C'è ancora domani stasera su Rai 1: trama, cast, spiegazione del finale del film di Paola Cortellesi

C'è ancora domani arriva stasera su Rai 1 con la storia di Delia, una donna che cerca di liberarsi da violenza e sopraffazione in una Roma del dopoguerra segnata da profondi cambiamenti sociali

L'immagine mostra Emanuela Fanelli e Paola Cortellesi in una scena del film C'è ancora domani.

C'è ancora domani va in onda questa sera, martedì 22 settembre, su Rai 1 alle 21:30. La pellicola del 2023 rappresenta l'esordio alla regia di Paola Cortellesi, che è anche protagonista nei panni di Delia. Un film ambientato nella Roma del secondo dopoguerra, girato in bianco e nero e costruito tra dramma, ironia e momenti di forte emozione. La durata è di circa 118 minuti.

C'è ancora domani stasera su Rai 1: trama, cast e riconoscimenti

La storia segue Delia, moglie di Ivano e madre di tre figli, una donna che nella Roma del 1946 vive una quotidianità fatta di lavoro, sacrifici e violenze domestiche. In casa deve occuparsi anche del suocero Ottorino, mentre fuori dalle mura domestiche cerca di guadagnare qualche soldo facendo diversi lavori. La figlia Marcella, intanto, è prossima al fidanzamento con Giulio, un ragazzo di famiglia più agiata, e spera che il matrimonio possa permetterle di cambiare vita. Per Delia, però, qualcosa inizia a cambiare quando riceve una misteriosa lettera: quel messaggio diventa il punto di partenza per immaginare un futuro diverso.

Nel cast, accanto a Paola Cortellesi, ci sono Valerio Mastandrea nel ruolo di Ivano, Romana Maggiora Vergano in quello di Marcella, Emanuela Fanelli nei panni dell'amica Marisa, Giorgio Colangeli come Sor Ottorino e Vinicio Marchioni nel ruolo di Nino. Tra gli altri interpreti figurano Francesco Centorame, Alessia Barela e Paola Tiziana Cruciani.

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C'è ancora domani: un primo piano di Valerio Mastandrea

C'è ancora domani è stato presentato come film d'apertura della 18ª Festa del Cinema di Roma nel 2023, segnando il debutto di Cortellesi dietro la macchina da presa. Il film ha ricevuto importanti riconoscimenti: ai David di Donatello 2024 ha conquistato sei statuette, tra cui quelle per la miglior attrice protagonista, la miglior attrice non protagonista, la miglior sceneggiatura originale, il miglior regista esordiente, il David dello spettatore e il David giovani.

Un altro elemento caratteristico è la scelta del bianco e nero, che accompagna una storia ambientata nel 1946 e contribuisce a restituire l'atmosfera della Roma del dopoguerra. La pellicola ha poi ottenuto riconoscimenti anche all'estero: nel novembre 2025 ha vinto il premio per il miglior film in lingua straniera alla 38ª edizione dei Golden Rooster Awards, considerati tra i principali premi cinematografici cinesi.

Tra i temi centrali del film ci sono la condizione femminile, la violenza domestica, l'emancipazione e la conquista dei diritti. La storia personale di Delia si intreccia infatti con un passaggio fondamentale della storia italiana: il 2 giugno 1946, quando per la prima volta le donne italiane parteciparono al referendum istituzionale e alle elezioni politiche.

C'è ancora domani, il finale spiegato: attenzione agli spoiler

(Attenzione: non proseguire nella lettura se non vuoi conoscere il finale del film)

Delia sembra inizialmente intenzionata a lasciare il marito e a seguire Nino, l'uomo con cui aveva avuto un legame e che sta per partire per il Nord. Il suo piano, però, viene sconvolto dalla morte improvvisa del suocero Ottorino, che costringe tutta la famiglia a rimanere in casa per la veglia funebre. Delia non rinuncia comunque alla possibilità di cambiare vita perché "C'è ancora domani". Il gioro dopo lascia alla figlia Marcella una busta contenente una lettera e dei soldi per studiare e diplomarsi. Per tutta la durata del film la narrazione spinge lo spettatore a credere che la "fuga" segretamente pianificata da Delia (e la lettera misteriosa conservata con cura) serva a fuggire lontano da Roma con Nino, il suo primo amore mai dimenticato.

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Nel finale si scopre invece la potente verità: la lettera non è un biglietto per una fuga romantica, bensì la tessera elettorale. La storia è infatti ambientata tra il 2 e il 3 giugno del 1946, i giorni del referendum istituzionale e delle elezioni dell'Assemblea Costituente, le prime elezioni a suffragio universale in Italia in cui anche le donne ebbero diritto di voto. Nel finale commovente e catartico, Delia non fugge con un uomo, ma si reca ai seggi per esercitare il suo diritto di voto, Marcella, dopo aver compreso la scelta della madre, le consegna la scheda che Delia aveva dimenticato. Ivano assiste alla scena, mentre Delia si allontana verso il seggio. Il film si chiude così sul gesto apparentemente semplice, ma decisivo, di una donna che per la prima volta può scegliere per sé.

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