Epoca dopo epoca, dagli anni Ottanta ad oggi, tagliando a metà un immaginario capace di rendere la narrazione seriale qualcosa che possa resistere al tempo. Perché è chiaro: la forza di una serie tv risiede soprattutto nei propri personaggi.
Il caffè di Dale Cooper in Twin Peaks, i tatuaggi di chef Carmy per The Bear, oppure la risata di Krusty il Clown ne I Simpson. Dettagli, figure e profili che vanno oltre la dimensione bidimensionale. Per questo, abbiamo stilato una classifica con i migliori personaggi maschili della serialità (con una netta distinzione: serie, non miniserie!). Protagonisti e non solo, capaci di riscrivere le regole della narrazione lasciando un segno nell'immaginario collettivo.
Da John Locke a Chef Carmy: i migliori personaggi maschili delle serie tv
Eccoli, tutti coloro capaci di imporsi nella serialità attraverso un profilo marcatamente riconoscibile. E attenzione, in classifica ci sono ben tre coppie. Perché dai, scindere gente come Sonny e Rico era davvero impossibile.
23. Krusty il Clown - I Simpson
Potevamo scegliere Homer, o forse Bart o, perché no, Ned Flanders. Invece, ad aprire la classifica abbiamo optato per il personaggio più irregolare de I Simpson. Dietro le risate a buon mercato di Krusty si nasconde la perfetta, amarissima caricatura della star cinica, dipendente dal gioco, alcolizzata e disillusa. È un geniale e tagliente pezzo di satira sul deprimente mondo dell'intrattenimento.
22. John Locke - Lost
L'uomo di fede per antonomasia in una serie spartiacque, un sognatore ferito dalla vita che trova finalmente il suo miracolo e il suo scopo nel luogo più misterioso della Terra. Il volto di Terry O'Quinn ha reso John Locke tra i più amati di Lost, anche per la la cieca devozione all'isola e il suo eterno scontro etico con la scienza di Jack.
21. Kendall Roy - Succession
Jeremy Strong si è annullato nel ruolo del disfunzionale e fragile erede dell'impero mediatico di famiglia. Kendall miscela arroganza e insicurezza con la disperata ricerca dell'approvazione paterna. Il business diventa tragedia greca, e Kendall ne è la prova.
20. Ted Lasso - Ted Lasso
Chi lo dice che il calcio è bello solo se giocato? Jason Sudeikis ha sovvertito per sempre l'archetipo dell'allenatore sportivo, introducendo un eroe che fa della gentilezza la sua tattica vincente. E se non si vince, poco male. Eppure, dietro i baffi e l'ottimismo, Ted è un uomo fragile che affronta il divorzio e la paura, dimostrando che la vulnerabilità emotiva può essere una forma di rivoluzione.
19. Perry Cox - Scrubs
Dietro infiniti monologhi sarcastici e continue umiliazioni rifilate ai tirocinanti, il dottor Cox di Scrubs nasconde una dedizione assoluta alla medicina. L'equilibrio tra la genialità comica del narcisista spietato e i momenti di dramma umano sono supportati dalla scenicità di John C. McGinley.
18. Doug Ross - E.R.
Ve lo diciamo, in questa classifica ci sono tanti dottori. Scelta quasi obbligata, nonostante E.R. sia una fucina di grandi personaggi. Tuttavia, Doug Ross è... Doug Ross. Magnetico, passionale e disastroso nelle relazioni personali, il pediatra ha segnato un'epoca. Il volto di George Clooney ha lanciato questo personaggio nell'olimpo tv, definendo per sempre l'archetipo moderno del medico affascinante, e dal cuore grande.
17. Steve Harrington - Stranger Things
Tutti abbiamo temuto che Steve, alla fine di Stranger Things, non ce la facesse. Perché è chiaro, anche grazie a Joe Kerry, Steve Harrington è il più amato della serie Netflix. Ha saputo trasformare con grande carisma e infallibile tempismo comico quello che doveva essere solo il classico bullo arrogante da liceo anni '80. Il suo arco di redenzione è tra i più sorprendenti: un'evoluzione che lo portato a essere un tenerissimo "fratello adottivo" per Dustin e per l'intero gruppo di ragazzini.
16. Sonny e Rico - Miami Vice
Vestiti color pastello, auto da sogno e un'estetica patinata che ha dettato la moda per tutto un decennio. Attraverso i volti di Don Johnson e Philip Michael Thomas, la chimica tra Crockett e Tubbs ha gettato le basi per l'archetipo moderno del "buddy cop", mescolando indagini sotto copertura, sparatorie e un folgorante senso dello stile.
15. Tyrion Lannister - Game of Thrones
Tyrion è la prova che la mente può dominare persino in un mondo di spade e draghi. Del resto, la sopravvivenza di questo emarginato aristocratico in un mondo brutale e sanguinario ha dipeso unicamente dalla sua retorica affilata e dal suo brillante intelletto. Ad interpretarlo, un formidabile Peter Dinklage.
14. Dr. Robby - The Pitt
Terzo dottore in classifica. Non poteva mancare Noah Wyle che torna in corsia con The Pitt per incarnare l'evoluzione definitiva dell'eroe medico: tecnicamente formidabile e umanamente vulnerabilie. Immerso nel caos e nell'adrenalina del pronto soccorso di Pittsburgh, il suo Robby rappresenta il peso di chi deve salvare continuamente la vita a qualcuno cercando disperatamente di non perdere la propria.
13. Agente Mulder - X-Files
Guidato dal suo bisogno di credere e dalla disperata ricerca della verità, l'Agente Mulder è un sognatore che ha plasmato l'intero immaginario sci-fi. Grazie al carisma di David Duchovny, l'investigatore FBI, insieme a Dana Scully, ha trasformato l'ignoto in un gigantesco e amatissimo fenomeno pop.
12. Hank Moody - Californication
David Duchovny è l'unico a essere due volte presente in lista. E se lo merita. In Californication uno scrittore autodistruttivo dal cuore d'oro, innamorato della sua famiglia ma incapace di tenersi lontano dai guai, dal sesso e dall'alcol. Cucito perfettamente addosso a Duchovny, lo scrittore che si rifà a Bukowski ama New York ma viva a Los Angeles, incarna un certo cinismo romantico e disegna (o anzi scrive) la storia di un irresistibile disgraziato a cui è del tutto impossibile non voler bene.
11. Omar Little - The Wire
Si muove per le strade di Baltimora come un vero Robin Hood: un rapinatore di spacciatori, omosessuale, governato da un suo personalissimo e rigido codice d'onore. Omar Little ha azzerato ogni stereotipo del genere poliziesco diventando la bussola etica di The Wire. A renderlo grande il compianto Michael K. Williams.
10. Dale Cooper - I segreti di Twin Peaks
Kyle MacLachlan, sotto la guida di David Lynch ha creato forse il più influente agente dell'FBI. Mistico, amante del caffè nero e dotato di una certa purezza quasi infantile. Cooper affronta l'oscurità umana armato di intuizione, ergendosi a baluardo di bontà in uno degli universi televisivi più inquietanti mai concepiti.
9. Chef Carmy - The Bear
Jeremy Allen White in cinque formidabili stagioni ha portato sul piccolo schermo un ritratto crudo e iper-realistico di cosa voglia dire vivere stretto sotto pressione. Carmy cerca di salvare il ristorante di famiglia mentre combatte i propri demoni interiori, catturando l'essenza stessa dello stress contemporaneo e dell'ambizione tossica. Pazzesco.
8. Brian Griffin - I Griffin
Scrittore fallito, intellettuale da salotto e al contempo enorme ipocrita. Brian de I Griffin è la presa in giro dell'intellighenzia pseudo-liberale. Esaltato dal doppiaggio ironico e tagliente di Leslie La Penna (in originale è il creatore Seth MacFarlane a doppiarlo), le sue dinamiche con Stewie restano il motore dell'intera serie animata.
7. Rust Cohle e Martin Hart - True Detective Stagione 1
Non potevamo scindere Matthew McConaughey e Woody Harrelson. Rust e Martin, i loro completi sgualciti, le sigarette, gli occhi stanchi. Sono specchi complementari di un'America oscura, e la loro dinamica ha elevato il poliziesco a grande letteratura, trasformando un'indagine in una spaventosa discesa nei meandri della psiche.
6. Frank Underwood - House of Cards
Spietato, machiavellico e inarrestabile nella sua ascesa al potere, Frank Underwood ha anticipato la politica votata al terrore. Rompendo costantemente la quarta parete il presidente Frank ha reso lo spettatore il suo intimo complice. Ha ridefinito da zero il concetto di antieroe politico contemporaneo, supportato dalla prova magnetica di Kevin Spacey.
5. Bojack - Bojack Horseman
Tutto ciò che c'è dietro Hollywood. Bojack è intrappolato in un ciclo di auto-sabotaggio in cui lo spettatore ritrova le proprie fragilità. Si è imposto come il ritratto più devastante e onesto della depressione mai visto sul piccolo schermo. Inarrivabile, se pensiamo che sia uno show animato. E sì, probabilmente il miglior show animato di sempre. A doppiarlo in originale Will Arnett.
4. Tony Soprano - I Soprano
Un boss mafioso spietato ma vittima di attacchi di panico e nevrosi quotidiane, seduto nello studio di una terapeuta a sviscerare i suoi traumi. Con un'interpretazione di quelle fuori scala, James Gandolfini ha cambiato la storia della televisione, dimostrando al mondo che un criminale efferato può risultare allo stesso tempo tragicamente umano.
3. Walter White e Jesse Pinkman - Breaking Bad
Altri due che non potevamo scindere. Walter White e Jesse Pinkman guidano la più clamorosa metamorfosi mai scritta: Walt da vittima a spietato carnefice, Jesse da piccolo teppista a termometro morale di una delle migliori opere seriali mai realizzate. La loro tossica e indimenticabile dinamica ha segnato la golden age della serialità, sublimata dalle interpretazioni di Bryan Cranston e Aaron Paul.
2. Saul Goodman - Better Call Saul
Da Jimmy McGill all'avvocato criminale Saul. Doppia faccia, anima strabordante, esempio di scrittura perfetta. Pochi come lui, personaggio drammatico, comico, tragico, vulnerabile. Reso indimenticabile dalla trasformazione e dall'immenso talento di Bob Odenkirk. Fuori categoria.
1. Don Draper - Mad Men
Non c'è nulla di meglio di Mad Men, non c'è personaggio maschile migliore di Don Draper. Pubblicitario, impostore, genio. Maestro nel vendere una felicità, incapace di provarla. Manuale di sociologia applicato al linguaggio seriale. Il carisma di Joh Hamm ha fatto il resto. Insuperabile.