The Defenders

2017 - ....

The Defenders: 5 cose che potreste non aver notato

Anche il crossover prodotto da Marvel e Netflix mantiene viva la tradizione dei dettagli nascosti che fanno la gioia dei fan dei fumetti e/o degli altri adattamenti delle storie della Casa delle Idee.

The Defenders: Charlie Cox e Krysten Ritter in una scena

Portare a termine un progetto come The Defenders, la miniserie-crossover che rappresenta il culmine della "Fase Uno" della sinergia creativa tra la Marvel Television e Netflix, non è stato facile. Il racconto epico in otto parti doveva, infatti, funzionare come entità drammatica per lo più autonoma, portare avanti in modo coerente gli archi narrativi iniziati nelle quattro serie individuali (Daredevil, Jessica Jones, Luke Cage e Iron Fist) e porre le basi per le stagioni successive dei medesimi prodotti. Un equilibrio che, dopo una partenza leggermente in sordina, è stato raggiunto e mantenuto egregiamente, sfruttando soprattutto l'alchimia efficace tra i protagonisti Charlie Cox, Krysten Ritter, Mike Colter e Finn Jones. In mezzo a questi elementi c'è anche l'altra caratteristica che contraddistingue operazioni di questo genere, vale a dire la presenza di piccoli rimandi alla fonte cartacea o altre rappresentazioni audiovisive dell'universo Marvel. Ecco i cinque Easter Eggs più significativi, con la consueta avvertenza: questo articolo contiene spoiler.

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1. Un giardino familiare

I fan duri e puri del Marvel Cinematic Universe avranno sicuramente riconosciuto il luogo dove, nel secondo episodio, la misteriosa Alexandra incontra Madame Gao: è lo stesso giardino dove proprio Gao, nella prima stagione di Daredevil, fece capire a Wilson Fisk chi detenesse il vero potere criminale a New York (un equilibrio di potere che qui viene invertito, poiché Alexandra è la vera leader della Mano). Ma l'abbiamo visto anche in un altro adattamento Marvel, fuori dall'universo inaugurato nel 2008: è dove Mary Jane Watson viene portata in salvo durante lo scontro di Times Square nel primo Spider-Man di Sam Raimi, girato quasi interamente a Los Angeles ma con alcune vere location della Grande Mela, tra cui appunto il giardino in questione.

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2. Il pugno del destino

The Defenders: Mike Colter in una scena della prima stagione

The Defenders contiene vari riferimenti, anche visivi, alle serie precedenti, tra cui la scelta di connotare le scene dove appaiono i singoli eroi con il loro colore primario (rosso per Daredevil, blu per Jessica Jones, giallo per Luke Cage, verde per Iron Fist). Ma ci sono anche degli omaggi più espliciti, in particolare nel secondo episodio quando il "pugno d'acciaio" di Danny Rand incontra il corpo indistruttibile di Luke, mandandolo al tappeto. L'inquadratura è praticamente identica a quella usata nella serie personale di Cage quando uno degli scagnozzi di Cottonmouth gli tira un pugno in faccia, al rallentatore, solo che in quel caso il villain si ritrova con la mano rotta.

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3. Alleanze future?

The Defenders: Simone Missick in una scena

Alla fine della serie la poliziotta Misty Knight si ritrova senza un braccio, e in ospedale viene rassicurata da Colleen Wing sul possibile ripristino dell'arto perduto. Questo allude a due eventi accaduti nei fumetti: la creazione del braccio bionico di Misty (che nel mondo cartaceo è farina del sacco di Tony Stark) e il suo lavoro di squadra con Colleen, che potrebbe portare a un triangolo amoroso con Danny Rand (nei fumetti lui e Misty sono marito e moglie). Da notare anche il nome dell'infermiera indicato sulla lavagna con i dati della paziente: L. Carter. Si tratterebbe di Linda Carter alias Night Nurse, noto personaggio Marvel le cui caratteristiche sullo schermo sono state parzialmente attribuite a Claire Temple (nelle serie Netflix) e Christine Palmer (in Doctor Strange).

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4. La canzone giusta

The Defenders: una scena della prima stagione

Durante lo scontro finale tra i quattro eroi e i ninja della Mano c'è una scelta musicale che calza a pennello per la serie e per il MCU: Protect Ya Neck, del Wu-Tang Clan. Da un lato, il gruppo ha già una certa dimestichezza con le serie di Netflix, poiché RZA ha diretto un episodio di Iron Fist e Method Man è apparso in Luke Cage. Dall'altro, il testo della canzone cita esplicitamente Spider-Man (e il passaggio in questione è chiaramente udibile nella puntata stessa), il quale nei fumetti è uno storico alleato e amico dei quattro protagonisti, soprattutto Daredevil.

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5. La rinascita

The Defenders: Charlie Cox interpreta Daredevil

Nell'ultima sequenza della serie scopriamo che Matt Murdock è sopravvissuto all'esplosione che ha ucciso i membri superstiti della Mano, ed è attualmente in convalescenza in quello che sembra essere una specie di convento. Quando riprende conoscenza, una delle suore chiede di far chiamare una certa Maggie. Questo nome, e l'immagine di Matt in un letto d'ospedale (si fa per dire), alludono chiaramente alla celebre storyline Born Again, dove Matt viene appunto ricoverato dalla suora Maggie durante un duro scontro con Kingpin, il quale ha scoperto la doppia identità di Daredevil e decide di rovinargli la vita. A quanto pare, la terza stagione delle avventure di Murdock adatterà proprio quella storia...

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