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All'improvviso spunta fuori che l'unico vero grande amore di Soldatino è stata Clara Vought. Alias, Stormfront. Una rivelazione che arriva come un pugno in faccia a chiunque abbia seguito con attenzione la terza stagione. Eric Kripke ci ha abituati a colpi di scena sporchi, ma qui il rischio è di essere scivolati su quella che i fan già chiamano "buco di trama enorme" per The Boys.
Un buco di trama o solo troppi anni sulle spalle?
Se torniamo indietro con la mente alla stagione 3 di The Boys, il motore di Soldatino era la vendetta, certo, ma una vendetta intrisa di un rancore squisitamente romantico verso la Contessa. Diceva chiaramente di aver sognato di tornare da lei, di volerci fare dei figli, di aver passato i decenni di torture in Russia sperando che lei lo venisse a salvare.
Era un legame fortissimo, quello che lo rendeva quasi umano nella sua mostruosità. Ora, invece, quella parte sembra essere stata cancellata con un colpo di spugna per far spazio a questo nuovo amore "ancestrale" per Clara Vought. Su X è scoppiato il finimondo: la gente non accetta che un personaggio così monolitico cambi versione sui propri sentimenti fondamentali nel giro di pochi episodi.
La difesa d'ufficio che circola tra alcuni spettatori è che un uomo che vive per un secolo può aver amato più persone. Ok, ci sta. Ma il modo in cui è gestito il racconto è tutto tranne che fluido. Se Soldatino era così legato a Clara, perché quando è uscito dal guscio russo non l'ha cercata? Perché non ha chiesto di lei ai Payback prima di massacrarli?
Lei era "sparita" nel rebranding come Stormfront, ma un uomo così ossessionato avrebbe mosso mari e monti. Invece, per tutta la terza stagione, il nome di Clara o di Stormfront non è mai uscito dalla sua bocca in termini romantici. Sembra proprio che gli autori abbiano infilato questo legame a forza nella stagione 5 solo per giustificare l'alleanza tra lui e Homelander, creando una sorta di perversa eredità familiare che però non ha radici solide.
Il problema di The Boys ultimamente è proprio questo: la necessità di scioccare o di far avanzare la trama principale a volte calpesta la coerenza interna dei personaggi. Soldier Boy è sempre stato un bullo egoista, uno che usava le persone e le gettava via. Vederlo ora ridotto a un amante ferito che agisce in nome della memoria di una nazista morta lo rende quasi una parodia di se stesso. La verità è che legare il V-One a questa promessa d'amore è un espediente narrativo che serve a far arrivare la formula a Homelander senza troppi passaggi intermedi, ma il prezzo pagato in termini di credibilità è altissimo.
Il fattore fan e la pazienza al limite
La rabbia degli spettatori non è solo puntigliosità da nerd. È una questione di rispetto per la narrazione. Se ci chiedi di investire emotivamente nel dolore di un personaggio per il tradimento di Crimson Countess, non puoi poi dirci, due stagioni dopo, che in realtà lei non contava nulla rispetto a un'altra donna di cui non avevi mai parlato. Questa è la definizione da manuale di retcon fatta male.
Se proprio volevano creare questo legame con Stormfront, avrebbero dovuto seminare indizi molto prima, magari con qualche sguardo perso o un commento criptico durante i flashback degli anni '80. Invece niente, il vuoto totale fino ad oggi.
Siamo arrivati a un punto in cui The Boys deve decidere cosa vuole essere. Se vuole continuare a essere un thriller politico e sociale coerente, deve smetterla di riscrivere il passato dei suoi protagonisti ogni volta che serve un colpo di scena. Se invece l'obiettivo è solo lo splatter e il meta-commento sulla cultura pop, allora va bene tutto, ma non aspettatevi che i fan continuino a prendere sul serio i tormenti interiori di Soldier Boy.
Il sesto episodio ha lasciato una ferita aperta che difficilmente si rimarginerà con un semplice dialogo chiarificatore nel finale. Serve qualcosa di più, servono flashback che mostrino davvero il legame tra lui e Clara, altrimenti resterà solo l'amaro in bocca per una scrittura che, per la prima volta, sembra aver perso il controllo dei suoi stessi fili. E in una serie che fa della precisione chirurgica della sua satira un vanto, è un errore che pesa.