Il debutto estivo della seconda stagione di X-Men '97 si avvicina e le nuove illustrazioni ufficiali offrono uno sguardo ravvicinato al temibile Apocalisse. Con il team disperso in epoche remote, tra l'antico Egitto e un futuro distopico, la serie promette di alzare la posta in gioco esplorando traumi e nuove alleanze.
Millenni di distanza e un team ridotto ai minimi termini per gli X-Men
C'è un certo fermento, quasi elettrico, che circola tra i corridoi dei fan Marvel: la colpa, o il merito, è di una manciata di immagini trapelate che sbattono in prima pagina il ritorno di Apocalisse. Il design di En Sabah Nur, apparso prima su Toonado.com, non cerca di inventare l'acqua calda, anzi, sposa con una fedeltà quasi commovente l'estetica brutale dei fumetti e di quella serie degli anni Novanta che ci ha tenuti incollati alla TV.
Spicca, inevitabile, quel cannone montato al posto del braccio che promette scintille. Le teorie ormai si sprecano, e la più accreditata vede il povero Gambit strappato al riposo eterno per essere trasformato in Morte, uno dei famigerati Quattro Cavalieri.
Intanto, mentre i Funko Pop della nuova stagione sono già pronti per il pre-ordine, Marvel Animation gioca a nascondino: niente trailer, niente data certa. Eppure l'estate 2026 è dietro l'angolo, e con la fine di Daredevil: Born Again, lo spazio per i mutanti su Disney+ è praticamente apparecchiato.
Voci, smentite e il peso del passato
La vera novità che scuote le fondamenta della serie riguarda però la gestione dei tempi - letteralmente. Le nuove promo confermano un sospetto che circolava da tempo: gli X-Men sono stati fatti a pezzi dal cronometro. Da una parte abbiamo il quartetto composto da Ciclope, Jean Grey, Wolverine e Tempesta, scaraventati in un 3960 d.C. che non promette nulla di buono. Dall'altra, il gruppo di Magneto, Rogue, Bestia e Nightcrawler si ritrova a masticare la polvere del 3000 a.C., in pieno Egitto arcaico.
Questa separazione forzata non serve solo a cambiare scenario, ma a scavare nei personaggi. Prendiamo Morph, ad esempio: il doppiatore JP Karliak ha spiegato a Fortress of Solitude che il mutante sta ancora cercando di rimettere insieme i cocci della propria anima. "Il viaggio di Morph nella prima stagione riguardava il superamento del trauma, il reintegrarsi nel team, trovare questa famiglia scelta", ha raccontato l'attore, aggiungendo che vorrebbe vedere il suo personaggio meno "ammaccato" dalla vita e magari vicino a qualche altra icona queer della Marvel, come Northstar o Iceman.
Il cast vocale resta una corazzata di conferme, con Ray Chase, Jennifer Hale e Cal Dodd pronti a ridare vita ai nostri beniamini. Tuttavia, il vortice del gossip non dorme mai: Neve Campbell ha dovuto smentire pubblicamente le voci che la volevano nei panni di Polaris, lasciando ancora un buco nel puzzle dei nuovi arrivi.
Il punto fermo, però, rimane la gestione del trauma. Karliak ha scherzato sul fatto che il suo personaggio sia già "crepato" una volta negli anni Novanta: "Sono orgoglioso di dire che Morph è stato ucciso nella serie originale, ma per fortuna non subisce quella sorte in questa. Ancora. [Ride]".
Questa capacità di ridere delle proprie ferite, unita all'imminente ascesa del primo, potentissimo mutante della storia, è la garanzia che la seconda stagione non sarà una passeggiata di salute. Con un Apocalisse così minaccioso all'orizzonte, la sensazione è che ogni cicatrice accumulata finora diventerà un'arma fondamentale per la sopravvivenza.