Quando un nuovo film di Steven Spielberg è in arrivo, l'attesa è alle stelle e non vediamo l'ora che arrivi il momento più importante per un progetto: l'incontro con il pubblico. In attesa che ciò avvenga (dal 10 giugno), però, abbiamo avuto l'occasione di approfondire Disclosure Day, quel il titolo dell'opera dell'autore di E.T. e Incontri ravvicinati, che proprio con questi titoli ha un legame evidente: gli alieni come punto di partenza della storia.
Ancora non possiamo analizzare il film nel suo complesso, allora lasciamo che siano i protagonisti a parlare, e nello specifico il co-protagonista, Josh O'Connor, che ha risposto alle nostre domande insieme a Colman Domingo e Eve Hewson. Non scenderemo in dettagli per quanto riguarda l'intreccio, limitandoci a sottolineare il titolo e la portata di ciò che significa e rappresenta: Disclosure Day, ovvero il giorno della rivelazione, il giorno in cui la verità su un segreto protetto troppo a lungo viene resa nota.
Il segreto di Spielberg sul set: la "chiave" per i personaggi
Iniziamo la nostra chiacchierata dai personaggi, o meglio dal lavoro che Josh O'Connor, Colman Domingo ed Eve Hewson hanno fatto con il loro regista per comprenderli e portarli su schermo. C'è una cosa che Steven Spielberg ha detto loro che li ha aiutati a capire la loro vera natura e il ruolo che hanno nell'economia della storia? "Sì, assolutamente" ci ha risposto Colman Domingo riguardo al suo Hugo Wakefield, "Steven mi ha dato un punto di riferimento reale su cui plasmare il mio personaggio. Mi ha parlato di John E. Mack, un professore di psicologia e studi clinici della Harvard University, scomparso anni fa. È stato un uomo che ha lavorato moltissimo con persone che dichiaravano di aver avuto esperienze con entità non umane e UAP".
Un tipo di lavoro non sempre apprezzato e rispettato dall'ambiente accademico: "Era uno psicologo stimatissimo, ma nel momento in cui ha iniziato a credere a queste testimonianze, l'ambiente universitario ha cercato di screreditarlo. Questa storia mi ha dato la chiave perfetta per interpretare il mio personaggio e capire come portarlo sullo schermo." Non un esempio, ma una scena in particolare ha aiutato Eve Hewson che interpreta Jane Blankenship: "Per quanto mi riguarda, la svolta è arrivata con la scena finale al telefono con la sorella. È il momento in cui il mio personaggio, Jane, arriva a comprendere davvero cosa stia succedendo. Lì c'è il culmine delle sue domande, si chiede se la decisione che Daniel sta prendendo sia quella giusta. Credo che per Jane sia un momento incredibilmente potente."
Per Josh O'Connor, invece, non c'è stato un singolo momento, ma un sostegno costante per tradurre su schermo Daniel Kellner: "ci sono state tantissime occasioni in cui, come attore, ti ritrovi bloccato in una scena e hai un disperato bisogno che un regista come Steven arrivi e ti dia l'indizio, la 'chiave' per sbloccare la situazione. Lui ha un'abilità magistrale in questo. Ci sono stati molti momenti in cui mi chiedevo: 'Cosa sto facendo?', e lui, semplicemente, arrivava e faceva svanire quella sensazione di smarrimento." È la conferma dell'incredibile capacità nel lavoro con gli attori che Spielberg ha sempre dimostrato, quell'abilità nel tirar fuori il meglio da ogni membro del suo cast.
Alieni e incomprensioni umane: il vero messaggio di Disclosure Day
Steven Spielberg torna quindi a parlare di alieni, ma come tutta la grande fantascienza è anche un modo per guardare all'umano, per mostrare il nostro mondo sotto la lente del fantastico. Disclosure Day è infatti un film che parla anche di comprensione, di comunicazione o dell'incapacità di farlo. È questo uno dei problemi di oggi? "Sì, di sicuro" ci ha detto Josh O'Connor che ha risposto a nome anche dei colleghi, "è evidente che oggi c'è meno comprensione reciproca. Però se ci pensi, storicamente, l'essere umano ha sempre cercato qualcosa 'al di fuori di questo mondo' per riuscire a capire meglio se stesso. Pensa ai Greci che guardavano agli Dei, o agli Etruschi che leggevano i segni nel cielo... Credo che sia esattamente ciò che Steven ha fatto così bene in questo film, ed è il motivo per cui torna così spesso su questi temi. A volte serve qualcosa 'fuori dalla stanza' per aiutarci a capire cosa succede dentro la stanza. Forse è proprio questo il messaggio profondo del film."
L'eredità cinematografica di Spielberg: da E.T. a Disclosure Day
Un'ultima curiosità la concentriamo di nuovo su di lui, su Steven Spielberg, e sul rapporto che il cast ha con i suoi film. Ricordano il primo contatto con un film del regista? E qual è il titolo che rappresenta di più per loro? "Il primo che ho visto è stato E.T. l'extra-terrestre quando ero un bambino" ha ricordato Colman Domingo, "ma il film che mi è rimasto dentro, e che continuo a riguardare, è Il colore viola. Steven ha una gamma cinematografica impressionante: passa da Munich a E.T. con una disinvoltura incredibile, ma il comune denominatore è che c'è sempre tantissimo cuore. Sai che quando guardi un suo film farai un viaggio incredibile, ma che ti emozionerai profondamente."
E di trasformismo parla anche Josh O'Connor, che definisce Spielberg un regista "capace di fare qualsiasi cosa. Anche per me E.T. è stato il primo contatto, ma il mio film preferito cambia letteralmente ogni giorno: a volte è Jurassic Park, altre The Terminal, Hook - Capitan Uncino, Prova a prendermi, Salvate il soldato Ryan, Lo squalo o Schindler's List." E ora, ovviamente, anche Disclosure Day.
Colpisce ed emoziona, però, il ricordo di Eve Hewson, quarta figlia di Bono degli U2: "Io ho visto E.T. quando avevo quattro o cinque anni. Mi ha colpita così tanto che per i due anni successivi ho preteso che tutti mi chiamassero Elliot! Mi ero tagliata i capelli da sola e non rispondevo se mi chiamavano Eve. Quel film è entrato letteralmente nella mia psiche. È il film che mi ha fatto innamorare del cinema e che mi ha fatto venire voglia di fare l'attrice, perché mi sono sentita incredibilmente connessa a quel personaggio. Quindi sì... trovarmi qui oggi a parlare di lui come del 'mio regista' è qualcosa che mi fa esplodere la testa!"