Omar El-Sherif nasce ad Alessandria d'Egitto il 10 aprile 1932, figlio di Joseph Shalhoub e di Claire Saada, immigrati libanesi di religione cattolica greco-melchita. Si diploma al Victoria College di Alessandria, si laurea in matematica e fisica all'Università del Cairo.
Inizialmente lavora col padre nel mercato del legname, per poi iniziare nel 1953 la carriera di attore, con un ruolo nel film egiziano Ṣirāʿa fī l-wādī diretto da un giovane Yusuf Shahin. Parla fluentemente arabo, francese, inglese, italiano, greco, spagnolo, portoghese e turco, molte lingue imparate grazie ai set dove gira.
Sharif è anche uno dei più affermati giocatori di bridge del mondo, scrivendo in proposito libri, una rubrica sul Chicago Tribune e un videogioco.
Il suo primo - e più famoso - film in inglese è Lawrence d'Arabia (1962), con protagonista Peter O'Toole; la sua performance nei panni dello Sharif ʿAlī gli vale una nomination agli Oscar come Miglior Attore non Protagonista. Dopo altre grandi produzioni come La caduta dell'impero romano (1964) di Anthony Mann e Gengis Khan: Il Conquistatore (1965) di Henry Levin ottiene nuova popolarità grazie al ruolo del Dottor Živago nell'omonimo film del '65 diretto da David Lean, grazie al quale vince un Golden Globe.
Seguono tanti titoli di prestigio nella filmografia di Omar Sharif: C'era una volta... (1967) di Francesco Rosi, La notte dei generali (1967) di Anatole Litvak, di nuovo accanto ad O'Toole, Funny Girl (1968) di William Wyler, Mayerling (1968) di Terence Young, L'oro di Mackenna (1969) di J. Lee Thompson, La virtù sdraiata (1969) di Sidney Lumet, Che! (1969) di Richard Fleischer, L'ultima valle (1971) di James Clavell, Il seme del tamarindo (1974) di Blake Edwards, Juggernaut (1974) di Richard Lester e Funny Lady (1975) di Herbert Ross.
Negli anni 2000 interpreta Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano (2003) di François Dupeyron, vincendo il Premio del Pubblico e Leone d'Oro alla carriera alla 60ª Mostra del Cinema di Venezia e il Premio César come Miglior Attore; nel 2005 è San Pietro nell'omonima fiction diretta da Giulio Base e la sua ultima apparizione su schermo è proprio in un film italiano, Un castello in Italia (2013) di Valeria Bruni Tedeschi.
Nel 1955 si converte dal Cristianesimo all'Islam, col nome di Omar El-Sharif, per poter sposare la star egiziana Faten Hamama, dalla quale avrà un figlio, Tarek El-Sharif, che interpreta il protagonista da giovane ne Il dottor Živago e dal quale avrà due nipoti, Omar (anche lui attore) e Karim. Da Hamana divorzierà nel 1974.
Viene coinvolto in vari casi di rissa (nel 2003 e nel 2005), oltre ad alcuni episodi spiacevoli di tolleranza religiosa, da parte dei musulmani nei confronti degli ebrei e i cristiani.
A maggio 2015 gli viene diagnosticato il morbo di Alzheimer: muore all'età di 83 anni, il 10 luglio di quell'anno dopo un attacco di cuore in un ospedale del Cairo, sepolto nel cimitero locale di El Sayeda Nafisa.
1963 Candidatura Miglior attore non protagonista per Lawrence d'Arabia
1966 Premio Miglior attore protagonista (dramma) per Il Dottor Zivago
1963 Premio Miglior attore non protagonista per Lawrence d'Arabia
1963 Premio Miglior attore emergente
2017 Recitazione
2008 Recitazione
2005 Recitazione
2005 Recitazione
L'affascinante divo egiziano era malato da tempo. Nel '62 aveva interpretato Lawrence D'Arabia.
L'affascinante star potrebbe recitare in L'ultima madre, opera tratta dal romanzo di Michela Murgia Accabadora. Nel cast anche Giuseppe Zeno e Astrid Meloni.
Continua lo sfavillare di stelle, sulla passerella veneziana, nonostante il forfait di Johnny Depp e per giovedì è atteso un party in salsa partenopea per 'Fuoco su di me' con Omar Sharif.