender, dai diavoli di Ken Russell al 'fantasma' di Joao Pedro Rodriguez, ripercorriamo i film che hanno segnato la Mostra del cinema di Venezia tra polemiche, scandali (veri o mancati) o fenomeni di costume.
Dopo i recenti successi e i riconoscimenti ottenuti dall'Academy, Boyle si dedica ad un progetto più piccolo e personale, la cui messa in scena è comunque coerente con lo stile elaborato dal regista in un ventennio di carriera.
Demoni a part-time, bellissime ragazze con poteri magici e eroi in lotta contro i giganti: il meglio delle serie animate giapponesi visto nella stagione primaverile.
ABC Family alza la qualità delle sue produzioni seriali con Twisted, teen drama dark con i toni del mystery.
The Fosters, il nuovo drama di ABC Family prodotto da Jennifer Lopez, racconta le vicende di una famiglia affidataria alle prese con cinque figli in età adolescenziale. Toccante, profondo e onesto: questo telefilm ha già conquistato pubblico e critica a stelle e strisce.
Animali, arzilli vecchietti, bambine e lampade: c'è di tutto tra i personaggi Pixar che più amiamo; ecco la nostra 'top 13' dei più indimenticabili protagonisti dei film dello studio di John Lasseter.
Tra pochi giorni si apre la 70. edizione della Mostra del cinema di Venezia. Come l'anno scorso, vi offriamo la nostra panoramica della kermesse, con tanti spunti per seguire con noi l'evento, di persona al Lido, sul nostro speciale o attraverso i nostri canali social.
Assenti virtuosismi registici, ciò che emerge con forza è il cuore del progetto educativo e le individualità che vi partecipano per portarlo avanti e per assicurarsi e assicurare un futuro migliore, più 'luminoso' ai paesi in via di sviluppo.
La saga urban fantasy scritta da Cassandra Clare esordisce su grande schermo per la regia di Harald Zwart e con Lily Collins nei panni della giovane protagonista che scopre di essere una cacciatrice di demoni nella New York contemporanea. Ma l'operazione convince poco: troppi mostri, personaggi un po' monocordi e cattivi poco fascinosi.
Manca l'immediatezza di District 9 e con essa la potenza narrativa che ne derivava. Ed è un peccato, perchè l'impianto visivo di Elysium è di altissimo livello e sopperisce in parte alle carenze della sceneggiatura.
Sempre molto attento a non sottolineare la collocazione spazio-temporale della storia, Cantet riesce ad affrontare le tematiche di fondo coniugandole al presente alternando con equilibrio una narrazione classica con un uso assai vivace e moderno del mezzo tecnico.
A undici anni di distanza da Paz! di Renato De Maria, torna al cinema il personaggio di Enrico Fiabeschi, cronico outsider fuori corso non solo all'università ma anche nella vita: figura marginale nei fumetti di Andrea Pazienza, diventa protagonista grazie a Max Mazzotta, che riprende il personaggio in una storia di ricerca introspettiva.
Il movimentato film con Charlize Theron e Mark Wahlberg arriva in alta definizione con un'edizione tecnicamente buona, ma totalmente priva di extra.