"Nolan ha profanato l'Odissea per poter essere eleggibile agli Oscar": un critico smentisce Elon Musk

L'uomo più ricco del mondo si scaglia su X contro l'attesissimo colossal mitologico di Christopher Nolan in arrivo a luglio, accusandolo di "sacrilegio politicamente corretto" per l'eleggibilità ai premi. Ma i dati dicono altro.

Una scena di Odissea

Elon Musk ha trovato un nuovo nemico: Omero. O meglio, la versione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan porterà nei cinema IMAX il prossimo 17 luglio. Negli ultimi giorni, il patron di X ha dato vita a una vera e propria crociata social, accusando il regista di aver "consacrato il politicamente corretto e dissacrato l'Odissea solo per potersi candidare agli Oscar". Ma adesso un critico di Variety cerca di spiegare perché non sia proprio così.

Il bluff dei regolamenti agli Oscar

Il motivo della furia di Elon Musk? I famigerati "standard di inclusione e rappresentazione" della Academy (noti come RAISE), entrati ufficialmente in vigore per il Best Picture a partire dalle vittorie di Anora e, più recentemente, del dramma politico di Paul Thomas Anderson Una battaglia dopo l'altra.

Odissea
Locandina di Odissea

Secondo il miliardario, è per questo motivo che Christopher Nolan ha studiato a tavolino il suo prossimo film basato sull'Odissea di Omero: mera speculazione, anche a fronte del sacrilegio. Peccato che, dati alla mano, Musk stia litigando con un fantasma. Come spiegato in un'analisi dettagliata da Clayton Davis su Variety, le regole di diversità di Hollywood non funzionano affatto come pensa il miliardario.

La realtà dietro il meccanismo degli Oscar è puramente matematica e incredibilmente flessibile. Per qualificarsi nella categoria miglior film, una pellicola deve soddisfare solo due dei quattro standard stabiliti nel 2020.

  • Standard A (Sullo schermo): Cast principale o secondario etnicamente diversificato, oppure una trama incentrata su minoranze.
  • Standard B (Dietro le quinte): Capi reparto, troupe o almeno il 30% del team creativo composto da donne o categorie sottorappresentate.
  • Standard C (Tirocini): Programmi di apprendistato e formazione retribuiti offerti dallo studio di distribuzione.
  • Standard D (Dirigenza): Presenza di donne o minoranze nei quadri esecutivi della major che distribuisce il film (marketing, pubblicità, sviluppo).
Odissea, tutti furiosi sul web per la Elena di Nyong'o, contro anche Sorbo, l'attore di Hercules Odissea, tutti furiosi sul web per la Elena di Nyong'o, contro anche Sorbo, l'attore di Hercules

L'attore Andy Samberg lo aveva riassunto perfettamente già nel 2020: "Se guardi i parametri da vicino, potresti avere il cast più bianco della storia del cinema e rientrare comunque negli standard stringendo quattro viti dietro la telecamera. Chi si lamenta può andare a farsi fo..ere".

Infatti, applicando retroattivamente il test a tutti i 98 vincitori del Miglior Film nella storia degli Oscar - dal muto Ali del 1927 fino a Oppenheimer e Una battaglia dopo l'altra - il numero di film che verrebbero squalificati è esattamente zero.

Questo perché colossi come Universal, Warner Bros. o Netflix soddisfano gli standard C e D a livello aziendale "di default" per ogni singola pellicola che distribuiscono, indipendentemente dal fatto che si tratti di un film di guerra o di un dramma in costume. Persino il documentario della destra americana Am I Racist? distribuito dal Daily Wire ha dovuto compilare il modulo RAISE e si è qualificato senza problemi.

Il vero obiettivo di Musk: Lupita Nyong'o e il cast di Nolan

Se le regole dell'Academy sono così larghe da non impensierire nessuno, perché Musk sta blaterando di "bugie" sulla Diversità, equità e inclusione? La risposta non sta nei cavilli burocratici, ma nelle scelte di casting di Christopher Nolan, che per la sua epopea greca ha messo insieme un cast stellare: Matt Damon (Odisseo), Anne Hathaway (Penelope), Tom Holland (Telemaco), Zendaya (Atena) e Lupita Nyong'o nel doppio ruolo di Elena di Troia e Clitennestra.

The Odyssey Anne Hathaway Tom Holland
The Odyssey: Anne Hathaway e Tom Holland sul set

È stata proprio la presenza dell'attrice premio Oscar keniota-messicana a far scattare i troll di X, prontamente amplificati da Musk, che si sono aggrappati all'epiteto omerico di Elena "dalle bianche braccia" per gridare al complotto ideologico.

Nolan non ha scelto Lupita Nyong'o per sbloccare un bonus dell'Academy, ma perché è secondo lui semplicemente una delle interpreti più monumentali della sua generazione. Nel film compaiono anche Charlize Theron, Robert Pattinson e Jon Bernthal, ma i tweet indignati si concentrano stranamente solo sulle attrici di colore o su Elliot Page (anche lui nel cast in un ruolo riservato).

Se Odissea sarà un capolavoro non lineare in pieno stile Nolan o un buco nell'acqua lo deciderà il botteghino a luglio. Fino ad allora, la crociata contro i regolamenti di Hollywood resta l'ennesimo capitolo di una guerra culturale sterile, combattuta da chi preferisce twittare piuttosto che leggere un bando di concorso.