Harry Potter, protesta contro J.K. Rowling all'apertura dello store a Londra: "Ha il sangue sulle mani"

L'inaugurazione del flagship store di Oxford Street è stata accompagnata dalla manifestazione di una dozzina di attivisti per i diritti delle persone transgender e tra megafoni, cartelli e cori contro l'autrice, i fan hanno continuato a visitare il negozio, presidiato da polizia e addetti alla sicurezza.

Un ritratto di J. K. Rowling

L'attesa per entrare nel nuovo negozio di Harry Potter a Oxford Street, a Londra, è stata accompagnata da una protesta contro J.K. Rowling. Nel giorno dell'inaugurazione del più grande store britannico dedicato alla saga, un gruppo di circa dodici manifestanti per i diritti delle persone transgender si è radunato all'esterno del locale, contestando pubblicamente le posizioni dell'autrice e scandendo slogan come "Ha il sangue sulle mani".

I cartelli contro J.K. Rowling e la posizione dei manifestanti

La manifestazione ha attirato l'attenzione dei visitatori in fila per accedere al negozio, molti dei quali indossavano sciarpe e accessori delle case di Hogwarts. Sul posto erano presenti quasi dieci agenti della Metropolitan Police e numerosi addetti alla sicurezza privata, incaricati di gestire l'afflusso del pubblico. Secondo quanto osservato da Deadline, la protesta si è svolta pacificamente e senza interruzioni dell'attività del negozio.

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Harry Potter: una foto dal set HBO

I manifestanti hanno utilizzato megafoni e cartelli per richiamare l'attenzione sui diritti delle persone transgender. Tra i messaggi esposti figurava la frase "I bambini trans meritano di crescere. Gli adulti trans meritano di invecchiare". Un'attivista sventolava inoltre una bandiera transgender decorata con lo stemma di Tassorosso, una delle quattro case di Hogwarts.

Un portavoce del negozio ha commentato l'iniziativa sottolineando la volontà di accogliere i visitatori e rispettare la libertà di espressione: "Harry Potter Shop Oxford Street è entusiasta di aprire le proprie porte e dare il benvenuto a centinaia di fan. Sosteniamo il diritto di tutti a esprimere pacificamente le proprie opinioni personali e ci auguriamo che sia una giornata piena di magia".

A spiegare le ragioni della contestazione è stato West, uno degli organizzatori, che ha preferito non rivelare il proprio cognome. L'obiettivo della protesta, ha dichiarato a Deadline, era sensibilizzare il pubblico su quello che considera il disprezzo di Rowling nei confronti delle persone transgender.

West ha accusato la scrittrice di "finanziare personalmente la transfobia dalle sue fondamenta", facendo riferimento alla sua donazione a una campagna britannica che punta a mantenere una definizione giuridica di donna basata sul sesso biologico.

La polemica sui diritti transgender e le dichiarazioni dell'autrice

J.K. Rowling non ha rilasciato dichiarazioni in merito alla manifestazione. La sua posizione pubblica, tuttavia, è da tempo improntata alla difesa dei diritti delle donne definiti sulla base del sesso biologico. In un recente intervento su X, l'autrice ha sostenuto che le campagne per i diritti delle persone transgender chiedano alle donne di "rinunciare ai propri diritti basati sul sesso per venire incontro a uomini che dicono di essere donne".

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Interpellato da Deadline sul significato dello slogan che attribuisce a Rowling "il sangue sulle mani", West ha chiamato in causa gli elevati tassi di suicidio nella comunità transgender. Secondo l'organizzatore, la riduzione dei diritti e delle tutele per queste persone contribuirebbe a rendere la società un luogo meno sicuro per loro. Si tratta di un'accusa formulata dal manifestante, che nell'intervista non viene accompagnata da ulteriori dati o documentazione.

West ha anche difeso la scelta di utilizzare uno slogan così duro in presenza di famiglie e bambini in attesa di entrare nel negozio. Alla domanda sull'opportunità di rivolgere quel messaggio ai visitatori, ha risposto senza esitazioni: "Sì, assolutamente. Spero che i genitori ne diventino consapevoli e decidano di non esporre i propri figli a Harry Potter". Ha inoltre definito la manifestazione "completamente pacifica e completamente legale".

L'organizzatore ha infine ricordato che molti dei partecipanti alla protesta erano stati grandi appassionati della saga. Tra loro ci sono persone transgender e alleati che continuano ad avere un legame affettivo con il mondo creato da Rowling, ma che ritengono impossibile separare il franchise dalle posizioni pubbliche della sua autrice. "La saga non vale la perdita della dignità umana", ha dichiarato West.

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La protesta ha accompagnato l'apertura di uno spazio destinato a diventare una delle principali attrazioni londinesi per gli appassionati della saga. Il nuovo Harry Potter Shop di Oxford Street è il più grande negozio del franchise nel Regno Unito e si sviluppa su due piani, con un allestimento ispirato a Diagon Alley, il celebre vicolo magico frequentato da Harry Potter e dagli altri studenti di Hogwarts.

Tra gli elementi dell'esperienza commerciale figura anche un bar dedicato alla Burrobirra, la bevanda amatissima dai personaggi dei libri e dei film. Un luogo pensato per immergere i visitatori nell'immaginario della saga, ma la cui inaugurazione è stata inevitabilmente segnata dal dibattito sulle posizioni di Rowling e sulle conseguenze che queste hanno avuto sul rapporto tra l'autrice, il suo pubblico e una parte della comunità dei fan.

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