Essere nel cast di un film di Christopher Nolan non significa necessariamente ritrovarsi sommersi di sceneggiature il giorno dopo. Lo sa bene Elliot Page, che dopo aver recitato in The Odyssey non ha ancora trovato il prossimo progetto cinematografico da portare avanti.
Elliot Page dopo The Odyssey: "Non sto ricevendo molte proposte"
Essere nel cast di un film di Christopher Nolan non significa necessariamente ritrovarsi sommersi di sceneggiature il giorno dopo. Lo sa bene Elliot Page, che dopo aver recitato in Odissea non ha ancora trovato il prossimo progetto cinematografico da portare avanti.
Intervenuto nel podcast On Film... With Kevin McCarthy, l'attore ha spiegato di non avere attualmente un nuovo ruolo in programma e, soprattutto, di non stare ricevendo molte chiamate per i casting. Una situazione che Page racconta senza particolare amarezza, ma con la speranza evidente che qualcosa possa cambiare presto. "Se qualcuno volesse chiamarmi... mi piacerebbe fare del buon lavoro", ha detto.
Il desiderio, insomma, è tutt'altro che quello di fermarsi. Page ha chiarito di voler continuare a recitare e di sentirsi oggi in una posizione personale molto più positiva rispetto al passato.
Odissea ha rappresentato per Page un ritorno particolarmente significativo. L'attore aveva già lavorato con Nolan nel 2010, quando aveva interpretato Ariadne in Inception. Quell'esperienza professionale era stata importante, ma personalmente molto più complessa.
Page ha raccontato di essersi sentito allora a disagio con il proprio corpo e con la propria identità, nonostante il rapporto con Nolan e con il resto della troupe fosse stato positivo. "Mi sono divertito moltissimo a essere in Inception. Mi sono divertito moltissimo a lavorare con lo sceneggiatore e regista Nolan, ma personalmente ero davvero a disagio", ha ricordato.
Il confronto con Juno, film del 2007 che lo aveva lanciato definitivamente, è particolarmente significativo. "In un ruolo come quello di Juno riuscivo a sentirmi più a mio agio e più dentro il mio corpo", ha spiegato. Oggi, invece, Page racconta di vivere il lavoro davanti alla macchina da presa in maniera completamente diversa.
"Essere più a mio agio con me stesso cambia tutto"
Page ha fatto coming out come transgender nel 2020. Il ritorno sul set di Nolan, diversi anni dopo Inception, gli ha permesso di confrontarsi con quella precedente esperienza da una posizione personale completamente nuova.
Parlando di The Odyssey già nel 2025, durante un panel al New York Comic Con, aveva definito il ritorno a lavorare con il regista un'esperienza particolarmente importante. "Tornare adesso, come puoi immaginare, essendo più a mio agio con te stesso, rende questo tipo di progetti più piacevoli", aveva raccontato. "Avere di nuovo un'esperienza con Chris Nolan significava molto per me, egoisticamente".
Per questo Page ha descritto la fine delle riprese di The Odyssey come un momento quasi catartico, soprattutto perché segnava la chiusura di un cerchio iniziato con Inception.
In The Odyssey, Page interpreta Sinone, cugino di Ulisse, interpretato da Matt Damon. La scelta dell'attore aveva però provocato anche una serie di reazioni polemiche online ancora prima dell'uscita del film. Tra le voci più critiche c'era quella del commentatore conservatore Ben Shapiro, che aveva definito il casting una scelta incomprensibile, soffermandosi anche sull'aspetto fisico e sulla voce dell'attore.
Le sue dichiarazioni avevano suscitato una risposta pubblica da parte di Whoopi Goldberg, intervenuta a The View nel luglio 2026. "Se non vuoi vedere il film, non andarci. Perché ti importa chi viene scelto?", aveva osservato l'attrice e conduttrice. Le polemiche, tuttavia, non hanno cancellato quello che per Page sembra essere stato l'aspetto più importante dell'esperienza: tornare a lavorare con Nolan dopo tanti anni e farlo sentendosi finalmente a proprio agio.
Dopo The Umbrella Academy e Odissea, Page non ha ancora annunciato quale sarà il prossimo capitolo della sua carriera cinematografica. L'attore, però, sembra avere le idee chiare su ciò che cerca: non necessariamente una grande produzione, ma un'occasione per fare buon cinema. "Se qualcuno vuole chiamarmi, mi piacerebbe fare del buon lavoro", ha ribadito.
Dopo aver ritrovato una maggiore libertà personale davanti alla macchina da presa, Page è pronto a lavorare ancora. Ora manca soltanto la telefonata giusta.