Wonder Woman 1984: 5 cose che potreste non aver notato

Passiamo in rassegna i principali Easter Eggs di Wonder Woman 1984, ambizioso sequel targato DC Comics, disponibile in Italia tramite noleggio digitale: ecco 5 cose che potreste non aver notato nel film.

APPROFONDIMENTO di 15/02/2021
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Wonder Woman 1984: Gal Gadot e Chris Pine in una foto del film

Dal 12 gennaio è disponibile anche in Italia, sulle varie piattaforme digitali, Wonder Woman 1984, l'ambizioso e atteso sequel del film di successo del 2017 e nuovo tassello del cosiddetto DC Extended Universe. Un racconto che sposta l'azione dalla Prima Guerra Mondiale agli anni Ottanta, con il ritorno in scena di Steve Trevor e una nuova avventura che ha come antagonisti Maxwell Lord e Barbara Minerva, alias Cheetah. Un'avventura che, come da tradizione in questo tipo di film, contiene numerosi rimandi all'universo fumettistico e ad altri elementi legati alla mitologia e iconografia di Wonder Woman, compreso il primo film. E come da consuetudine proponiamo qui la nostra panoramica degli Easter Eggs più significativi. N.B. L'articolo contiene spoiler!

1. L'armatura e le olimpiadi

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Wonder Woman 1984: Gal Gadot con l'armatura dorata

Il film si apre con una sorta di olimpiade, che nel contesto del DCEU è descritta come omaggio annuale ad Asteria, grande guerriera amazzone a cui apparteneva anche l'armatura di cui Diana si serve per lo scontro con Cheetah. Entrambi gli elementi sono presenti nei fumetti, ma sono stati reinventati per il cinema (Asteria è una creazione originale di Patty Jenkins e Geoff Johns): la gara è un elemento di alcune versioni della mitologia di Wonder Woman, nella fattispecie per determinare quale delle Amazzoni avrebbe avuto l'onore di accompagnare Steve Trevor nel mondo degli umani, mentre l'armatura era un indumento realizzato specificamente per Diana, nella miniserie Kingdom Come (1996), storia ambientata in un futuro alternativo dove gli eroi classici devono vedersela con una nuova generazione di vigilanti che scelgono di fare a meno dei codici morali dei predecessori.

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2. Simon Stagg

The Flash: William Sadler è la guest star dell'episodio Fastest Man Alive
The Flash: William Sadler è la guest star dell'episodio Fastest Man Alive

L'antagonista principale in Wonder Woman 1984 è Maxwell Lord, affiancato da Cheetah, ma è presente in un ruolo minore anche Simon Stagg, che nei fumetti è un villain occasionale dal 1965, solitamente in storie che hanno come protagonista il supereroe Metamorpho. Come altri personaggi negativi della DC, è un uomo d'affari corrotto, e questa è la sua seconda apparizione live-action: nel 2014 è stato uno degli antagonisti secondari della prima stagione di The Flash, dove appare in un singolo episodio, con le fattezze di William Sadler, prima di essere ucciso da Eobard Thawne poiché quest'ultimo non vuole che Stagg si interessi troppo alla figura di Flash. Nel film ha il volto di Oliver Cotton, già apparso in un cameo in un altro film basato sui fumetti DC, ossia Il cavaliere oscuro - Il ritorno.

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3. Dreamstone

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Wonder Woman 1984: Kristen Wiig e Pedro Pascal in una foto del film

L'oggetto di cui Maxwell Lord si serve per attuare il proprio piano diabolico è noto come Dreamstone, e per certi versi ricorda le Gemme dell'Infinito (per l'esattezza la Gemma della Realtà, introdotta, guarda caso, in Thor: The Dark World, inizialmente affidato a Patty Jenkins), ma nei fumetti è stato introdotto con circa dieci anni di anticipo: la versione cartacea è stata usata contro la Justice League nel 1963, mentre la prima Gemma dell'Infinito, quella dell'Anima, è apparsa nel mondo fumettistico della Marvel nel 1972, e le sei Gemme al completo nel 1977 (il famigerato Guanto, usato da Thanos per maneggiare le sei Gemme insieme e alterare la realtà, ha invece esordito nel 1990). Nel film l'oggetto usato da Lord è la creazione di un dio greco, Dolos, mentre nei fumetti era di proprietà di Dream, il protagonista della serie Sandman, e si scoprì tramite retcon che era stato usato per alimentare un'arma del supercriminale Dottor Destiny, specializzato nella manipolazione dei sogni.

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4. Il jet invisibile

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Wonder Woman 1984: un'immagine del trailer

Per passare inosservati, Diana fa in modo che un jet di cui lei si impossessa furtivamente insieme a Steve Trevor risulti invisibile. Un omaggio a uno dei marchi di fabbrica del personaggio nell'universo fumettistico, dove Wonder Woman era dotata di un proprio jet invisibile per potersi spostare in volo. Il velivolo rimase una costante per circa quattro decenni, prima del reboot dell'intera linea editoriale della DC dopo il crossover Crisis on Infinite Earths, e in tale occasione, come visto anche nel film, Diana fu reinventata con la propria capacità di volare, esibita anche di sfuggita nel presente in Batman v Superman: Dawn of Justice quando dà manforte ai due colleghi contro Doomsday.

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5. Un cameo simbolico

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Wonder Woman: Lynda Carter corre dietro ai nemici

Molti fan si erano lamentati dell'assenza, nel primo Wonder Woman, dell'attrice Lynda Carter, interprete di Diana nella celebre serie televisiva andata in onda negli anni Settanta e ripetutamente presente come ospite in altri progetti recenti basati sui titoli DC (è stata la madre di Chloe Sullivan in Smallville e un'aliena sotto mentite spoglie in Supergirl). In occasione del sequel delle avventure di Diana le è stato affidato un ruolo molto simbolico, svelato durante la sequenza mid-credits: lei è Asteria, ancora viva al giorno d'oggi e, come la principessa amazzone che tutti conosciamo, impegnata a fare del bene senza dare troppo nell'occhio. Possiamo forse aspettarci un incontro vero e proprio tra le due guerriere nel già annunciato terzo film, che a detta di Patty Jenkins sarà ambientato ai giorni nostri?