Il Diavolo veste Prada 2, nel sequel ritorna un oggetto iconico, modificata a mano dalla stessa Anne Hathaway

In "Il Diavolo Veste Prada 2", Anne Hathaway e il regista David Frankel recuperano diverse citazioni che hanno reso famoso il film, tra cui un certo oggetto che ha fatto parte di una scena ormai storica.

Una scena di Il Diavolo veste Prada 2

Il sequel di Il Diavolo veste Prada rispolvera diversi miti del precedente capitolo, tra cui una replica esatta di un certo "colore". Mentre il celebre oggetto rinasce in una nuova forma, altri oggetti iconici restano un ricordo del passato, legando i due film con richiami visivi sottili e chic.

Attenzione: questo oggetto contiene spoiler

Il Diavolo veste... ceruleo

Nessun bidone delle svendite e nessuna tragica bancarella di provincia: il ritorno del colore che ha definito un'intera generazione di fashion addicted è frutto di una ricerca meticolosa e di un pizzico di ossessione creativa. David Frankel, timoniere del nuovo capitolo, ha rivelato a Entertainment Weekly come l'ombra del maglione ceruleao aleggi su tutto Il Diavolo Veste Prada 2.

Anne Hathaway, di nuovo nei panni di Andy Sachs, ha lavorato fianco a fianco con la costumista Molly Rogers per assicurarsi che quel blu così specifico avesse il palcoscenico che meritava. Prima del gran finale, la tonalità invade la vita di Andy in modo quasi subliminale: la scorgiamo nell'arredamento del suo appartamento e, soprattutto, in un abito firmato Paco Rabanne che l'attrice ha preteso di indossare per il compleanno del magnate Irv Ravitz. Si tratta di una scelta stilistica precisa, un filo conduttore che prepara lo spettatore alla ricomparsa dell'indumento che ha dato il via alla leggenda.

Il Diavolo veste Prada 2, David Frankel rivela che un membro del cast: "Voleva assistere al suo funerale" Il Diavolo veste Prada 2, David Frankel rivela che un membro del cast: 'Voleva assistere al suo funerale'

La vera sorpresa riguarda l'autenticità del capo che vediamo nei momenti finali della pellicola. Non è un maglione simile, ma una replica identica del brand originale, recuperata dai magazzini della produzione. Frankel ha scherzato definendolo "il sostituto dell'originale", una sorta di controfigura tessile che attendeva il suo momento di gloria dal 2006.

La svolta interessante, però, nasce dall'intuizione della Hathaway: per segnare il passaggio di Andy a editor a tempo pieno di Runway, l'attrice ha voluto restilizzare il capo personalmente. "Annie voleva tagliarne le maniche per trasformarlo nel gilet" che appare nelle scene conclusive, spiega il regista. Questo atto di "taglio e cucito" metaforico simboleggia la nuova sicurezza del personaggio, capace di maneggiare i simboli del suo passato con una consapevolezza tutta nuova.

Il richiamo dei cinturini e l'addio agli Chanel

Se il maglione rinasce, altri feticci del primo film restano chiusi nell'armadio della memoria. Frankel ha ammesso di aver voluto evitare l'effetto "carrellata di nostalgia", motivo per cui gli indimenticabili stivali Chanel non compaiono fisicamente nel sequel. Tuttavia, un dialogo con la nuova assistente Amari, interpretata da Simone Ashley, chiarisce il loro destino: Andy li ha regalati anni fa, un gesto che segna il distacco definitivo dalla ragazza che cercava disperatamente di compiacere Miranda.

Il Diavolo Veste Prada 2
Il Diavolo veste Prada 2: le due protagoniste

Ma per i fan più attenti, il regista ha seminato un piccolo omaggio proprio nella sequenza d'apertura. Mentre Andy attraversa Central Park, incrocia un venditore ambulante intento a mostrare due cinture a una cliente. Il movimento del mercante ricalca esattamente quello di Jocelyn nel primo film, un richiamo visivo che provoca in Andy una smorfia di dolore misto a divertimento.

"È stato qualcosa che ci è venuto in mente mentre ideavamo l'inizio, solo un piccolo occhiolino" ha osservato Frankel, confermando che, anche se Andy è cambiata, certi traumi stilistici non si dimenticano mai del tutto.