In the Grey, recensione: se anche Guy Ritchie perde smalto

Non bastano Eiza González, Henry Cavill e Jake Gyllenhaal a salvare uno sbiadito action thriller che ha ben poco da dire.

I protagonisti di In the Grey

Che fine ha fatto lo spettro estroso e iruento di Guy Ritchie? Perché il regista britannico, da King Arthur in avanti (se escludiamo gli ottimi The Gentlemen e La furia di un uomo), ha inanellato una serie di copia-e-incolla, strabordando nella produzione e, purtroppo, sottraendo ad essa l'innegabile qualità a cui aveva abituato il pubblico?

In The Grey Scena Film
Eiza González è Rachel Wild nel film

Domande sospese, ovvio, ma che tornano a girare dopo aver visto In the Grey che, come hanno scritto in molti, altro non è che un "anonimo" action thriller che si appoggia sul cast per compensare una svogliata voglia di rivedere gli archetipi del genere, senza cogliere però una vera ragion d'essere, e anzi puntando a intrattenimento fin troppo contiguo alle produzioni streaming.

In the Grey: Eiza González, Henry Cavill, Jake Gyllenhaal e tanti sbadigli

La sceneggiatura di In the Grey, firmata dallo stesso Ritchie, ha come obiettivo indagare, e rendere in qualche modo attraente, la zona grigia in cui operano élite più o meno segrete, incaricate di "risolvere problemi". Problemi, spesso e volentieri, finanziari. Milioni e milioni di dollari che muovono la colossale macchina capitalista americana. La protagonista in questione è Rachel Wild (Eiza Gonzalez), avvocatessa rampante con la specialità di recuperare crediti, costi quel che costi.

In The Grey Film Scena
Eiza González, Henry Cavill e Jake Gyllenhaal in scena

Insieme a Bronco (Jake Gyllenhaal) e Sid (Henry Cavill) forma un terzetto che si muove nell'ombra, ricorrendo a mezzi tanto leciti quanto illeciti. Sai che novità, aggiungiamo noi, sbadigliando. A muovere le pedine c'è Evelyn (Rosamund Pike) che incarica i tre di recuperare un miliardo di dollari dal magnate Salazar (Carlos Bardem). La missione, nemmeno a dirlo, si rivelerà più complicata del previsto.

Una formula superata?

La semplicità della trama, come spesso accade nei film di Ritchie, è chiaramente solo apparente, e si muove sotto la coltre di incastri, colpi, svolte, battute, ammiccamenti. Il punto in questione, però, è che attorno al tono cool (tenuto arzillo dalla musica costante di Christopher Benstead), e attorno agli abiti stirati dei protagonisti, c'è troppo poco, convincendo in maniera fin troppo risicata, se consideriamo la filmografia (non troppo recente) dell'autore. Ed è chiaro l'intento di Ritchie: cogliere il senso di film come Mission: Impossible o James Bond (ma non l'aveva già fatto con Operazione UNCLE?) per dar loro una certa revisione, strizzandone la linfa fino a prosciugarla.

In The Grey Film
Henry Cavill e Jake Gyllenhaal

In un'epoca cinematografica dominata quasi totalmente dalla standardizzazione, è assurdo leggere nel cinema irriverente di Guy Ritchie un'accettazione tale da renderlo quasi inconsistente, e rivolto quasi esclusivamente all'inesorabile azione che perde di valore se diventa sovraesposta. Perché da un certo materiale umano nonché tecnico, forse in modo utopistico, ci si aspetta sempre il massimo.

Non bastano i guizzi, non basta la coppia Gyllenhaal - Cavill, retta e indirizzata dalla brava Gonzalez (alla terza collaborazione con il regista) a rendere speciale qualcosa che, invece, resta intorpidito nella ricerca di un effetto che non arriva mai. Il cinema sta cambiando, la narrazione sta cambiando, le equazioni si assottigliano, diventano sempre più elementari, a portata di distrazione. E il talento di Ritchie, a giudicare dalla sua prestigiosa e oggettiva filmografia, non può e non deve sottostare a un inesorabile appiattimento.

Conclusioni

Davvero, è un peccato vedere cosa sia diventato oggi Guy Ritchie. Il regista culto sembra aver perso il giusto smalto, rifugiandosi nel cast (ottimo) e nell'azione per colmare un'equazione in cui gli standard sembrano ormai appiattiti, e rivolti a un pubblico dalla distrazione facile. Un peccato, considerando quanto In the Grey, una volta visto, sia immediatamente dimenticabile.

Movieplayer.it
2.0/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • Il cast, ovviamente.
  • L'azione.
  • Guy Ritchie sa girare...

Cosa non va

  • ...ma qui manca lo smalto giusto.
  • Piatto.
  • Legato a uno schema narrativo da film streaming.
  • Immediatamente dimenticabile.