La miglior risposta alle critiche contro Michael? L'affetto della gente. Così Spike Lee ha liquidato le numerose voci contro il biopic di Antoine Fuqua, colpevole di non aver affrontato il tema delle accuse di abusi contro minori, che appartengono, però, a un'epoca diversa da quella affrontata nel film.
Durante una recente intervista alla CNN, Spike Lee ha difeso il film biografico su Michael Jackson dalle critiche di chi ritiene che le accuse di abusi sessuali su minori rivolte alla leggenda del pop avrebbero dovuto essere incluse nella pellicola. Lee, che ha visto il film due volte, ammettendo di averlo "adorato", ha affermato che, poiché Michael si conclude nell'88, mentre le accuse vengono formulate nel '93, è inutile lamentarsi dell'omissione, dato che quella parte della vita di Jackson "non si inserisce nella cronologia del film".
Perché le accuse non fanno parte del film? La spiegazione di Spike Lee
"Prima di tutto, se sei un critico cinematografico puoi lamentarti di tante cose, ma il film finisce nell'88", ha specificato Spike Lee. "Le accuse vengono formulate più tardi. Quindi stai criticando il film per qualcosa che vorresti ci fosse, ma non appartiene alla linea temporale del film. Ma le persone hanno affollato i cinema. In tutto il mondo, la gente ha dimostrato il suo amore."
Il regista, che nel 2012 ha diretto Bad 25, documentario celebrato del 25° annoversario dello storico album Bad, ha aggiunto: "Mi manca Michael. Mi manca Prince. Insomma, sono i miei fratelli. Ho lavorato con entrambi. Due persone meravigliose".
I cambiamenti nel biopic voluti dalla famiglia Jackson
Va specificato che, dietro la scelta di fermarsi al 1988 concentrando la narrazione del biopic nell'ascesa di Michael Jackson prima con i Jackson 5 e poi da solista fino al successo dell'album Bad, uscito nel 1987, ci sono le decisioni degli eredi del Re del Pop. Variety ha rivelato, che in un primo tempo, il terzo atto del film affrontava proprio le accuse in questione, ma è stato stralciato dato che una clausola nell'accordo con Jordan Chandler, uno degli accusatori di Jackson, vietava la sua rappresentazione o menzione in qualsiasi progetto cinematografico. Antoine Fuqua ha dovuto rielaborare completamente il finale e rifocalizzare la tensione drammatica della storia sul rapporto di Jackson con il padre autoritario.
Come analizzato anche nella nostra recensione di Michael, il film si concentra sulla conquista del successo da parte di Michael Jackson conquistando i numerosi fan del cantante anche grazie a una mimetica interpretazione del nipote Jafaar Jackson, incassando 183,8 milioni negli USA e 423 milioni globali in due settimane.