Il Diavolo veste Prada 2, David Frankel rivela che un membro del cast: "Voleva assistere al suo funerale"

Il regista David Frankel spiega la necessità narrativa dietro la scomparsa di un volto iconico del cast, raccontando l'ironico dietro le quinte di un funerale che ha visto il "defunto" tra gli spettatori sul set.

Una scena de Il diavolo veste Prada 2

Il sequel del cult intramontabile Il Diavolo veste Prada 2 scuote il pubblico con una svolta inaspettata, che scatena una guerra di potere per il controllo di Runway nel nuovo film. Il regista David Frankel spiega la sua scelta nel colpo di scena brutale che trasforma la commedia fashion in un teso scontro tra finanza tradizionale e giganti del tech.

Attenzione: questo articolo contiene spoiler

La guerra per Runway e il nuovo colpo di scena

L'aria a Runway si è fatta improvvisamente pesante, e stavolta non è colpa di un caffè sbagliato o di una collezione autunnale deludente. Se il dream team storico de Il Diavolo Veste Prada 2 composto da Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci ne esce tutto sommato intero, lo stesso non si può dire per Tibor Feldman. Il suo Irv Ravitz, lo storico presidente che avevamo già incrociato nel 2006, è ufficialmente fuori dai giochi.

Il Diavolo Veste Prada Meryl Streep Stanley Tucci
Il diavolo veste Prada 2, i protagonisti sul set

Un collasso secco, proprio nel bel mezzo del suo sfarzoso compleanno, sotto lo sguardo raggelato di una Miranda Priestly che vede sgretolarsi il suo mondo. Il regista David Frankel lo ha confessato senza troppi giri di parole a Entertainment Weekly: quella morte era un passaggio obbligato, una brutale necessità di sceneggiatura per dare una scossa a un cast che altrimenti sarebbe rimasto troppo comodo. Insieme alla penna di Aline Brosh McKenna, Frankel ha deciso che Irv dovesse "andarsene" per davvero: niente coma, niente misteri, solo un trono vuoto pronto a scatenare l'inferno.

Violini d'autore e grandi assenti: il puzzle del casting

La dipartita di Irv non è solo un momento strappalacrime, ma il detonatore che fa saltare in aria gli equilibri della rivista. Con la poltrona di comando libera, il figlio del magnate, Jay Ravitz - un B.J. Novak in pieno stile "figlio di papà" in crisi - si ritrova a dover scegliere tra un esercito di squali della finanza e l'assalto di Benji Barnes.

Il Diavolo Veste Prada Meryl Streep
Il Diavolo veste Prada 2: Meryl Streep sul set

Quest'ultimo, interpretato da un Justin Theroux che emana vibrazioni alla Elon Musk, punta a fagocitare il brand storico sfruttando pure la sua tresca con Emily Charlton. Frankel paragona questo colpo di scena all'incidente di Emily nel primo capitolo: una deviazione violenta che sposta i binari del film verso una satira molto più cattiva.

Eppure, tra tanta tensione, spunta un aneddoto da teatro dell'assurdo. Pare infatti che Feldman fosse così entusiasta dell'uscita di scena da presentarsi sul set per godersi lo spettacolo delle proprie esequie. "Voleva vedere il proprio funerale," ha raccontato il regista, ricordando come l'attore si fosse imbucato tra i banchi per spiare come il suo personaggio venisse celebrato dai colleghi.

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Ma il funerale di Irv non è stato solo un momento di macabro umorismo. Per rendere la scena davvero solenne, la produzione ha schierato un pezzo da novanta come Kenneth Branagh. L'attore non si è limitato a fare presenza: ha passato settimane a studiare il violino, imparando davvero a maneggiare archetto e corde per non sembrare un dilettante davanti alla cinepresa.

Un tocco di classe che si mescola al ritorno di volti familiari come Tracie Thoms e le gemelle Suzanne e Colleen Dengel, ormai donne fatte dopo aver interpretato le figlie di Miranda nell'originale. Non tutto però è andato liscio sul fronte dei ritorni. Se i fan speravano in un cameo di Gisele Bündchen, resteranno a bocca asciutta: la supermodella ha dovuto dare forfait a causa della sua recente maternità che ha reso impossibile incastrare i voli.

Anche per Adrian Grenier la porta è rimasta chiusa: nonostante qualche chiacchiera su un possibile ritorno di Nate, i tempi stretti della produzione hanno cancellato ogni speranza. Poco male: con una guerra di potere in corso e una Miranda Priestly più agguerrita che mai, il dramma è servito anche senza vecchi fidanzati.