Tra le discussioni che hanno accompagnato la seconda stagione di The Pitt, una delle più accese non riguarda un caso medico o un colpo di scena narrativo, ma il comportamento del personaggio interpretato da Noah Wyle. Nelle ultime settimane, numerosi spettatori hanno criticato il modo in cui il dottor Robby si relaziona con diverse colleghe dell'ospedale, accusandolo di essere spesso sbrigativo, paternalistico o particolarmente severo nei confronti delle donne che lavorano accanto a lui. Un dibattito che, a quanto pare, non è passato inosservato nemmeno alle attrici della serie.
"L'ho notato per tutta la stagione"
A rompere il silenzio è stata Taylor Dearden, interprete della dottoressa Mel King in The Pitt, che ha ammesso di essersi accorta di quelle dinamiche fin dall'inizio delle riprese. "Me ne sono accorta per tutta la stagione", ha raccontato l'attrice, spiegando di averne parlato anche con altri membri del cast. "Ci sono state conversazioni tra noi in cui dicevamo: "Wow, ok..."".
Dearden precisa però di non sapere se gli sceneggiatori abbiano costruito volutamente questo aspetto del personaggio oppure se sia emerso in modo naturale durante la scrittura.
"Noi non siamo nella stanza degli autori, quindi non sappiamo esattamente cosa volessero mostrare", ha spiegato. "Se non era intenzionale, allora forse il feedback del pubblico può essere utile. Anche questo è sessismo: non serve che qualcuno odi apertamente le donne per mettere in atto certi comportamenti." L'attrice aggiunge che, se invece fosse stata una scelta consapevole, il risultato sarebbe ancora più interessante.
"Sarebbe un ottimo modo per raccontare un personaggio imperfetto. Qualcuno che ami e rispetti, ma che allo stesso tempo può avere idee sbagliate o comportamenti problematici." Una riflessione condivisa anche da Sepideh Moafi, interprete della dottoressa Baran Al-Hashimi, uno dei personaggi che più spesso si è scontrato con Robby durante la stagione.
Secondo l'attrice, molte professioniste del settore sanitario hanno riconosciuto nella serie situazioni molto familiari. "Ogni donna che lavora in medicina con cui ho parlato mi ha raccontato esperienze simili a quelle viste nello show", ha spiegato. "Spesso la sanità sembra indietro di dieci o quindici anni rispetto ad altri ambienti lavorativi. Così come il sistema sanitario è pieno di problemi, anche la cultura interna può esserlo. Robby opera all'interno di un sistema in cui la misoginia è radicata."
Il caso Mohan e il dibattito tra i fan
Tra gli episodi che hanno generato più reazioni c'è stato lo scontro tra Robby e la dottoressa Samira Mohan, interpretata da Supriya Ganesh. Durante la stagione, Mohan viene colpita da un attacco di panico nel pieno del turno. Inizialmente preoccupato che si tratti di un'emergenza fisica, Robby corre in suo aiuto. Quando scopre che si tratta invece di una crisi legata alla salute mentale, la rimprovera duramente.
Una scena che ha provocato molte critiche da parte del pubblico, soprattutto considerando che lo stesso Robby aveva affrontato un attacco di panico nella stagione precedente. Ganesh comprende le motivazioni del personaggio, ma non ne giustifica il comportamento. "Capisco da dove arriva quella reazione", ha spiegato. "Robby vede in Mohan qualcosa che riconosce in sé stesso e che probabilmente detesta. Però questo non significa che sia giusto parlare così a una persona."
L'attrice racconta di aver ricevuto moltissimi messaggi da spettatori che hanno rivissuto situazioni simili. "Molti mi hanno scritto dicendomi di aver avuto un primario o un capo esattamente così. È uno degli elementi che hanno reso quella scena così realistica."
Anche Shabana Azeez, che interpreta la giovane Victoria Javadi, ritiene che questo lato di Robby fosse presente fin dalla prima stagione. L'attrice cita la storyline del ragazzo adolescente che aveva stilato una lista di compagne da eliminare. "L'istinto di Robby era proteggere lui, mentre quello della dottoressa McKay era proteggere le ragazze coinvolte", osserva. "Mi ha fatto piacere vedere il pubblico affrontare finalmente questo tema, perché pensavo sarebbe diventato centrale già l'anno scorso."
Dal canto suo Noah Wyle ha ammesso di essere al corrente delle discussioni nate online, anche se non segue direttamente social e forum. A tenerlo aggiornato è soprattutto suo figlio. "Mio figlio mi chiama e mi dice: "Papà, l'America è molto arrabbiata con te. Devi smetterla di urlare contro Mohan"", ha raccontato scherzando. "Oppure mi dice: "Papà, tutti sono preoccupati per te e pensano che finirai per fare qualcosa di terribile". Di solito è così che ricevo i commenti del pubblico."
Quando The Pitt tornerà con la terza stagione, il rapporto tra Robby e Al-Hashimi continuerà a essere uno dei nodi centrali della storia. E, stando alle anticipazioni, anche il percorso personale del protagonista resterà sotto osservazione. Come ha spiegato lo stesso Wyle, il motto ideale dei nuovi episodi potrebbe essere uno soltanto: "Medico, cura te stesso."