Odissea 2 si farà? Paul Schrader pensa di sì: "Qualche folle lo farà e perderà una fortuna"

Paul Schrader applaude il film di Christopher Nolan, ma non crede che Hollywood possa replicarne facilmente il successo. Secondo lo sceneggiatore di Taxi Driver, un eventuale sequel di The Odyssey rischierebbe di trasformarsi in un disastro finanziario.

Una scena di Odissea

Il successo di Odissea potrebbe essere proprio il motivo per cui Hollywood dovrebbe pensarci due volte prima di tentare un secondo viaggio. Ne è convinto Paul Schrader, che non ha usato mezze misure parlando dell'eventualità di un sequel del kolossal diretto da Christopher Nolan.

Paul Schrader non crede nel bis di Odissea

Lo sceneggiatore di Taxi Driver ha affrontato l'argomento in un'intervista a Deadline, realizzata durante il Festival di Venezia 2026 dove ha presentato il suo nuovo film, The Basics of Philosophy. Paul Schrader ha innanzitutto chiarito di aver apprezzato il film di Nolan. E anche una parte consistente delle critiche ricevute dal blockbuster, secondo lui, andrebbe presa con le pinze: "Molto di tutto questo è semplicemente clickbait".

Odissea Zendaya Damon
Odissea: un'immagine del film

Il problema, però, arriva quando si guarda ai numeri. Odissea si è trasformato in uno dei fenomeni commerciali più importanti della carriera di Nolan e in un risultato particolarmente significativo per Universal Pictures. Il film, interpretato da Matt Damon nel ruolo di Ulisse, ha portato sul grande schermo il poema di Omero raccontando il lungo e pericoloso viaggio dell'eroe verso casa dopo la guerra di Troia.

Il cast è uno dei più imponenti assemblati da Hollywood negli ultimi anni: insieme a Damon ci sono Tom Holland, Anne Hathaway, Robert Pattinson, Zendaya, Lupita Nyong'o, Jon Bernthal e Charlize Theron.

Il budget, stimato intorno ai 250 milioni di dollari, rende ancora più impressionante il risultato raggiunto. Il film ha infatti superato 1,55 miliardi di dollari di incasso globale, con oltre 565 milioni raccolti in Nord America e circa 989 milioni provenienti dai mercati internazionali.

Numeri di questo genere possono facilmente diventare una tentazione per gli studios. Ed è proprio qui che Schrader vede il pericolo.

Secondo lo sceneggiatore, il successo di Nolan non dovrebbe essere interpretato come la prova che sia sufficiente investire centinaia di milioni di dollari in un nuovo kolossal per ottenere automaticamente lo stesso risultato. "È una grande eccezione, ma è un'eccezione", ha spiegato Schrader.

Il ragionamento è piuttosto semplice: un film può funzionare in modo straordinario per una combinazione irripetibile di fattori - il nome del regista, il cast, il progetto, il momento storico, l'interesse del pubblico - senza che quella formula possa essere trasformata in un modello industriale.

Odissea, la traduttrice che ha ispirato Nolan boccia il film: "Scrittura pessima e manca di profondità" Odissea, la traduttrice che ha ispirato Nolan boccia il film: 'Scrittura pessima e manca di profondità'

Schrader ha persino immaginato quale sarebbe la sua reazione se uno studio gli chiedesse di investire circa 200 milioni di dollari per realizzare un film con l'ambizione di diventare "il prossimo Odyssey". Non lo farebbe. E ha poi sintetizzato la sua previsione con una battuta decisamente più brutale.

"Qualche folle farà il sequel e perderà una fortuna"

Parlando dell'eventualità che qualcuno provi comunque a sfruttare il successo del film di Nolan, Schrader ha dichiarato: "Qualche folle farà il sequel e perderà una fortuna. Vedremo chi sarà".

Melanto
Odissea, Anne Hathaway sul set

La frase ha inevitabilmente riacceso le discussioni su un possibile The Odyssey 2, ma è importante chiarire un punto: Schrader non ha detto che un sequel sia attualmente in sviluppo e non ha confermato alcun progetto da parte di Warner Bros. Le sue parole rappresentano una previsione sul comportamento di Hollywood, non un'indiscrezione sulla produzione.

D'altra parte, l'idea di un seguito appare già sulla carta complicata. Il poema omerico raccontato da Nolan nasce infatti come un viaggio con una precisa destinazione narrativa: il ritorno di Ulisse a Itaca dopo la guerra di Troia. Trasformare un successo monumentale in un nuovo capitolo richiederebbe quindi non soltanto un investimento enorme, ma anche una ragione narrativa altrettanto forte.

Per Schrader, insomma, il vero rischio è confondere un fenomeno eccezionale con una formula replicabile. E se Hollywood dovesse provarci comunque, lui sembra avere già pronta la battuta per il giorno del bilancio: qualcuno, prima o poi, potrebbe pagare molto caro il tentativo di inseguire il prossimo The Odyssey.

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