House of the Dragon 3 sembra pronta a giocare una partita tutta sua, anche rispetto all'eredità ingombrante di Game of Thrones. La nuova stagione della serie HBO, prequel del fenomeno tratto dall'universo di George R.R. Martin, entrerà subito nel vivo con il primo episodio e una sequenza pensata per lasciare il segno: la Battaglia del Condotto, uno degli snodi più attesi dai fan della Danza dei Draghi.
E, a giudicare dalle parole dello showrunner Ryan Condal, questa volta la spettacolarità supererà di gran lunga anche quella de Il Trono di Spade.
House of the Dragon 3, la battaglia navale dei record
Durante l'ATX TV Festival di Austin, Condal ha raccontato il dietro le quinte della terza stagione di House of the Dragon, svelando numeri che rendono bene l'idea della scala produttiva: 314 giorni di riprese, oltre 25 tonnellate di propano, centinaia di attori coinvolti e una quantità enorme di set fisici. Un approccio che punta a restituire alla serie una fisicità rara per un fantasy contemporaneo, che non può che farci tornare alla mente i momenti migliori di Game of Thrones.
Il primo episodio dovrebbe portare subito il pubblico nel cuore della Battaglia del Condotto, una delle più attese dai fan e uno dei momenti più sanguinosi dell'intera Danza dei Draghi, con una componente navale che ha richiesto uno sforzo quasi folle. Lo showrunner ha infatti spiegato che gran parte della sequenza è stata realizzata "con effetti speciali pratici": navi costruite davvero, set immersivi, acqua e fuoco reali e solamente i draghi sono stati inseriti in seguito.
"Ci si trova in acqua, ci sono diverse navi che interagiscono tra loro e che sono vere e proprie scenografie, e il fuoco, i draghi e tutti questi elementi intrecciati insieme sembrano accadere nello stesso luogo e nello stesso momento", ha detto.
La parte più ambiziosa riguarda proprio la guerra in mare. Per ricrearla sono stati usati due tipi di vasche: una "vasca asciutta", in cui le navi si muovono tramite meccanismi capaci di simulare il rollio delle onde, e una vasca con acqua reale, necessaria per le scene in cui i personaggi cadono, combattono o interagiscono fisicamente con l'ambiente.
Un dettaglio tutt'altro che secondario, perché nel mondo di House of the Dragon "non esiste la polvere da sparo", come nella maggior parte delle battaglie medievali - spiega Condal. "Quindi bisogna avvicinarsi molto per poter attaccare con armi a distanza, e a volte ci sono speronamenti, abbordaggi e cose del genere. Abbiamo dovuto lavorare su tutta questa interattività per farla sembrare reale".
Un vero kolossal: "La cosa più grande che abbiamo mai fatto"
Condal non ha ridimensionato l'ambizione del progetto ma ha parlato di uno degli episodi più complessi mai affrontati dalla serie, scherzando sul fatto che una frase simile potrebbe persino finire "sulla sua lapide". Al netto dell'ironia, il senso è chiaro: per lui si tratta soprattutto di una prova di artigianato televisivo, costruita sul lavoro di scenografi, stunt, tecnici, attori e troupe prima ancora che sulla computer grafica.
"È la cosa più grande che abbiamo mai fatto, di sicuro", dice Condal, insistendo proprio su questo aspetto e aumentando esponenzialmente l'hype intorno a questa nuova stagione.
Stagione che ripartirà dalla soglia di una guerra ormai inevitabile, dopo due capitoli costruiti come una lunga miccia accesa dentro la famiglia Targaryen. A segnare la vera differenza rispetto a Game of Thrones sarà anche il peso dei draghi: non semplici creature leggendarie, ma armi decisive in mano a fazioni opposte.
Condal ha evocato una sorta di equilibrio del terrore, in cui non contano più soltanto eserciti e alleanze, ma quanti draghi restano, chi li controlla e fino a che punto è disposto a usarli.