Kill Bill: Volume 1

2003, Azione

Quentin Tarantino: "Aver fatto guidare Uma Thurman in quella scena è il mio più grande rimorso"

Il regista parla a ruota libera dell'incidente che ha compromesso i rapporti con la sua musa, del suo comportamento sul set e del rapporto con Harvey Weinstein.

Le dichiarazioni di Uma Thurman rilasciate al New York Times hanno scatenato una tempesta mediatica ai danni di Quentin Tarantino, accusato di aver messo a repentaglio la vita della sua musa facendole interpretare una scena pericolosa in automobile senza stunt in Kill Bill e di aver "interpretato" in prima persona scene in cui sputava addosso a Uma o la strangolava per sadismo.

In una lunga intervista a Deadline, il regista ha chiarito la questione dal suo punto di vista facendo luce nel complesso rapporto che si crea sul set tra attori e cineasti: "Sono colpevole di averla messa in quella macchina, ma non nel modo in cui pensa la gente. Averle fatto interpretare quella scena senza stunt è il più grande rimorso che ho".

Uma Thurman circondata dai Crazy 88 in una scena di Kill Bill: Volume 1

Riguardo al video dell'incidente, che Uma avrebbe chiesto con insistenza di visionare da quindici anni, Tarantino specifica che è stato Harvey Weinstein a rifiutarsi di fornirle quel video. "Sapevo che Uma avrebbe parlato con la stampa. io e lei ne abbiamo parlato a lungo. Voleva avere chiarezza su cosa è accaduto in quell'incidente, dopo tutti questi anni. Mi ha chiesto di avere il video. Ho dovuto cercarlo, dopo 15 anni. Abbiamo dovuto cercare nei magazzini a lungo. Shannon McIntosh lo ha trovato. Non ci potevo credere, non pensavo che ci saremmo riusciti. E' chiaro e mostra l'incidente e quello che accade dopo. Sono stato felice di farlo vedere a Uma. Non ho mai parlato con Uma di questo, ma non so quale sia stata la causa esatta dell'incidente. Lei ha i suoi sospetti, io ho i miei".

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Tarantino ci tiene a specificare di non aver costretto la sua attrice a interpretare la scena con la rabbia descritta: "Uma aveva la patente. Sapevo che era una guidatrice insicura, ma aveva la patente. Quando ho provato la scena ho pensato che ce l'avrebbe potuta fare, non sarebbe stato un problema. Sono andato nel suo camerino, c'era anche la sua truccatrice Ilona Herman. Non ero certo arrabbiato, ero sorridente e ho cercato di incoraggiarla. L'incidente ha deteriorato il rapporto tra me e Uma per i tre anni successivi. Abbiamo continuato a parlarci, ma si era rotto qualcosa".

Un post condiviso da Uma Thurman (@ithurman) in data: Feb 3, 2018 at 4:49 PST

Quando arriva il momento di parlare del caso Weinstein, Quentin Tarantino mette in chiaro la propria posizione: "Quando Mira Sorvino mi ha raccontato cosa le aveva fatto Harvey noi due stavamo insieme. Eravamo fidanzati e lui stava alla larga. E io ho pensato che lui avesse avuto una cotta per lei. Ero sconvolto da quello che lei aveva dovuto sopportare per tenerlo lontano, ma avevo circoscritto la cosa. Poi, quando eravamo pronti per girare Kill Bill, Uma mi ha detto che aveva fatto le stesse cose anche a lei. Allora ho capito che c'era un piano nei comportamenti di Harvey. L'ho convinto a chiedere scusa a Uma. Gli ho detto che avrebbe dovuto chiederle scusa se avessimo voluto lavorare ancora a Kill Bill insieme. Harvey ha cercato di giustificarsi, ma gli ho detto che sapevo che stava mentendo, che io credevo a Uma".

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Riguardo al sadismo che avrebbe spinto il regista a interpretare personalmente la scena in cui Michael Madsen sputa a Uma Thurman spiega di non essersi fidato dell'attore e di aver deciso di fare personalmente la scena proprio per via della sua delicatezza. "Sono andato da Uma e le ho spiegato perché volevo essere io a farla. Le ho assicurato che avremmo girato due, al massimo tre volte e basta perché non sopportavo di vederla sdraiata in terra con qualcuno che le sputa in faccia più e più volte perché sbaglia la scena. Così mi sono preso la responsabilità". e per quanto riguarda la scena dello strangolamento con la catena "è stata un'idea di Uma. Io non sapevo come girare quella scena. pensavo che avremmo nascosto un palo dietro la testa di Uma per legarvi la catena, almeno per l'inquadratura più ampia. Ma poi lei ha detto di usare la catena intorno al suo collo e stringere. Non a lungo, ma solo per far sembrare realistica la scena. Io posso fingere di simulare uno strangolamento, ma se vuoi che la mia faccia diventi rossa e che le lacrime mi scendano dagli occhi, allora devi stringere un po'".

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