The Mandalorian: il Western del nuovo millennio?

The Mandalorian è forse più che un'avventura spaziale, è la saga intergalattica di uno Straniero Senza Nome: nel suo protagonista, possiamo ritrovare alcuni dei più grandi eroi dei western americani e all'italiana.

APPROFONDIMENTO di 11/04/2020
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The Mandalorian: un'immagine della serie

The Mandalorian ha avuto un grande successo. La Serie Tv firmata LucasFilm e distribuita da Disney+, si è guadagnata elogi sia dal pubblico che dalla critica, e tutti speriamo che sia solo l'inizio di un nuovo ramo creativo all'interno dell'universo di Star Wars.
Le avventure del misterioso e carismatico Mandaloriano, chiamato Din Djarin, interpretato da Pedro Pascal, sono state un perfetto mix di azione, avventura, mistero e velata ironia.

Ma appare palese che il cinema western (e anche il Jidai Geki a esso strettamente connesso) sia alla base non solo dei vari iter narrativi, ma degli stessi personaggi, dell'intreccio, dell'atmosfera imprevedibile e solo apparentemente cinica che si respira.
E lui, il Mandaloriano, in sé condensa alcune tra le figure più leggendarie che mai abbiano impugnato una Colt o portato giustizia nel selvaggio Far West.

Il tutto partendo dal fatto che il mondo in cui si muove il nostro eroe, è un mondo selvaggio, a metà tra western e medioevo, dove esistono clan, gilde, dove gli ultimi resti dell'impero non vogliono morire, e dove contano solo il denaro e la reputazione.
E soprattutto dove non ci si può fidare sostanzialmente di nessuno, dove la parola data non ha quasi nessun valore, se non per quei pochi che per mantenerla si sono dovuti creare un recinto (mentale o materiale) attorno, o per forza di cose scegliere una vita da nomadi.

The Mandalorian e Star Wars: origini e storia dei Mandaloriani della serie TV Disney+

Lo Straniero Senza Nome

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Per un pugno di dollari: Una scena

Sicuramente salta all'occhio la somiglianza, i punti in comune tra il personaggio di The Mandalorian, e la figura de Lo Straniero Senza Nome, reso immortale dal nostro amato Clint Eastwood fin da quel Pugno di Dollari che lo lanciò nel firmamento cinematografico, che continuò con gli altri due film di Sergio Leone (la famosa Trilogia del Dollaro). Joe Kidd, Lo straniero senza nome, Il texano dagli occhi di ghiaccio, Il cavaliere pallido: in tutti questi film il nostro amato Clint è sempre stato un cavaliere errante, dal passato oscuro, nebuloso, tormentato, che pur se teoricamente fedele ad un codice votato all'autoconservazione, alla materialità del suo lavoro di uccisore, si schierava in difesa dei più deboli, degli indifesi.

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The Mandalorian: un'immagine del protagonista

Esattamente come il nostro Djarin, che sotto quell'elmo inquietante (sotto il sigaro e gli occhi di ghiaccio nel caso di Clint), ha un cuore d'oro, ideali, vuole fare la cosa giusta.
Come lo Straniero Senza Nome, anche il nostro eroe è avvolto in un mantello (era più un poncho per Clint), è di poche parole, quando parla, lo fa solo dopo aver riflettuto bene, ha quindi un atteggiamento molto "sotto le righe", ma che nasconde una determinazione di ferro.

Il Blaster più veloce del West

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The Mandalorian: il protagonisti in una scena della serie Disney+

Un altro elemento sicuramente interessante in The Mandalorian, e che accomuna Djarin ai tanti eroi del genere western, è il suo essere un combattente astuto, velocissimo, dai riflessi fulminei, abile nel muoversi in silenzio, nel non farsi notare, ma anche coraggioso.
Non teme la morte, ed è un tiratore assolutamente micidiale, dotato anche di buona capacità di improvvisazione e di un arsenale assolutamente unico.
Il suo blaster (che come ogni buon pistolero è velocissimo ad estrarre) è elegante e tenuto in una fondina al lato destro, ed è stato letale per un numero incredibilmente alto di nemici, che si sono messi tra di lui e la salvezza della piccola creatura a cui teoricamente doveva dare la caccia.
Da questo punto di vista, non si può non notare che la sparatoria nel piccolo pub stellare all'inizio, ne ricordi tantie viste negli spaghetti Western di Leone, Corbucci o Sollima.

Sicuramente il pezzo più originale del suo arsenale è il suo fucile di precisione Amban (arma che al contrario di tante altre della saga, non è assolutamente connessa ad alcuna arma reale ma è stata creata ex novo), dotata anche di due arpioni da elettroshock alla fine, da usare negli scontri corpo a corpo. Rarità nel mondo di Guerre stellari, viene caricata un colpo alla volta, ed è dotata di una precisione e gittata di enorme rilevanza.

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Mando e il "bambino" nel secondo episodio

Tutte queste caratteristiche non possono non far pensare ad un piccolo capolavoro western, a quel Carabina Quigley che aveva nel tiratore scelto interpretato da Tom Selleck, l'indimenticabile protagonista, in trasferta in terra australe.
Tuttavia non vanno scordati anche il Burt Lancaster di Io sono Valdez, anche lui come Quigley armato di un fucile da bisonti Sharp (molto simile nel funzionamento a quello di Djarin), vi è poi l'indimenticabile Occhio di Falco di Daniel Day Lewis, che ne L'ultimo dei mohicani di Michael Mann, con il suo Kentucky metteva a segno ogni colpo.
Anche la sua personale armeria, esibita a bordo della sua astronave, fa subito pensare a quella vista in Per qualche dollaro in più, nelle mani del Colonnello Mortimer (il grande Lee Van Cleef), che se ne serviva a seconda delle necessità.

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Tra Kurosawa e Leone

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Una scena del quarto episodio di The Mandalorian

Come noto, Per un pugno di dollari era un remake non dichiarato de La sfida del samurai di Akira Kurosawa, fatto che costò a Sergio Leone un causa per plagio e il dover cedere i diritti di distribuzione del film in Giappone, a Taiwan, ed in Corea del Sud.
Come nel più famoso tra gli spaghetti western, anche in The Mandalorian il nostro eroe alla fin fine si trova con ben pochi alleati, quasi sempre costretto a guardarsi le spalle, preso tra due fuochi.
E come lui, tutto comincia in una piccola cittadina di frontiera, ben poco ospitale, persa nel deserto.

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Una scena de I magnifici sette

In comune con i samurai di Kurosawa ha l'appartenere ad una sorta di ordine religioso-militare, fatto di regole precise, ed avere un proprio simbolo, un'armatura.
Ma è con il quarto episodio (Il Santuario) che l'omaggio a Kurosawa si unisce a quello ad uno dei western più famosi, I magnifici sette, e ad uno dei pistoleri più leggendari: il Chris Adams di Yul Brynner.
Certo, il Din Djarin di Pascal è meno carismatico, meno leader, e recluta infine solo una persona per aiutarlo a difendere quell'indifeso villaggio dai predoni, la rinnegata Cara (Gina Carano), ma assieme a lei riuscirà ad addestrare e portare alla vittoria i poveri contadini che gli si sono rivolti per avere aiuto.

Amici o Nemici?

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Carl Weathers in The Mandalorian

Nei western crepuscolari, così come negli spaghetti Western ed altre pellicole meno classiche del genere, un elemento interessante era come sovente non si potesse sapere chi era dalla nostra parte e chi no.
I rapporti di forza cambiavano, cambiavano le alleanze e spesso il denaro, la cupidigia, il potere, creavano un solco in amicizie e rapporti sentimentali dati per assodati. O magari li costruivano.
In The Mandalorian, un esempio è sicuramente quello del rapporto tra Djarin e quel Greef Karga (Carl Weathers) che lo conosce da tempo, lo stima, gli dà l'incarico di recuperare il "bambino".
E che gli scatena contro tutti gli altri cacciatori di taglie della Gilda quando capisce che sta salvando il bambino contravvenendo al contratto stipulato. Tuttavia il loro rapporto è davvero mutevole e incerto.
Anche quello creato con il taciturno ma leale Kuiil, ricorda i tanti simili sviluppatisi in numerose pellicole con personaggi singolari quali indiani, vecchi cacciatori o rinnegati, individui che come il piccolo e cocciuto Ugnaught, vivono nel loro piccolo mondo fatto di saggezza, lealtà e regole un pò particolari.

Ig 11
IG-11 in The Mandalorian

Ma se vi è un rapporto che dimostra quanto The Mandalorian sia veramente un western spaziale, è quello tra Djarin e IG-11, il droide cacciatore di taglie che dà inizialmente una grossa mano al protagonista contro i predoni Nikto, in una sequenza che ricorda molto certe sparatorie viste in Django (sia l'originale che Unchained) o Tombstone. IG-11 alla fine viene prontamente messo fuori uso da "Mando", quando il droide decide di uccidere il "bambino".
Da tener presente che anche la battaglia tra Djarin e i Mandaroliani contro il resto della Gilda, ricorda molto quella vista nel bellissimo Il mucchio selvaggio. Alla fin fine tuttavia, chiunque abbia visto film come Pat Garrett e Billy the Kid, Vera Cruz, Là dove scende il fiume, non può che ritrovare in The Mandalorian, lo stesso crogiolo di ciniche canaglie, astuti mentitori, di contrapposizione tra altruismo ed onore da una parte, e opportunismo e cupidigia dall'altra.

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