Milly Alcock: "Ero terrorizzata dagli haters, poi ho capito che dovevo diventare Supergirl"

La nuova eroina DC racconta le sue paure, gli attacchi degli haters e perché Kara Zor-El le ha cambiato la vita: a volte tutto quello che serve è solo vincere la paura e buttarsi.

Una scena con Milly Alcock

Quando Milly Alcock si è presentata al provino per Supergirl, era terrorizzata. Non per la scena da interpretare o per la presenza dei dirigenti DC davanti a lei, ma per tutto ciò che quel ruolo avrebbe significato. A raccontarlo è la stessa attrice australiana in una lunga intervista a Variety, nella quale ripercorre il percorso che l'ha portata a raccogliere l'eredità di uno dei personaggi più iconici dell'universo DC.

L'imbarazzo di Supergirl

Dopo il successo di House of the Dragon, Milly Alcock sapeva che interpretare Kara Zor-El avrebbe significato entrare in un'altra gigantesca macchina mediatica, con tutte le pressioni che ne derivano. "Avevo paura per la posta in gioco", ammette.

Supergirl Teaser Poster Italiano
Supergirl: il teaser poster italiano

Il provino si è svolto ad Atlanta all'inizio del 2024, quando il film di Supergirlera ancora lontano dalla produzione e non aveva nemmeno un regista. James Gunn e Peter Safran, però, avevano bisogno di trovare rapidamente l'attrice che avrebbe fatto il suo debutto nell'universo DC già nel finale di Superman.

"Mi avevano vestita con una maglia blu e una gonna rossa. Continuavo a chiedermi: "Che cosa sto facendo?"" racconta sorridendo. Per Gunn, però, la scelta fu immediata. Il regista aveva già notato l'attrice in House of the Dragon e cercava proprio quell'energia ruvida e anticonvenzionale che avrebbe reso diversa questa nuova Supergirl.

Secondo Peter Safran, al termine dell'audizione la stanza era in silenzio. "Tutti avevano le lacrime agli occhi. Avevamo capito subito che era lei", ricorda il produttore.

"Gli haters? Più si arrabbiano, più capisco di avere ragione"

La Supergirl interpretata da Alcock è molto distante dalle incarnazioni viste in passato sul piccolo e grande schermo. Quando il film si apre, Kara è una giovane donna smarrita, arrabbiata e incapace di trovare un posto nel mondo. Una sopravvissuta che porta ancora addosso il trauma della distruzione di Krypton e della perdita della propria famiglia.

Supergirl Milly Alcock Set
Supergirl: Milly Alcock sul set

"Era una persona in guerra con sé stessa. E credo sia una sensazione molto universale, soprattutto per le donne", spiega l'attrice. Proprio questo conflitto interiore le ha permesso di entrare in sintonia con il personaggio. "La mia esperienza personale assomigliava a quella di Kara: nascondersi, scappare, fingere che certe cose non stiano succedendo. Ma prima o poi devi affrontarle se vuoi guarire".

Per questo motivo, quando si è resa conto di quanto la spaventasse il ruolo, ha deciso di accettarlo comunque. "Mi sono guardata allo specchio e mi sono detta: "Chi sono io per rifiutare un'opportunità del genere?". Ho una sola vita. Perché non provarci?" Un atteggiamento che oggi applica anche ai continui attacchi ricevuti online.

Dopo alcune dichiarazioni rilasciate nei mesi scorsi sul rapporto tra fandom e corpo femminile, Alcock è finita al centro di una nuova ondata di polemiche social. L'attrice, però, sembra aver sviluppato una certa immunità. "Non avevo nemmeno parlato degli uomini. Avevo detto semplicemente "le persone". E si sono arrabbiati tutti. Stavano dimostrando esattamente il mio punto di vista", osserva.

Supergirl, il mantello di Milly Alcock nasconde un pezzo del Superman di Christopher Reeve Supergirl, il mantello di Milly Alcock nasconde un pezzo del Superman di Christopher Reeve

Con il tempo ha imparato a dare il giusto peso alle critiche. "Molti di quelli che scrivono hanno profili senza foto oppure si presentano come "papà di quattro figli" o "cristiano". Alla fine devi chiederti davvero di chi ti interessa l'opinione". E aggiunge, con una certa ironia: "Se stai facendo arrabbiare le persone giuste, probabilmente stai facendo qualcosa di buono".

Una Supergirl diversa da tutte le altre

Nel film diretto da Craig Gillespie, Kara non indossa subito il celebre costume rosso e blu. Per gran parte della storia appare con una maglietta dei Blondie, un trench consumato e l'aria di chi vorrebbe soltanto sparire. "Non porto il costume quanto la gente immagina", anticipa Alcock. "Per lei è un vero percorso. Deve capire cosa significa essere Supergirl".

Supergirl Costume Set
Supergirl: Milly Alcock con il costume

A cambiare tutto sarà l'incontro con Ruthye, la ragazza interpretata da Eve Ridley, che la trascinerà in una missione di vendetta contro il criminale Krem delle Colline Gialle. Aiutando Ruthye ad affrontare il proprio dolore, Kara finirà per affrontare anche il suo.

"Capisce che essere Supergirl non riguarda lei stessa. Riguarda gli altri. Mettendo da parte i propri sentimenti per aiutare qualcuno, riesce finalmente a salvare anche sé stessa", racconta l'attrice. Un messaggio che Alcock porta con sé anche fuori dal set. Guardando oggi al percorso che l'ha portata da Sydney all'universo DC, l'attrice ammette di non essersi mai aspettata una trasformazione così profonda.

"Non avrei mai pensato che un film di supereroi potesse insegnarmi qualcosa di simile. E invece è successo. Ed è una cosa bellissima."