C'è qualcosa di profondamente ironico nel successo di The Pitt. Lo show di HBO ha deciso di percorrere la strada più difficile: quella della noia bellissima e frenetica della realtà. Eppure, nonostante gli sforzi per mantenere tutto asettico, il web è esploso, creando teorie, coppie, romance là dove non c'è né sesso né baci tra le corsie d'ospedale.
L'arte di inventarsi storie tra un'urgenza e l'altra
Il punto è che The Pitt è costruito come una trappola perfetta per l'immaginazione. Ogni stagione è un singolo turno di 15 ore. Non c'è tempo per i preliminari, figuriamoci per una cena a lume di candela. Ma è proprio questo vuoto pneumatico di romance a far impazzire gli spettatori. Se sullo schermo vediamo solo medici stanchi che mangiano cibo spazzatura, su X (ex Twitter) nascono legami dai nomi improbabili come KingDon o McVadi.
Come spiega bene la professoressa Susan Murray della NYU, quando la narrazione ufficiale si ferma perché la stagione è finita, i fan iniziano a "colorare i bordi". Iniziano a chiedersi cosa succeda fuori dall'ospedale, chi torni a casa da chi, o perché quel medico avesse lo sguardo così fisso mentre l'altro si toglieva il camice.
È una sorta di riempimento degli spazi vuoti che trasforma un dramma medico iper-realista in una soap opera sotterranea, alimentata solo da pochi sguardi rubati durante i codici rossi.
Quando il realismo attira il culto: il caso dei 15 milioni di spettatori
Ma non è solo una questione di cuoricini sui social. I numeri di questa serie sono spaventosi: parliamo di una media di 15,4 milioni di spettatori a episodio. Una massa critica che non si vedeva dai tempi d'oro di E.R. o Grey's Anatomy.
La cosa assurda è che, mentre alcuni critici storcono il naso dicendo che i fan "non sanno guardare la TV" perché cercano l'amore dove non c'è, lo showrunner R. Scott Gemmill ammette candidamente di aver giocato con il fuoco. Ha definito certi momenti tra Mohan e Abbot come "un fiore lanciato alla folla", un piccolo segnale per dire: "vi vediamo, sappiamo cosa volete".
Ed è proprio questa tensione tra il rigore della medicina - quella vera, non quella dei miracoli - e il desiderio umano di connessione a rendere la serie magnetica. Gli attori, dal canto loro, ci sguazzano. Hatosy ha dichiarato che il suo personaggio "avrebbe cercato Samira persino su Giove".
Frasi che sembrano scritte da Shonda Rhimes ma che, in un contesto così asciutto come quello di The Pitt, pesano come macigni. HBO lo sa: i fan sono gli agenti promozionali più fedeli che esistano, e finché continueranno a speculare su cosa succede in quel turno di 15 ore, lo show resterà un successo intoccabile. Se poi ci sarà un bacio alla stagione 50, sappiate che qualcuno ha già iniziato il countdown.